Renato Zero biografia
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Renato Zero

La vita privata di Renato Zero

Renato Zero, nome d’arte di Renato Fiacchini, è nato il 30 settembre 1950 a Roma. I genitori sono sempre state persone semplici: il padre Domenico Fiacchini apparteneva alle forze dell’ordine, mentre la madre Ada Pica era infermiera. Renato Zero, per la sua attitudine al travestimento, è spesso considerato omosessuale, ma l’artista non ha mai resto dichiarazioni esplicite a riguardo. Nel 2003 ha adottato il figlio Roberto Anselmi Fiacchini, che lo ha reso già nonno di due nipotine, Ada e Virginia.

Le misure di Renato Zero

Renato Zero è alto 175 cm e pesa 81 kg.

La malattia

Nel primo periodo della sua infanzia, Renato affronta una malattia molto grave. Appena nato deve fare i conti, infatti, con una forma di anemia emolitica neonatale, che viene curata con una trasfusione sanguigna completa.

Tatuaggi e significati

Renato Zero non ha mai dichiarato tatuaggi.

Gli amori di Renato Zero

Nonostante Renato Zero non abbia mai dichiarato ufficialmente la propria omosessualità, spesso il cantante viene considerato tale, soprattutto per alcune scelte stilistiche che hanno da sempre caratterizzato i suoi spettacoli. Molto riservato per quanto riguarda la sua vita privata, di Renato Zero si conoscono solamente due relazioni ufficiali. Il legame con Lucy Morante, la sua segretaria, e una relazione con la conduttrice Enrica Bonaccorti, consumata in giovane età.

La carriera di Renato Zero

Renato Zero si avvicina al mondo dello spettacolo sin da giovanissimo. Finite le scuole medie, si iscrive all’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini, percorso di studi che non ha mai concluso. A soli 14 anni, comincia già ad esibirsi sfruttando la sua abilità nel confezionarsi costumi e travestimenti eccentrici in diversi locali romani. Il pubblico lo accoglie male, lo denigra insultandolo a piena voce “Sei uno zero”. Nasce così il nome d’arte di Renato che a 14 anni ottiene il suo primo contratto al Ciak di Roma. Notato da Don Lurio durante una serata al famoso Piper, il locale della movida romana, viene scritturato per entrare nel corpo di ballo dello show serale di Rita Pavone.

Alla ricerca di un’identità artistica, crea un personaggio provocatorio ed alternativo ispirato ai dettami del glam rock: sessualità ambigua, trucco e cascate di paillettes. Questo personaggio racconta pezzi come “Mi vendo” e nell’intero album Zerofobia, oltre che ne “Il Triangolo”. L’ascesa inarrestabile al successo degli anni ’70, decennio della pubblicazione del singolo “Il Carrozzone/Baratto”, fa da contraltare alla crisi e al declino negli anni ’80. Renato Zero riprende in mano la sua carriera negli anni ’90, quando nel 1991 arriva secondo al Festival di Sanremo con il brano “Spalle al Muro”, e un anno dopo presenta in televisione insieme a Giancarlo Magalli e Barbara De Rossi “1, 2, 3… RAI“. Dopo il doppiaggio del personaggio Jack Skeletron in “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton, cui presta la voce anche per le canzoni della colonna sonora, nel 1995 pubblica “Sulle Tracce dell’Imperfetto”, disco che contiene “I Migliori anni della Nostra Vita”. Ancora oggi molto attivo fra televisione, tournee e studio di registrazione, è uno degli artisti più popolari, amati e longevi del panorama musicale italiano.

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