Amy Winehouse biografia
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Amy Winehouse

La vita privata di Amy Winehouse

Amy Jade Winehouse nasce il 14 settembre 1983 a Enfield, un borgo nella zona settentrionale di Londra. La sua famiglia ha origini ebraiche ed è composta da papà Mitchell che lavora come tassista, mamma Janis, farmacista, ed un fratello di quattro anni più grande di lei di nome Alex. A soli 9 anni, non riuscendo ad accettare la separazione dei genitori, Amy tenta il suicidio ingerendo un gran quantitativo di pillole. L’abbandono del tetto coniugale da parte del padre per seguire un’altra donna segna l’inizio di una vita molto travagliata.

Amy è tanto legata a nonna Cynthia, da sempre punto di riferimento per la giovane cantante. La morte dell’amata nonna per edema polmonare nel 2006, secondo i suoi familiari, è un ulteriore duro colpo per lei, già segnata dai suoi problemi di droga (ha fumato il suo primo spinello a 10 anni come racconta Chloe Govan nel libro “Amy Winehouse: The Untold Story”) e disturbi alimentari.

Da bambina Amy sogna di fare la cameriera sui pattini a rotelle, ma ben presto mostra di preferire la musica a qualsiasi cosa, anche allo studio. A 10 anni fonda le Sweet ‘n’ Sour, un gruppo rap che descrive come la versione bianca ed ebraica delle Salt-n-Pepa; a tredici riceve la sua prima chitarra. Frequenta per due anni la Sylvia Young Theatre School ma, a causa del suo spirito ribelle e dopo essersi forata da sola il naso per il piercing, viene espulsa. Cambierà altre tre scuole prima di prendere il diploma.

Gli amori di Amy

Nella sua vita sentimentale c’è una sola storia importante: quella con Blake Fielder-Civil. È aprile 2007 quando viene pubblicata la notizia del loro fidanzamento; solo un mese dopo i due si sposano a Miami Beach (il 18 maggio 2007). In molti ritengono che sia stato proprio Blake ad introdurre la sua giovane moglie all’eroina, al crack, all’autolesionismo, spingendola in una spirale che pochi anni dopo l’avrebbe condotta alla morte. Il matrimonio è breve: il 6 agosto 2009 viene ufficializzato il divorzio, tuttavia Amy non si rassegna a perdere suo marito, tant’è che nel 2011 Sarah Aspin, la nuova compagna di Blake, la denuncia per stalking nei confronti dell’ex marito.

Nonostante la separazione, Amy non rinuncia all’idea di metter su famiglia. Nel 2010 fa domanda per poter adottare una bambina caraibica e la sua richiesta viene accolta. Ma le due non vivranno mai assieme perché Amy morirà prima di poter realizzare questo desiderio.

Le misure di Amy Winehouse

Come ha ammesso lei stessa, Amy ha sofferto di diversi disturbi alimentari anche gravi come l’anoressia e la bulimia. Nel 2003, assieme alla fama per il suo album di esordio “Frank”, arrivano anche i primi commenti sul suo peso che colpiscono talmente tanto la cantante da farle perdere quattro taglie prima della pubblicazione del suo secondo album, “Back to Black”, nel 2006.

Questo rapporto difficile con il suo corpo, però, non le ha impedito di spogliarsi per Easy Living magazine nel 2008 per aiutare a raccogliere fondi per il cancro al seno.

Nel 2009, dopo il divorzio dal marito, si sottopone ad un intervento estetico per aumentare il seno di una taglia.

Le dipendenze e la morte prematura

Nel 2006 Amy raggiunge il successo mondiale: di lei parlano tutti i tabloid, non solo per il suo enorme talento, ma anche per i suoi gravi problemi legati a droga, alcol e disordini alimentari. Appare spesso visibilmente alterata durante esibizioni ed eventi: è ubriaca al The Charlotte Church Show, sale due volte sul palco in stato confusionale agli MTV Europe Music Award del 2007 e, ritirando il premio Artist Choice Award, resta immobile e non pronuncia alcun discorso di ringraziamento.

La situazione peggiora nel 2008 quando è costretta a rinunciare alla partecipazione alla cerimonia dei Grammy Award perché le viene rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti. Amy si esibisce in collegamento dall’Inghilterra e vince ben cinque premi. Seguono anni molto tormentati per lei. I suoi problemi di dipendenza ed il rapporto turbolento con il marito Blake Fielder-Civil mettono un freno alla sua carriera: poche esibizioni e una tournée cancellata nell’estate del 2011.

