Michele Placido biografia
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Michele Placido

  • Nome d'arte: Michele Placido
  • Data di nascita: 19 maggio 1946 (domenica)
  • Età: 72 anni
  • Segno zodiacale: Toro
  • Professione: Attore, Regista
  • Titolo di studio: Diploma d’Accademia d’arte drammatica
  • Luogo di nascita: Ascoli Satriano-Puglia
  • Altezza: 185 cm
  • Peso: 75 kg
  • Account social: Facebook Twitter

La vita privata di Michele Placido

Regista e attore di fama internazionale, Michele Placido è nato nel piccolo Comune pugliese Ascoli Satriano il 19 Maggio 1946.

Il padre Beniamino Placido, geometra, originario di Rionero in Vulture in Basilicata sposa Maria Iazzetti dalla quale ha otto figli. Michele è il terzogenito. Tra i suoi fratelli ci sono tre femmine di cui Rita, futura insegnante di Lettere e prima musa a sollecitare il fuoco dell’arte in Michele.

Suoi fratelli sono Donato Placido (1953), attore e drammaturgo, e l’attore Gerardo Amato (1949). Omonimo e cugino del padre fu il giornalista, critico letterario e conduttore televisivo Beniamino Placido (1929-2010).

Il trasferimento nella Capitale

Rimasta vedova a quarant’anni, Maria Iazzetti si trasferisce a Roma con i suoi figli e sopportando grandi sacrifici riesce a far concludere gli studi a tutti e a dar loro una possibilità di lavoro.

Michele entra in Polizia e partecipa alla storica Battaglia di Valle Giulia del 1968 che vide scontrarsi movimenti studenteschi di destra e di sinistra e polizia, nella Facoltà di Architettura, occupata.

Alla battaglia Pier Paolo Pasolini dedicò la famosa poesia Il PCI ai giovani, in cui dichiara la propria simpatia per i poliziotti, veri rappresentanti del popolo, contrapposti agli studenti, privilegiati esponenti della borghesia.

Dopo questi eventi Michele abbandona il lavoro come poliziotto e sempre più attratto dalla recitazione, inizia a studiare presso l’Accademia nazionale d’arte drammatica della Capitale.

L’esordio in teatro

Esordisce in teatro nel 1970 recitando nella trasposizione teatrale dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto realizzata da Luca Ronconi. La versione televisiva dell’opera, la cui fama superò i confini nazionali, andò in onda nel 1975 in cinque puntate, la domenica in prima serata.

Nel frattempo Michele Placido bucava il piccolo schermo con la sua straordinaria presenza scenica nello sceneggiato Il Picciotto (1973) di Alberto Negrin. Chi lo vide ebbe la netta sensazione che quel giovane ne avrebbe fatta di strada. E molta anche!

Tant’è vero che ritroveremo l’attore come mattatore assoluto ne La piovra, miniserie televisiva su temi di mafia, in cui interpreta il commissario di Polizia Corrado Cattani accanto all’attrice Barbara De Rossi.

Placido recita da protagonista nelle prime quattro serie,  1984,1986,1987,1989, poi, temendo di rimanere legato per sempre a quel personaggio carismatico chiede che la quarta serie si chiuda con la morte del Commissario Cattani.

Le misure di Michele Placido

Michele Placido è dotato di un fisico prestante. Alto 185 cm, pesa 75 Kg. e si mantiene in forma seguendo il figlio minore Gabriele in tutte le sue attività, scolastiche ludiche e sportive.

Il rapporto di Michele Placido con la religione

Voleva diventare sacerdote a nove anni Michele Placido come un suo zio missionario e andare a convertire i poveri del mondo. Frequentò un collegio di seminaristi per quattro anni.

In seguito scoprì l’universo femminile e s’innamorò di un altro “cristiano”, come suole definirlo, il Che Guevara, e la sua carriera ecclesiastica terminò prima ancora di essere cominciata.

