Carola Rackete biografia
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Carola Rackete

  • Data di nascita: 8 maggio 1988 (domenica)
  • Età: 31 anni
  • Segno zodiacale: Toro
  • Professione: capitano
  • Titolo di studio: Laurea in Scienze Nautiche e del Trasporto Marittimo
  • Luogo di nascita: Preetz
  • Altezza: 170 cm
  • Peso: 55 kg

Vita privata di Carola Rackete

Carola Rackete è nata in Germania, a Preetz, l’8 maggio 1988. Ma è cresciuta ad Hambuhren, non lontano dalla città di Hannover, dove il padre Ekkehart Rackete – ingegnere militare – lavorava per conto del ministero della difesa e, in seguito, come consultente per una grossa azienda di sofisticati sistemi difensivi (nulla di più lontano da un “trafficante di armi” come era stato definito dagli odiatori del web).

Della madre Siglinde sappiamo poco, soltanto qualche dichiarazione rilasciata ai giornalisti in cui si dice “costantemente preoccupata” per la vita avventurosa della figlia, che si è laureata giovanissima in Scienze Nautiche con specializzazione nel Trasporto Marittimo. Già nel 2011 – ad appena 23 anni – Carola si è imbarcata e non su una nave qualsiasi ma su una rompighiaccio artica! Con una vita tanto movimentata non stupisce che non sia sposata. Non le si conoscono fidanzati o amori del momento, infatti, ma questo non esclude che li abbia.

Capitana coraggiosa o strumento di propaganda politica? Ragazza in gamba o soltanto una ribelle prestata ai giochi di potere? Carola Rackete è il personaggio che sta dividendo non soltanto l’Italia, Paese che l’ha vista protagonista quando con la sua nave Sea Watch 3 ha sfondato il blocco del porto di Lampedusa portando a riva 42 migranti, ma anche l’Europa. Conosciamo meglio la donna del momento.

Misure e segni particolari

Carola Rackete è minuta ma dal fisico ben proporzionato, ed è alta, anche se non in modo eccessivo. Le sue misure dovrebbero aggirarsi tra i 170 e i 175 centimetri di altezza per un peso che non supera i 55 kg.

La particolarità sono sicuramente i capelli rasta, lunghissimi, intrecciati in contorti dreadlocks con cui lei ama giocare creando acconciature e nodi di ogni forma e dimensione. Indossa sempre una collanina semplice, costituita da un laccio a cui è appeso un ciondolo di legno che rappresenta il sole.

Carriera di Carola Rackete

Carola possiede due lauree: una in Scienze Naturali ottenuta alla Jade Universitat in Germania e una specialistica in Scienze Nautiche conseguita all’istituto oceanografico Alfred Wegener.  Inizia la carriera in mare prestissimo e su una imbarcazione complessa: una nave rompighiaccio.  Ha appena 25 anni quando ottiene il ruolo di secondo ufficiale sulla nave “Ocean Diamond”.

Il suo lavoro da ufficiale di bordo la porta già spesso fuori di casa, ma non basta. Carola trascorre il poco tempo libero che ha dedicandosi ad altre navi, quelle del volontariato e delle ONG. Lavora con Greenpeace e poi, nel 2016, con la flotta di Sea Watch. Qui ottiene il comando della nave Sea Watch 3 con la quale, nel giugno 2019, soccorre una imbarcazione di migranti in avaria.

L’episodio che l’ha resa famosa

L’11 giugno 2019 la Sea Watch 3 comandata da Carola Rackete salva 53 persone abbandonate su un gommone in avaria in acque di soccorso libiche. Alcune vengono inviate subito in porto sicuro a causa delle precarie condizioni di salute, mentre le altre – 42 in tutto – restano sulla nave a vagare per il Mediterraneo in attesa del via libera allo sbarco.

Nonostante le numerose richieste, né il governo italiano né la Corte dei Diritti dell’Uomo considerano la situazione a bordo una tale emergenza da consentire lo sbarco a Lampedusa. Ma dopo due settimane di navigazione anche l’equipaggio è allo stremo e la comandante Rackete decide di entrare in acque italiane nonostante i divieti.

Dopo due giorni trascorsi ormeggiata al largo di Lampedusa, la Sea Watch 3 forza il blocco imposto dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza e raggiunge il porto della piccola isola, speronando nella manovra una barca della Finanza. Anche a causa di questo incidente, la comandante Rackete viene arrestata con pesanti accuse. Liberata tre giorni dopo, rimane tuttavia in attesa di processo.

Questo atto di forza, compiuto nonostante le minacce e i divieti, ha trasformato la giovane ufficiale tedesca in un simbolo. Sia per chi sposa le tesi del governo italiano contro l’immigrazione clandestina, e la indica come una “criminale”, sia per chi sostiene il lavoro delle ONG e vede in Carola una coraggiosa “piratessa” che sfida tutti in nome dei diritti umani.

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