Poche settimane dopo, il 23 luglio 2011 alle 15:53, Amy viene trovata morta nel letto della sua casa a Camden Square. Le analisi non hanno rilevato stupefacenti nel suo corpo, ma solo tracce di alcol, talmente tanto da ucciderla. È Andrew Morris, guardia del corpo della cantante, a trovarla riversa sul letto, diverse bottiglie vuote di vodka nella stanza. Morris ha raccontato le ultime ore di vita della cantante: la sera precedente Amy aveva cenato da sola in camera sua ed aveva passato l’intera serata a guardare i video delle sue canzoni su YouTube, cosa insolita secondo chi la conosceva. Il mattino successivo, quando Morrison la raggiunge in camera per controllare se fosse sveglia, in un primo momento la crede addormentata. Solo più tardi, ad un secondo controllo, notando il nella stessa posizione, si accorge della triste verità. Troppo tardi per poterla salvare.

I tatuaggi di Amy Winehouse

14 i tatuaggi sul corpo di Amy Winehouse: il primo, tatuato a soli 15 anni, è una piccola Betty Boop nella parte bassa della schiena.

Diversi quelli dedicati alle persone a lei care. In corrispondenza del cuore una tasca e subito sopra la scritta “Blake’s” (“di Blake”, il suo ex marito). Sul braccio sinistro il tatuaggio per il papà: la scritta “Daddy’s girl” con in mezzo un ferro di cavallo. Sul braccio destro, ben due tatuaggi dedicati alla sua amata nonna Cynthia: una donna con accanto il nome Cynthia e due cuori che rappresentano proprio Amy e la nonna.

Sul braccio sinistro, subito sotto il tatuaggio per suo padre, una Pin-Up in topless alla quale nel 2008 Amy ha dovuto aggiungere un reggiseno perché considerato troppo provocante dai produttori dei Grammy. Nella parte interna dell’avambraccio sinistro una piuma dei nativi americani, uno dei suoi primi tatuaggi, simbolo di coraggio.

Sul braccio destro, oltre i due tatuaggi commemorativi di sua nonna, un’altra Pin-Up con un ventaglio e, all’interno dell’avambraccio, un uccello con le note musicali e le parole “Don’t Clip My Wings” che successivamente è diventato il logo della The Amy Winehouse Foundation. Sotto l’uccellino, appena sopra un polso, un fulmine descritto da Amy come “disastro naturale”.

Sul lato destro del ventre un’ancora e la scritta “Hello Sailor”; tra le scapole un’aquila dietro una croce di Ankh (la croce egizia) colorata con i colori della bandiera americana; sull’anulare un cuore ed una lettera A, per alcuni dedicato al suo allora fidanzato Alex Claire, mentre per altri rappresenta semplicemente un asso di cuori.

La carriera di Amy Winehouse

La sua carriera da cantante professionista comincia a soli 16 anni, quando Amy canta nella National Youth Jazz Orchestra.

Il 20 ottobre 2003 viene pubblicato il suo album di esordio, “Frank”, che raggiunge altissimi livelli nelle classifiche britanniche: doppio disco di platino con 1 milione e mezzo di copie vendute. Ma Amy non è soddisfatta del suo primo lavoro.

Il successo mondiale arriva con “Back to Black”, pubblicato il 27 ottobre 2006, da cui è tratto il tormentone Rehab che parla del suo rifiuto di disintossicarsi dall’alcol. Con il terzo singolo, Back to Black, estratto dall’album omonimo, Amy vince nella categoria Artist Choice degli MTV Europe Music Award 2007.

Il riconoscimento maggiore lo ottiene il 10 febbraio 2008 vincendo cinque Grammy Award: tre per la canzone Rehab nelle categorie “Record of the Year”, “Song of the Year” e “Best Female Pop Vocal Performance”, uno nella categoria “Best New Artist” e uno per l’album Back to Black nella categoria “Best Pop Vocal Album”. Come Alicia Keys e Lauryn Hill ha vinto il maggior numero di Grammy in un solo anno.

Dopo il successo di “Back to Black” prendono il sopravvento i suoi problemi di dipendenza ed i litigi continui con suo marito Blake, tanto da non riuscire a dare un seguito alla sua carriera discografica.
Nel novembre 2010 viene annunciato il suo ritorno sulle scene musicali: una tournée mondiale viene organizzata per l’estate 2011, annullata dopo la prima data a Belgrado nella quale Amy, visibilmente alterata, non è in grado di cantare.

Il 20 luglio 2011, tre giorni prima della sua morte, Amy si esibisce per l’ultima volta all’iTunes Festival London con Dionne Bromfield.

Il 5 dicembre 2011 la Universal pubblica il suo terzo album postumo, intitolato “Lioness: Hidden Treasures” che racchiude brani inediti e demo di vecchia data.

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