Luca Sofri biografia
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Luca Sofri

Vita Privata di Luca Sofri

Luca Sofri nasce a Massa, in Toscana, il 15 dicembre 1964. Suo padre, lo scrittore Adriano Sofri, e la madre  Alessandra Peretti lo hanno avuto giovanissimi, poco più che ventenni, e ciò ha fatto sì che condividesse con loro molti eventi anche politici . Ha un fratello -minore di lui di un anno- di nome Nicola.

Laureatosi in Architettura, ha però iniziato a lavorare da subito nel mondo del giornalismo. Prima nelle radio e poi con collaborazioni presso quotidiani e riviste. Oggi gestisce un blog molto seguito.

La vita tranquilla di quest’uomo è comunque marchiata da un passato pesante, legato soprattutto al nome di suo padre, cosa che non gli ha impedito di affermarsi con la sua bravura specialmente nell’arte della parola. Nonostante i molti attacchi, spesso ingiustificati, che gli vengono rivolti la sua opinione ha un peso notevole nel panorama giornalistico nazionale.

Gli amori

Nel 2004 ha sposato la collega Daria Bignardi alla quale ha avuto una figlia, Emilia, cresciuta insieme al figlio di lei Ludovico. La coppia si è separata nel 2018, dopo aver affrontato e vinto insieme la malattia di Daria – un tumore al seno.

Misure e segni particolari

Luca Sofri è alto circa 175 cm e il peso dovrebbe aggirarsi sui 60 kg. Impressiona la forte somiglianza col padre Adriano, elemento che non sempre è stato a suo favore.

Carriera di Luca Sofri

Dopo la laurea inizia subito a collaborare con radio locali per poi passare al giornalismo scritto. Ha collaborato con la Gazzetta dello Sport, Il Foglio, L’Unità, GQ, Wired e Panorama. Inoltre ha scritto  per Vanity Fair e per Internazionale. 

Ha fondato un giornale online, Il Post, e un blog personale che tuttavia ha un grande valore giornalistico: Wittgenstein. Seguendo le orme del più famoso genitore, Luca ha anche pubblicato saggi pubblicati da Rizzoli: “Un Grande Paese”, “Notizie che non lo erano”, “Playlist”.

Luca Sofri ha anche partecipato a programmi televisivi di approfondimento giornalistico. Ha condotto “Otto e Mezzo” e “Passato Prossimo” (LA 7) e per la radio, la trasmissione “Il Condor” (Rai Radio 2).

Il problema del cognome

Il problema del cognome “Sofri” è stato un ostacolo costante nella vita di Luca. Pur non avendone colpa, è stato sempre collegato ai fatti che hanno portato in carcere suo padre Adriano dal 1997 al 2012. Adriano Sofri, giornalista e scrittore impegnato in politica negli anni roventi del terrorismo, fu accusato di essere il mandante dell’omicidio del commissario Calabresi nel 1972.

Il lungo processo si concluse soltanto nel 1997 con  la condanna a 22 anni  che l’uomo ha scontato in carcere e, solo gli ultimi tre anni, ai domiciliari. Luca Sofri era solo un bambino all’epoca dei fatti eppure quel cognome e quella somiglianza fisica gli sono stati sempre rivolti contro (per citare un esempio, nel marzo 2019 scoppia una polemica con il quotidiano La Verità che lo ha invitato a non giudicare innocenti e colpevoli  “dato il cognome che porta”).

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