Roberto Murolo biografia
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Roberto Murolo

La vita privata di Roberto Murolo

Roberto Murolo è nato a Napoli il 19 gennaio 1912. E’ uno dei maggiori interpreti della musica classica napoletana, a cominciare dal secondo dopoguerra.

Il padre Ernesto Murolo era poeta, giornalista, scrittore teatrale (come i De Filippo, era figlio illegittimo di Eduardo Scarpetta) pertanto Roberto Murolo fin dalla sua infanzia era abituato a frequentare un certo ambiente culturale. Penultimo di sette fratelli (Maria, Luisa, Vincenzo, Marco, Rita e Massimo) condusse una vita familiare agiata. Frequentò il ginnasio e l‘istituto commerciale ed intanto prendeva lezioni private di sassofono, fisarmonica e chitarra.

Appassionato di sport, si distinse nel nuoto, vincendo anche diversi campionati nazionali ed universitari. Dal 1935, ha lavorato per tre anni come impiegato del gas, poi costituì un gruppo musicale, ispirato ai Mills Brothers americani: il Mida Quartet con Enzo Diacova, Alberto Arcamone ed Amilcare Imperatrice. Il loro genere era musica da avanspettacolo e cabaret, in voga all’epoca, tuttavia il gruppo riscosse un discreto successo anche internazionale.

Alla fine degli anni ’40, Murolo intraprende la carriera da solista e resterà sulla cresta dell’onda fino agli anni ’60. Tra gli anni ’50 ed inizio anni ’60 recita anche in alcuni film, tra i quali ricordiamo: “Catene”, “Paolo e Francesca” e “Tormento” di Raffaello Matarazzo; “I falsari” di Franco Rossi; “Saluti e baci” di Giorgio Simonelli; “Questi pazzi, pazzi italiani” di Tullio Piacentini, per citarne alcuni.

Nel 1954 fu coinvolto in un’accusa di abuso nei confronti di un minore, rivelatasi poi infondata. Tuttavia, tale circostanza contribuì a macchiare la reputazione dell’artista, fino ad indurlo a contemplare l’idea di abbandonare la scena musicale. Ciononostante, Roberto Murolo torna al lavoro regalando al pubblico una preziosa raccolta, intitolata “Napoletana. Antologia cronologica della canzone partenopea“, nella quale reinterpreta i grandi classici del repertorio napoletano dal 1200 ad oggi.

Al Festival di Sanremo del 2002, Roberto Murolo riceve il premio alla carriera. Il celebre cantante si è spento a Napoli, a causa di problemi cardiaci e respiratori, il 13 marzo 2003, all’età di 92 anni.

Gli amori

A causa della grande riservatezza dell’artista e della sua famiglia in merito alla sua vita privata, non si hanno notizie circa la sua sfera sentimentale. Pare che Roberto Murolo non sia stato sposato e non abbia avuto figli. Ragion per cui, i nipoti del cantante si sarebbero resi protagonisti di un contenzioso in merito alla suddivisione dell’eredità di Murolo.

La carriera artistica

In seguito al debutto con il Mida Quartet, Murolo tenta la carriera da solista, tornando al genere tanto caro a suo padre, ovvero quello della musica tradizionale napoletana. Dal 1969 pubblica quattro album monografici, intitolati “I grandi della canzone napoletana“.

Roberto Murolo scrive anche canzoni sue, tra cui “Sarà chi sa!“, che vince il Festival di Napoli, eseguita da Fausto Cigliano e Teddy Reno.

Negli anni ’90 pubblica “Na voce e na chitarra“, dove reinterpreta grandi successi. In occasione del suo 80° compleanno, pubblica “Ottanta voglia di cantare“, nel quale sono inseriti due celebri brani: “Cu’mme” accompagnato da Mia Martini ed Enzo Gragnaniello, e “Don Rafaè“, noto duetto con Fabrizio De André. Nel ’94 pubblica un album tributo a Domenico Modugno, intitolato “Tu si na cosa grande“. Il suo ultimo album pubblicato è “Ho sognato di cantare“, nel quale il cantante reinterpreta brani di autori più moderni, del calibro di Pino Daniele, Peppe Lanzetta ed altri.

In occasione del suo 90° compleanno, Renzo Arbore cura la realizzazione dello special “Roberto Murolo Day – Ho sognato di cantare“, al quale l’artista interverrà soltanto a distanza, a causa delle sue già deboli condizioni di salute.

 

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