L’interesse per la religione, invece, permane ancora in Placido che a un giornalista il quale gli chiese se fosse praticante o no, rispose:

Io pratico tutte le ore della giornata. Avendo studiato in un collegio di missionari ho uno spirito religioso molto forte. Ho già programmato che tra un po’ darò lo stop e mi preparerò non alla pensione, ma a traguardi molto più importanti: all’altra vita. Tutti ritorneremo alla nuda terra, nel senso più bello e più biblico.

Un’interessante prospettiva religiosa

Un’idea infastidisce Michele Placido: che Dio sia definito al maschile. Se proprio dovesse scegliere un genere, gli piacerebbe che il Padreterno fosse donna. Ha più fiducia nelle donne. Sua madre, vedova, ha amministrato una casa intera con otto figli e sa con quale saggezza, con quale capacità umana e intellettuale sia riuscita a farlo, pur essendo una donna del popolo.

Costante e naturale in questo artista è il pensiero della morte, che in vario modo ha affrontato nella direzione di alcuni film, come ad esempio nel discusso Ovunque sei (2004) presentato alla 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in cui ha diretto Stefano Accorsi, Barbora Bobuľová, Stefano Dionisi e sua figlia Violante.

Mi viene in mente una poesia di Giorgio Caproni che parla, appunto, del saluto finale a amici e conoscenti. Sì, sento che il viaggio sta per finire. Non significa che finisca ora ma è necessario essere obiettivi. Bisogna iniziare a prepararla, la valigia, perché ce ne vuole prima di chiuderla nel momento in cui devi davvero partire per la grande meta. Ci penso ogni giorno che incontrerò un Dio che mi giudicherà.

Gli amori di Michele Placido

Michele Placido si è sposato tre volte. Il primo matrimonio con Ilaria è stato annullato dalla Sacra Rota.

Sul set del film Peccati in famiglia (1975), diretto da Bruno Gaburro, in cui è protagonista con Renzo Montagnani, Michele conosce Simonetta Stefanelli e inizia con lei una lunga relazione sentimentale coronata nel 1986 dal matrimonio. L’unione si chiude nel 1994. Intanto sono nati tre figli: Violante (1976), Michelangelo (1990), e Brenno (1991).

Placido ha un figlio di nome Inigo (1988) nato da una breve relazione con Virginie Alexandre.

Nel 2012 l’attore ha sposato la giovanissima Federica Vincenti, attrice, imprenditrice e cantante, da cui ha avuto una bambina, scomparsa prematuramente e Gabriele, nato nel 2006.

L’amore per Federica

La relazione con Federica, molto più giovane del marito, sta volgendo al termine. La coppia ha deciso di separarsi in modo pacifico, da separati in casa, così da far crescere il bambino in un ambiente sereno. Del resto Placido lo aveva preannunciato che la differenza d’età con la moglie prima o poi gli avrebbe presentato il conto e si preparava all’evento:

Presto le farò lo scherzo: mi farò da parte, perché il resto della vita a cui ha diritto prenda i suoi percorsi. Lei piange, quando glielo dico. Le prendo le mani: tra qualche anno sarà faticoso, sai che sono uno esigente, e se non avrò ancora queste forze, abbandonerò il campo.

La carriera di Michele Placido

Michele Placido attore cinematografico

Romanzo popolare di Mario Monicelli (1974) segna l’esordio di Michele Placido come attore cinematografico nel 1974, accanto a Ugo Tognazzi e a Ornella Muti. Sarà poi un susseguirsi di successi.

Di Luigi Comencini è Mio Dio, come sono caduta in basso! (1974) con Laura Antonelli, di Marco Bellocchio è Marcia Trionfale (1976) con Franco Nero. Un uomo in ginocchio (1979) con Giuliano Gemma ha come regista Damiano Damiani, Tre fratelli (1981) con Philippe Noiret e Vittorio Mezzogiorno è stato diretto da Francesco Rosi.

Per le sue performance Michele Placido ha vinto quattro David di Donatello, ha ricevuto l’Orso d’argento al Festival di Berlino come miglior attore per il ruolo sostenuto nel film Ernesto (1978) di Salvatore Samperi.

