Piergiorgio Odifreddi biografia
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Piergiorgio Odifreddi

La vita privata di Piergiorgio Odifreddi

Il matematico e scrittore Piergiorgio Odifreddi nasce a Cuneo il 13 Luglio 1950.

A sei anni i genitori lo iscrivono alla scuola gestita dalla Congregazione delle Suore di San Giuseppe. La licenza elementare la ottiene però al Seminario Vescovile di Cuneo dove frequenta anche le scuole medie.

Nel 1964 si iscrive all’Istituto Tecnico per Geometri, seguendo le orme tracciate in precedenza dal padre e dagli zii. Tra i banchi di scuola siede anche il futuro manager Flavio Briatore.

Per la sua formazione universitaria sceglie Torino, Facoltà di Matematica. Si laurea con lode nel 1973 in logica e si specializza negli anni a seguire prima negli Stati Uniti e poi nell’ex URSS.

La spia che venne dal freddo

Mentre si trova in Unione Sovietica per ragioni di studio, Piergiorgio Odifreddi viene trattenuto in Siberia per sei mesi e condannato in contumacia a quindici anni di prigione come ritorsione per l’arresto a Genova di un agente sovietico accusato di spionaggio. È solo grazie alla liberazione dalle prigioni italiche della spia “venuta dal freddo”, voluta dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e dal Ministro Giulio Andreotti, che Odifreddi viene rilasciato. Il racconto degli avvenimenti è contenuto nel saggio La repubblica dei numeri.

Odifreddi nel firmamento

Nel 2001 è stato scoperto un asteroide della fascia principale battezzato col nome 108072 Odifreddi in onore del grande matematico italiano.

Onorificenze

Piergiorgio Odifreddi dal 2003 è Presidente Onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici. Nel 2005 è stato insignito dall’allora Presidente della Repubblica Ciampi del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito delle Repubblica Italiana.

Gli amori di Piergiorgio Odifreddi

Il bel matematico piemontese non ha mai nascosto la sua sensibilità al fascino femminile. Di donne, infatti, pare ne abbia avute abbastanza. In un’intervista del 2006 rilasciata a Vanity Fair ha raccontato di essere un seduttore:

“Sto rincorrendo Bertrand Russell, che ha scritto 100 libri e sposato 4 mogli”.

Due matrimoni alle spalle, durati quindici anni ciascuno. Il primo finisce quando lui si innamora della sua insegnante di russo in Siberia. Il secondo è con Laura, sua ex studentessa, di quattordici anni più giovane.

Dopo il divorzio, Odifreddi si accompagna alla bella Elena che, per stare con lui, ha lasciato il marito.

Le misure di Piergiorgio Odifreddi

Peso e altezza di Piergiorgio Odifreddi non sono noti.

La carriera di Piergiorgio Odifreddi

Dopo essersi distinto come studente, Odifreddi diventa professore ordinario all’Università di Torino dove resta in cattedra fino al 2007. In Italia insegna per un biennio (2001-2003) anche presso il prestigioso ateneo milanese fondato da don Luigi Maria Verzé.

La sua carriera accademica si estende oltreoceano come visiting professor, prima presso la Cornell University, nello stato di New York, poi a Melbourne, cui seguono le esperienze in Cina (Pechino e Nanchino) e in Argentina fino a tornare nel 2006 negli Stati Uniti, questa volta alla Columbia University.

Autore di articoli e volumi sulla teoria della calcolabilità, a tutt’oggi oggetto di studio nelle facoltà di matematica, collabora come divulgatore con i più importanti giornali e le più prestigiose riviste scientifiche.

Oltre che di matematica, nelle sue pubblicazioni si occupa di indagare la stretta correlazione tra la scienza in generale, e la matematica in particolare, con la letteratura, la musica, le arti figurative, la filosofia e la teologia. Mette al centro del suo pensiero il razionalismo a cui oppone le teorie del creazionismo, la superstizione e i dogmi della Chiesa Cattolica.

Numerose le interviste a Premi Nobel, economisti, medici, chimici, fisici, biologi e matematici che Odifreddi ha raccolto poi in Incontri con menti straordinarie. Alcuni degli intervistati hanno partecipato anche al Festival della Matematica organizzato da Piergiorgio dal 2007 al 2009 a Roma. I contributi sono pubblicati nel volume Il club dei matematici solitari.

È altresì noto che, un personaggio controverso come Odifreddi, abbia intavolato anche aspri confronti. Solo per citarne alcuni, con il fisico Antonio Zichichi, con i filosofi Massimo Cacciari, Gianni Vattimo ed Emanuele Severino, con i ministri Maria Stella Gelmini e Ignazio La Russa, con il giornalista Corrado Augias.

Il caso Scalfari

Nell’Aprile 2018, sulla rubrica Il non-senso della vita 3.0 contenuta all’interno di Repubblica.itOdifreddi accusa il giornalista Eugenio Scalfari di aver scritto fake news, notizie false, in merito ad alcune interviste con Papa Francesco. Su Radio 1, il matematico rincalza la dose:

“Scalfari è recidivo. Lo dice il portavoce del Vaticano che per tre volte lo ha censurato dicendo che aveva messo in bocca al Papa cose che non aveva detto. Lui fa sempre così: va a a fare le interviste senza prendere appunti e senza registratori e poi dice quello che crede che il suo inerlocutore voglia dire”.

