Donatella Raffai biografia
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Donatella Raffai

La vita privata di Donatella Raffai

Donatella Raffai nasce a Fabriano (AN) l’8 Settembre 1943, giorno dell’armistizio dell’Italia con le forze alleate.

È figlia di Antonio Raffai e di Maria Jelardi, entrambi di nobili origini, sfollati nelle Marche durante la guerra.

Passa l’infanzia e l’adolescenza a seguito del padre ammiraglio, spostandosi a Roma e in provincia di Benevento.

Ricorda il contesto di vita familiare come rigidissimo.

Nel 2005, dopo la morte della madre e dell’unico fratello, lascia l’Italia e si trasferisce poco lontano da Nizza, in Costa Azzurra.

Dal suo ritiro dalle scene Donatella Raffai è entrata nel riserbo più assoluto, e il compagno comunica ai media che non concederà più interviste per nessun motivo e a nessuna testata.

Gli amori di Donatella Raffai

Del primo matrimonio Donatella Raffai racconta:

«Mio marito era poco più grande di me. Ci siamo messi a “recitare alla famiglia” andando contemporaneamente tutti e due all’università. Sono nati due figli e le preoccupazioni hanno soppraffatto la buona volontà».

A 25 anni la Raffai si ritrova così sola con due figli.

Alla fine degli anni Sessanta conosce e sposa Fabrizio Bogiankino, gestore di nightclub:

«La sera, alle nove, si metteva il cravattino e se ne andava al locale».

Dopo il secondo divorzio si lega a Sergio Maestranzi, ex regista Rai.

La carriera di Donatella Raffai

Debutta nel mondo dello spettacolo come attrice ne I dolci inganni (1960) di Alberto Lattuada, per poi lavorare come addetta alle pubbliche relazioni nell’etichetta discografica RCA seguendo gli allora emergenti Nada e Claudio Baglioni.

Nel 1971 arriva in RAI e lavora come conduttrice, prima in radio con Voi ed io, Radio anch’io 3131, poi in tv conTelefono giallo e Camice bianco. 

L’incredibile successo di Chi l’ha Visto?

La grande popolarità arriva con la conduzione del programma Chi l’ha visto? (1989-1994), che le vale sia il Telegatto che l’Oscar Tv come personaggio televisivo femminile dell’anno (1990).

Il successo straordinario della trasmissione, divenuto un classico RAI antesignano della “tv di servizio”, sarà però una trappola:

«Io, come Michele Santoro, soffro per l’incasellamento imposto dall’azienda. Uno cerca di fare cose nuove, tenta la via della sperimentazione, ma trova sempre ostacoli. Il sistema-Rai ti obbliga a occupare una certa casella, il palinsesto diventa una prigionia»

Al tema dedica anche il libro Scomparsi (Rizzoli, 1991).

Successivamente conduce Anni d’infanzia (1995), Lasciate un messaggio dopo il bip (1996-1997) ed è inviata a Domenica in (1997-1998) nell’edizione diretta da Michele Guardì e condotta da Fabrizio Frizzi.

Ultime apparizioni: un cammeo nel film La guerra degli Antò di Riccardo Milani e la conduzione di Giallo 4 su Mediaset.

Dagli anni Duemila Donatella Raffai si ritira a vita privata, lasciando un segno indelebile nella storia della televisione italiana.

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