Katia Ricciarelli biografia
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Katia Ricciarelli

La vita privata di Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli, nome d’arte di Catuscia Maria Stella Ricciarelli, nasce a Rovigo il 18 Gennaio 1946 da una famiglia assai modesta. Cresce a Bassanello dove finii alluvionata nel 1966.

Ultimogenita di tre sorelle, cresciuta dalla madre Molara Ricciarelli, toscana di Rosignano, abbandonata dal marito partito volontario per la guerra, Katia è figlia biologica di un altro uomo. La signora Molara infatti era emigrata in Germania dove raccoglieva patate per mantenere sé e le sue figlie. Fu lì che conobbe un veneto che la mise incinta. Katia non conobbe mai il suo vero padre che in Italia aveva già una sua famiglia.

Da ragazza per mantenersi lavora come operaia in una fabbrica di registratori e poi come commessa all’Upim.

Vive in un appartamento con piscina a Bardolino, davanti al lago di Garda.

Gli amori di Katia Ricciarelli

La prima grande storia d’amore nota di Katia Ricciarelli è la relazione con il collega Jose Carreras, grande tenore cui si lega nel 1972 per 13 anni. «Il nostro è stato un amore travolgente» ricorda.

Meno nota è la relazione con l’impresario teatrale Paolo Grassi, molto più anziano di lei, di cui si innamora segretamente a 26 anni.

Nel 1986 sposa Pippo Baudo

«Facemmo l’amore tre quarti d’ora dopo esserci conosciuti,all’Hotel Quirinale di Roma. Finì perché lui mi mancava di rispetto».

La coppia divorzia nel 2004 tra rancori e dissapori reciproci. Katia ha accusato Pippo di avere avuto rapporti intimi con la segretaria, lui si è lamentato dei soldi persi dalla moglie con il gioco d’azzardo.

Le misure di Katia Ricciarelli

La cantante lirica Katia Ricciarelli è alta 170 cm per 67 kg circa di peso. Nel 2013 Barbara D’Urso la invita a partecipare ad un programma di 28 giorni per recuperare la forma fisica insieme a Paolo Villaggio e Platinette. Katia dà forfait.

La carriera di Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli mostra interesse per il canto fin dall’infanzia e già da bambina sfodera qualità vocali non comuni.

A 18 anni si iscrive al Conservatorio di Venezia per studiare con la celebre Iris Adami Corradetti.

Sono questi anni molto duri:

«Venezia era un ambiente chiuso. Non avevamo amicizie. Eravamo sempre senza soldi e quindi non potevamo uscire da sole. Per rabbia studiavo ore e ore. Al Conservatorio ero la migliore, ma ero anche una ragazza sola e disperata».

Vincitrice di un concorso indetto dall’Associazione lirica concertistica italiana, a 23 anni Katia Ricciarelli debutta al Teatro Sociale di Mantova come protagonista della Bohème di Puccini.

Negli anni Settanta e Ottanta conquista il pubblico costruendo la carriera su una grande musicalità e senso del fraseggio, prediligendo Donizetti, Rossini, Verdi e Puccini.

Tra le prestazioni rimaste nella storia: Bianca e Falliero (Pesaro, 1986), Otello (Teatro alla Scala, 1987).

Il momento  più alto della sua carriera è l’audizione per il disco della Tosca con i Berliner Philarmoniker: dopo averla ascoltata, il celebre direttore Von Karajan le disse:

«Da quarant’anni aspettavo un legato così».

L’episodio professionale più doloroso sono i fischi al Teatro alla Scala per Luisa Miller (1989): come ricorda Pippo Panza, Baudo, all’epoca suo compagno, schiaffeggiò un loggionista dopo lo spettacolo. Da allora Katia Ricciarelli non mise mai più piede nel teatro scaligero.

Sul finire della carriera si dedica a recital informali in cui presenta le sue arie più famose e dialoga con il pubblico.

La seconda notte di nozze (2005) di Pupi Avati è la sua inaspettata occasione nel cinema: a sopresa convince pubblico e critica e si aggiudica il Nastro d’argento come miglior attrice.

Nel 2006 partecipa come concorrente al reality show La Fattoria.

Seguono i film Gli amici del bar Margherita (2009), Bianco e nero di Cristina Comencini (2008), La sedia della felicità (2014) di Carlo Mazzacurati.

In TV lavora nelle fiction Un matrimonioCarabinieri (2007), Un passo dal cielo (2011).

Dal 2013 porta in scena Altro di me… spettacolo tratto dall’autobiografia Altro di me non saprei narrare (Aliberti, 2008) e scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime.

Il vizietto

Spesso sui giornali si è parlato di Katia Ricciarelli e del suo vizietto del gioco. L’ex soprano ha però rinnegato fermamente la febbre del tavolo verde. In un’intervista rilasciata al programma I Radioaativi su Radio Club 91 ha dichiarato:

“È solo un divertimento, mi dà adrenalina come il gioco ai bambini ma non sono malata, non lo pratico per mesi. Tra tutti i giochi mi diverto solo con il video poker, mi dà calma e serenità ma purtroppo ti vengono a chiedere gli autografi e in quel caso guardo tutti con occhi cerulei”.

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