Leo Gullotta biografia
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Leo Gullotta

La vita privata di Leo Gullotta

Nato a Catania, il 9 gennaio 1946, Salvatore Leopoldo Gullotta, è un celebre attore di teatro, cinema e noto comico televisivo. I suoi film di maggior successo sono: “Mi manda Picone“, “Il Camorrista“, “Scugnizzi“, “Nuovo Cinema Paradiso” e “Un uomo perbene“. Conosciuto anche per le sue parodie femminili, tra le quali ricordiamo le imitazioni di Maria De Filippi, Gina Lollobrigida, Raffaella Carrà ed altre. Ha collaborato in alcune trasmissioni tv, in voga negli anni ’90, all’interno della compagna di varietà “Il Bagaglino“, ma la maggior espressione del suo talento è visibile al cinema e nella sua folta carriera teatrale. Nel 1998, pubblica un’autobiografia intitolata “Mille fili d’erba“.

Figlio di un operaio pasticciere e ultimo di sei figli (tre maschi e tre femmine), Leo Gullotta afferma di aver avuto un’infanzia ed una vita familiare serena.

Narra di aver cominciato quasi per caso a recitare, innanzitutto come comparsa al Teatro Bellini di Catania, e successivamente è diventata la sua professione, spaziando vari generi: dal cabaret, al parodistico-grottesco televisivo, al drammatico.

I primi ruoli assegnati al cinema appaiono poco significativi rispetto al talento dell’attore, inizialmente sottovalutato, ma si è rifatto quando ha iniziato a lavorare con i grandi attori e registi, i quali hanno finalmente riconosciuto la sua dote artistica.

Gli amori

Leo Gullotta ha dichiarato il suo orientamento omosessuale alla rivista Rome Gay, nel 1995, durante la conferenza stampa di presentazione del film “Uomini, uomini, uomini”.

L’attore nel 2016, inoltre ha dichiarato al Maurizio Costanzo Show, di avere un compagno da oltre 30 anni e di vivere serenamente la sua convivenza.

Testimonial del Pride, a Roma, nel 2000, incoraggia  i giovani omosessuali a non nascondersi e soprattutto si rivolge ai genitori, esortandoli a non vergognarsi ed ad accettare l’orientamento sessuale dei propri figli. L’appello di Gullotta:

“I vostri figli sono persone con sentimenti. Bisogna vergognarsi solo di chi spaccia o è mafioso”.

Le misure

Leo Gullotta è alto 163 cm e pesa (non trovato).

La carriera artistica

Leo Gullotta ha partecipato come comparsa al Teatro Massimo Bellini di Catania, cimentandosi fin da ragazzo nell’arte dello spettacolo. Successivamente approda al Teatro Stabile, dove ha la fortuna di lavorare con grandi attori, quali Turi Ferro,Salvo Randone, Glauco Mauri, Valeria Moriconi.

Grazie al talento versatile, Leo Gullotta ha regalato al suo pubblico le interpretazioni più varie: dal  genere comico dei tempi del Bagaglino (nota compagnia di varietà) al drammatico.

 Negli anni ’80, interpreta i suoi ruoli più conosciuti nei film di Nanni Loy, tra i quali ricordiamo: “Café express” nel 1980, al fianco di Nino Manfredi; “Testa o croce” nel 1982 ed infine “Mi manda Picone” nel 1983. Una particolare menzione va al film “Scugnizzi” (Nanni Loy, 1989) nel quale Leo Gullotta interpreta il ruolo di un impresario teatrale, indebitato fino al collo, ma che trova la svolta nell’incontro con un gruppo di giovanissimi detenuti, che diventeranno i suoi protetti. Il film riscosse un enorme successo in quanto poneva, forse per la prima volta, l’attenzione sulla povertà educativa e sul dramma dei carceri minorili.

Nel 1987, Leo Gullotta si aggiudica il David di Donatello come Miglior attore non protagonista, per il ruolo del commissario nel film, “Il Camorrista” di Giuseppe Tornatore. Ottiene dueNatri d’argento comeAttore non protagonista: nel film “Vajont”, (2001, Renzo Martinelli) e nel film “Mi manda Picone” (1984, Nanni Loy).

Partecipa alla serie televisiva “Cuore” nel 2001, tratto dal romanzo di De Amicis, e tra le altre citiamo: “Operazione Odissea“, “Il Bell’Antonio” e “Il cuore nel pozzo“.

I progetti e le news più recenti

Al cinema ha doppiato diversi film di animazione, tra i quali “L’era glaciale” (il personaggio di Manfred) ed in particolare prestando la voce all’attore Joe Pesci. Dalla morte dell’attore Oreste Lionello, nel 2009, è divenuto doppiatore ufficiale di Woody Allen. 

Nel 2009, torna a collaborare con Giuseppe Tornatore, nel suo kolossal “Baaria“. Nel 2005 era stato ingaggiato per interpretare in una fiction Rai, il ruolo di Don Pino Puglisi, il noto sacerdote ucciso dalla mafia, ma nel 2012 l’attore denuncia di essere stato ostacolato a causa della sua omosessualità dichiarata ed il ruolo fu assegnato a Luca Zingaretti.

Nel 2017, Leo Gullotta si è aggiudicato il CinéCiak d’Oro come Best Comedian Maschile dell’anno. L’attore è attualmente dedito al suo incessante lavoro teatrale.

Di recente ha partecipato al doppiaggio di un cartone animato dedicato alla storia delle due sorelle Bucci, deportate ad Auschwitz-Birkenau durante la Seconda guerra mondiale all’età di 4 e 6 anni.

Nel 2017, il 21 settembre, in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all’Alzheimer, Studio Universal e Paradise Picture hanno presentato un cortometraggio, intitolato “Lettere a mia figlia“. Il protagonista, interpretato da Leo Gullotta, è un anziano signore affetto dalla malattia di Alzheimer e spiega alla figlia la sua malattia. La regia è di Giuseppe Alessio Nuzzo. Il corto ha vinto numerosi premi, tra cui quello di Miglior Cortometraggio al Giffoni Film Festival.

Realizzato dal Miur, in collaborazione con la Rai e Larcadarte, è il primo cartoon dedicato al tema della Shoah. L’intento è trasmettere alle nuove generazioni non soltanto i fatti storici, così come sono, ma anche l’importanza del ricordo e della commemorazione delle vittime, nella Giornata della memoria.

 

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