Eugenio Finardi biografia
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Eugenio Finardi

La vita privata di Eugenio Finardi

È il rocker ribelle della musica italiana, Eugenio Finardi, nato a Milano il 16 Luglio 1952, da madre americana e padre italiano. La musica nel sangue l’ha ricevuta in eredità dai genitori, Enzo, tecnico del suono ed Eloise Degenring, cantante lirica e insegnante.

I miei genitori erano assolutamente atei. Avevano, tuttavia, un vivo senso della sacralità che si esprimeva particolarmente nella musica. La mia famiglia annovera musicisti e appassionati di musica.

Palloncino rosso fuoco è il singolo contenuto nel primissimo disco, canzoni per bambini, inciso da Eugenio nel 1961. Aveva nove anni e una voce d’angelo.

Finardi inizia la professione di cantante negli anni Settanta costituendo il gruppo Il Pacco con il chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Suona in stile hard rock, scrive musica e canta in inglese. La Numero Uno, di Mogol e Lucio Battisti, pubblica il suo primo 45 giri nel 1973.

Nel 1975 Finardi firma per la Cramps Records, casa discografica fondata a Milano da Gianni Sassi con l’intento di dar voce agli artisti d’avanguardia che non trovavano spazio nel circuito tradizionale.

Esce in quello stesso anno il primo album in italiano di Finardi: Non gettate alcun oggetto dai finestrini. L’album Sugo (1976) decreta il successo dell’artista con i singoli La radio e Musica ribelle.

Diesel, Non è nel cuore, Non diventare Grande Mai sono gli evergreen di Finardi, contenuti nell’album Diesel del 1977.

Ottimo chitarrista e pianista, il musicista italoamericano collabora con Demetrio Stratos, Fabrizio De André, la Premiata Forneria Marconi.

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Le misure di Eugenio Finardi

Altezza e peso: “Sono alto 185 cm e peso troppo. Cerco di evitare i carboidrati e giro per Milano in bicicletta. Ora andrò da un nutrizionista”.

Nel 2016 i primi 40 anni di Musica ribelle

Eugenio Finardi ha festeggiato il quarantesimo anniversario dell’uscita di Musica ribelle con un cofanetto pieno di tesori: un libretto ricco di fotografie e di testimonianze, stampe bellissime e dischi in vinile dei primi cinque album editi dalla Cramps. Oltre che dei tre album usciti dal !975 al 1977, vi si trovano le edizioni filologiche, con copertine restaurate, di Blitz (1978), e di Roccando rollando (1979).

Aveva poco più di vent’anni, Finardi, era bello, appassionato, ingenuo e rivoluzionario. Un contestatore contestato.

Al teatro dal Verme di Milano, nel 2016, ha messo in scena uno spettacolo a cui hanno partecipato molti protagonisti del tempo per rievocare quel lontano periodo giovanile. Si concluse con una fuga dalle scene, a Carimate (Como), dove il cantautore rimase per tutti gli anni Ottanta.

Gli amori di Eugenio Finardi

Per la moglie questi versi della canzone a lei dedicata, Patrizia (1981)

Hai il cuore pulito
come appena nevicato,
ma caldo e forte
come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti
poi subito di calmarti
e che di amarmi
non ha mai dubitato.

Il cantautore ha tre figli: Elettra, Emanule e Francesca. La primogenita, Elettra è affetta da Sindrome di Down.

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Elettra, un amore che supera le barriere

La nascita di mia figlia Elettra ha fatto riemergere quel lato della mia personalità che il successo aveva soffocato. Quel mio sentirmi diverso, né italiano né americano, mai come gli altri, un po’ alieno.

Non è stato facile, ma è riuscito nell’intento, ed ora aiuta le associazioni che si prendono cura dei bambini disabili. Eugenio Finardi parla delle enormi difficoltà che devono affrontare le famiglie con un componente diversamente abile. Si combatte praticamente soli contro barriere di ogni tipo, da quelle economiche, ai pregiudizi.

Elettra è diventata una donna, vive in una casa famiglia, ed è fidanzata.

“Ha una grande coscienza di se stessa, desidera vivere con persone che condividono la sua stessa condizione. Adora la musica, ha un grande senso del ritmo. Ho cercato di fornirle tutti gli stimoli per tener viva la sua mente e favorire il suo equilibrio”

Alla figlia Elettra, Eugenio ha dedicato il long playing Dal blu (1983) con i brani Le ragazze di Osaka e Amore diverso.

La carriera di Eugenio Finardi

La musica è una dimensione dello spirito

L’autore di Extraterrestre (Blitz 1978), pensa che la sua mission sia ancora quella di un ribelle:

Sono ancora un ribelle. Ma contro il consumismo. Non accetto un società che usa il denaro come misura delle cose.

La musica secondo lui possiede una dimensione spirituale, è un modo per curare gli scompensi dell’anima. Come la medicina cerca di far recuperare al malato l’equilibrio psico-fisico perduto. Al rapporto tra la Musica e l’Assoluto è dedicato Il live Il silenzio e lo spirito del 2003.

LP di Finardi: Finardi (1981), Colpi di fulmine, Dolce Italia (1987), Il vento di Elora (1989), Millennio (1991), Acustica (1993), e Accadueo (1998).

Dedicato alla musica popolare portoghese O Fado del 2001, realizzato insieme a Francesco Di Giacomo e Marco Poeta.

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Con il gruppo Sentieri Selvaggi, Eugenio Finardi realizza Il cantante al microfono (2008) in cui esegue le canzoni del poeta dissidente russo Vladimir Vysockij. L’album vince la Targa Tenco. Dello stesso anno Suono, uno spettacolo teatrale dove i racconti si alternano alle canzoni.

Nel 2012 Finardi ha partecipato al Festival di Sanremo con il brano E tu lo chiami Dio. Del Gennaio 2014 l’album Fibrillante.

Al Teatro Estense di Ferrara nel 2017 è andato in scena Finardiamente, tour proseguito nel 2018. In scaletta, i brani classici del suo repertorio, e qualche chicca, come sempre, perché Eugenio Finardi sul palco si sente libero di improvvisare.

 

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