Marco Travaglio biografia
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Marco Travaglio

La vita privata di Marco Travaglio

Marco Travaglio nasce a Torino il 13 ottobre del 1964. E’ un giornalista e scrittore brillante, e volto della televisione.

Travaglio consegue nella sua città la maturità classica, e si laurea in lettere moderne con biennale in storia contemporanea all’ Università degli studi di Torino. Dal 1992 è un apprezzatissimo giornalista professionista. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria, di attualità e politica.

Il pensiero politico di Marco Travaglio

In un’ intervista rilasciata a Luttazzi, Travaglio si definisce un liberale, più precisamente un allievo di Montanelli, che non si identifica in una precisa area politica, e sebbene in Italia sia più propenso alla sinistra, sostiene di aver idee vicine a quella che in alcuni paesi esteri è la destra.

In Germania voterei Merkel sicuro. Mi piacevano molto Reagan e la Thatcher. La mia destra non esiste. È immaginaria. È la destra liberale. Cavour, Einaudi, De Gasperi, Montanelli.

Il giornalista è, in effetti, famoso per la sua indipendenza intellettuale, figlia di null’ altro che non sia la sua ragione e la sua coerenza, e nel tempo è stato attaccato come “nemico” da ogni area politica. Chi non ha un comportamento limpido lo vede come un pericolo, per la sua schiettezza e per le sue inchieste audaci e acute, che riescono ad approfondire e ad indagare anche negli angoli più remoti e temuti del cursus honorum degli illustri uomini di Stato.

A conferma della sua autonomia, Il Fatto Quotidiano, giornale di cui è direttore e cofondatore, nasce come risposta ad una situazione dell’ editoria italiana che sembra essere condizionata dal potere politico, economico ed industriale che da sempre influenza l’ informazione. Lo statuto rigido del giornale infatti, mostra come questo rinunci ai finanziamenti pubblici, abbia un equilibrio economico basato sui ricavi più che sulla pubblicità e svela rigorose norme di proprietà che prevedono il frazionamento tra piccoli soci. 

Insomma, Marco Travaglio può definirsi un intellettuale tanto grande per la sua cultura, quanto per la coerenza con le sue intime convinzioni, uno dei pochissimi liberi da ogni contaminazione e compromesso.

La vita privata di Marco Travaglio

Marco è sposato con la moglie Isabella da più di 20 anni. La coppia ha avuto due figli: Alessandro ed Elisa. Nel 2015 ha dichiarato al settimanale Visto, che nonostante l’ immenso amore che prova per loro, a volte la sua carriera lo ha portato a non averli vissuti quanto avrebbe voluto.

Il grande pubblico ha iniziato a conoscermi nel 2001, quando i miei due figli Alessandro ed Elisa erano piccoli. Quindi hanno sempre convissuto col fatto di avere un papà conosciuto. Non mi ritengo famoso, perché non faccio vita di società, me ne sto per i fatti miei. Sono e resto un giornalista. I miei figli hanno pagato un prezzo alto: avrei voluto essere più presente, ma il lavoro mi porta a stare sempre in giro. Comunque devo dire che ormai si sono abituati. Vivo tra Torino e Roma, dove si trova la redazione del Fatto quotidiano. Con la mia famiglia sto dal sabato al lunedì, mentre il resto della settimana lo passo a Roma. Nonostante queste difficoltà abbiamo un bellissimo rapporto, anche se ho sempre un forte senso di colpa nei loro confronti.

Conclude comunque sottolineando il loro rapporto bellissimo, e siamo sicuri che i suoi figli siano molto orgogliosi!

La carriera di Marco Travaglio

Travaglio inizia come giornalista freelance e nella redazione de Il nostro tempo conosce Indro Montanelli, che diventa una sorta di mentore e di guida. Quest’ ultimo lo chiama a Il Giornale, dove lavora fino al 1994. Nello stesso anno segue Montanelli a La voce ed è in questo periodo che ha modo di collaborare con Enzo Biagi nel programma tv di Rai2 Il fatto. Il giornalista scrive di contraddizioni e di scivoloni degli uomini politici, scavando con dedizione e acutezza in una moltitudine di incoerenze come “un grande inquisitore“, definizione dello stesso Montanelli.

Dopo la chiusura de La voce nel 1995 collabora da freelance per le maggiori testate italiane occupandosi ancora di politica, cronaca e attualità. Nel 1998 è redattore ordinario a Torino per la cronaca giudiziaria per La Repubblica, per cui cura anche uno spazio di politica online chiamato Carta Canta.

Diventa celebre in televisione il 14 marzo 2001, quando va in onda la sua intervista rilasciata a Daniele Luttazzi per il programma Satyricon, che suscita forte clamore ed è tutt’ ora uno dei momenti di televisione più famosi ed interessanti degli ultimi anni: per le sue dichiarazioni Travaglio si trova al centro di aspre polemiche sulla libertà di stampa e sulla censura.

Nel 2001 esce L’ odore dei soldi, libro scritto in collaborazione con Elio Veltri, in cui viene affrontato l’ arricchimento di Silvio Berlusconi e le vicende giudiziarie del Cavaliere. Berlusconi e i suoi collaboratori per queso libro intentano contro gli autori ben 8 cause civili per danni: tutte respinte.

Tra il 2002 e il 2009 Travaglio collabora con L’Unità, ancora una volta dimostrando tutta la sua cultura e la sua onestà intellettuale, mirando alla politica di destra e di sinistra indifferentemente.

Dal 2009 è cofondatore de Il fatto quotidiano e dal 2015 è il nuovo direttore del giornale.

Travaglio è anche un volto della tv. Collabora infatti con Santoro in Annozero e Servizio Pubblico, poi con Lilli Gruber a Otto e mezzo. Molti non sanno che oltre a essere un eccellente scrittore e giornalista, Travaglio è un egregio attore di teatro: famoso il suo monologo Promemoria- 15 anni di storia d’ Italia del 2009 e E’ Stato la Mafia, pregevolissimo spettacolo in cui si affronta il tema della trattativa tra politici e mafia, diventato poi un libro.

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