Il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, “silura” Odifreddi dopo diciotto anni di collaborazione. E il matematico lascia a un post il suo ultimo commento sulla vicenda:

“È forse dunque una mia “colpa sociale”, l’aver sempre cercato di dire ciò che pensavo, anche quando sarebbe stato più comodo o più utile (e a volte, forse, anche più corretto o più giusto) tacere. Ma ciascuno di noi è fatto a modo suo, e io sono fatto così. Dunque, un grazie a tutti, e a risentirci magari altrove”.

Piergiorgio Odifreddi e la politica

Odifreddi ha gravitato in ambito politico tra le fila del Partito Democratico, candidandosi a sostegno di Walter Veltroni nel 2007 e di Ignazio Marino nel 2009. Scelte queste che vengono rimesse in discussione dal professore che decide, poco tempo dopo, di abbandonare il PD. Nel 2012 appoggia Nichi Vendola e il partito Sel – Sinistra Ecologia e Libertà.

«Io sono di sinistra e il Pd è una ricostruzione della Dc».

Del resto, il professor Odifreddi non nasconde che, alla democrazia rappresentativa, preferisce la democrazia diretta.

Ispirato dalle posizioni pacifiste di Bertrand Russell, filosofo, logico e matematico gallese, e da Noam Chomsky, linguista, filosofo e attivista politico statunitense, Odifreddi ha liberamente espresso critiche anche alla politica americana, in particolare perseguita dal repubblicano George W. Bush, e a quella israeliana, come si evince dal suo saggio Il matematico impertinente (2005).

La sua posizione contraria all’incursione israeliana del 2012 nella striscia di Gaza, assimilata alla strage delle Fosse Ardeatine perpetrata dai nazisti, solleva aspre polemiche da parte dell’opinione pubblica. Odifreddi è costretto a cancellare prima il post e poi a chiudere il suo blog Il non-senso della vita, riaperto solo tempo dopo.

Piergiorgio Odifreddi e la religione

Da una iniziale vocazione per la carriera ecclesiastica che lo ha portato a frequentare per quattro anni il seminario, Piergiorgio Odifreddi è arrivato ad essere onorificiato nel 2006 di una pubblica reprimenda in latino, la “Auditu Horribilia“, per aver scritto il testo – Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) – considerato dalla Santa Sede “un criminoso opuscolo”. Curioso che la stessa sorte sia toccata al regista di film osè Tinto Brass e alla ex premiere dame di Francia, Carla Bruni.

In mezzo, un lungo percorso, articolato, sofferto, controverso che lo porterà a dichiararsi pubblicamente ateo e anticlericale.

Come racconta Odifreddi, infatti, le mura del seminario si trasformano per lui nelle sbarre di una prigione, che limita il suo pensiero, il suo ragionamento, il suo essere.

Nel 1999 la casa editrice Einaudi pubblica Il Vangelo secondo la Scienza. Odifreddi racconta come il mito religioso, in cui aveva creduto inizialmente, si sia infranto e come il cristianesimo sia in realtà un pensiero arcaico.

«La vera religione è la matematica, il resto è superstizione. O, detto altrimenti, la religione è la matematica dei poveri di spirito.»

Odifreddi si immerge nei testi sacri e, nel 2007, esce Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). Servendosi dello strumento a lui più confacente, la logica, “smonta” pezzo per pezzo la figura del Cristo, la storia di Gesù e il cattolicesimo, colpevole, secondo Odifreddi, di aver ostacolato per secoli il pensiero scientifico e democratico. La Bibbia sarebbe un testo pieno di assurdità scientifiche, falsità storiche e perversioni etiche.

I suoi saggi e i suoi articoli successivi non mancano di criticare molti aspetti del fenomeno religioso: i miracoli, Padre Pio, Madre Teresa, le encicliche…

Il suo credo

Odifreddi non si esime dal confronto sul tema con cattolici e non, fino ad arrivare a formulare nel 2007 Il mio credo, contenuto ne Il matematico impertinente:

« Credo in un solo Dio, la Natura, Madre onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, l’Uomo, plurigenito figlio della Natura, nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura, materia da Materia, natura vera da Natura vera, generato, non creato, della stessa sostanza della Madre.

Credo nello Spirito, che è Signore e dà coscienza della vita, e procede dalla Madre e dal Figlio, e con la Madre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti dell’Intelletto.

Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un’altra vita in un mondo che non verrà.»

Caro Papa, ti scrivo

Così Odifreddi si rivolge a Benedetto XVI nel saggio-lettera omonimo pubblicato nel 2011 dalla Mondadori. Caro Papa ti scrivo ha per oggetto l’analisi dei testi scritti da Papa Ratzinger. Il matematico ribadisce il suo pensiero: la creazione del mondo da parte di Dio, di cui parlano le Sacre Scritture, nega di fatto l’evoluzione degli esseri viventi da forme più semplici. Non manca l’attacco ai privilegi fiscali goduti dal Vaticano e allo scandalo pedofilia che ha investito molti preti.

È Benedetto XVI a rispondergli, con una lettera pubblicata nel 2013 sul quotidiano La Repubblica: il testo di Odifreddi è ritenuto interessante anche se alcune questioni sono da ritenersi assolutamente avventate.

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