Michele Placido, pur avendo interpretato anche temi leggeri e personaggi brillanti, ha sempre manifestato predilezioni per ruoli impegnati e per temi sociali di scottante attualità, a volte controversi e contestati dal pubblico.

Ad esempio: Mery per sempre (1989), di Marco RisiGiovanni Falcone (1993) diretto da Giuseppe FerraraLamerica (1994) di Gianni AmelioPadre e figlio (1994) di Pasquale Pozzessere (1994), La lupa (1996) con il regista Gabriele LaviaUn uomo perbene diretto da Maurizio ZaccaroLiberate i pesci (2000) di Cristina Comencini.

Le interpretazioni degli anni Duemila

Negli anni Duemila Michele Placido continua a mietere consensi come interprete cinematografico. É Carlo ne L’odore del sangue (2004) di Mario Martone, è il Vice questore Ferruccio Anedda in Arrivederci amore, ciao (2006) di Michele Soavi in cui recita con Alessio Boni e Isabella Ferrari. Con lo stesso regista interpreta Franco Dogliani ne Il sangue dei vinti (2008) a fianco di Alessandro Preziosi.

Ne Le rose del deserto (2006), ultimo film di Mario Monicelli, veste i panni di Frate Simeone, ne La sconosciuta (2006) di Giuseppe Tornatore è Muffa e recita con Claudia Gerini. Sarà ancora diretto dal regista in Baarìa (2009) dove interpreta l’esponente del PCI.

Placido lavora poi ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti con Silvio Orlando e Margherita Buy. In Piano, solo (2007) di Riccardo Milani affianca Kim Rossi Stuart. Entra a far parte dei personaggi di Carlo Vanzina e recita con Diego Abatantuono in 2061 – Un anno eccezionale (2007).

Sotto la direzione di Giovanni Veronesi sarà Alberto in Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso (2010) e Augusto nel film corale ad episodi Manuale d’amore 3 (2011), in cui si affianca a Carlo Verdone, Robert De Niro, Monica Bellucci.

Michele Placido regista cinematografico

Michele Placido ha mantenuto il suo impegno sociale anche nel momento in cui ha intrapreso la carriera di regista, iniziata nel 1990 con l’opera prima Pummarò, presentata al Festival di Cannes che affronta il problema dello sfruttamento lavorativo degli extracomunitari in Italia meridionale.

Ne Le amiche del cuore (1992) dirige la diciottenne Claudia Pandolfi, al suo esordio come attrice, Asia Argento, e sua moglie Simonetta Stefanelli.

Un eroe borghese (1995) con Fabrizio Bentivoglio e Ricky Tognazzi tratto dall’omonimo romanzo di Corrado Stajano affronta la storia dell’avvocato Giorgio Ambrosoli impegnato nelle indagini sulle attività finanziarie illecite del banchiere siciliano Michele Sindona.

Con Del perduto amore (1998) consente di conquistare Nastro d’Argento e Ciak D’oro agli attori Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Bentivoglio e Sergio Rubini.

In Un viaggio chiamato amore (2002) con Laura Morante e Stefano Accorsi racconta la storia d’amore tra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana.

La consacrazione di un regista impegnato

Michele Placido raggiunge l’apice del successo e il massimo consenso del botteghino con Romanzo criminale (2005) sulla banda della Magliana, Il grande sogno (2009), Vallanzasca – Gli angeli del male (2010), Il cecchino (2012), La scelta (2015) con Ambra Angiolini e Raoul Bova7 minuti (2016) con un cast fantastico di undici attrici e l’esordio di Fiorella Mannoia.

Del 2017 sono i primi due episodi della fortunatissima Suburra – La serie, opera prodotta da Netflix per la prima volta in collaborazione con l’Italia.

L’azienda pienamente soddisfatta progetta di rinnovare l’accordo per altre serie. Michele Placido annuncia che smetterà di fare l’attore per dedicarsi esclusivamente alla regia.

Desideri e prospettive per il futuro

Possiede una grande azienda vinicola a Ordona, collina sul Tavoliere delle Puglie. Michele Placido diventa imprenditore e vuole produrre vino con tecniche antiche e attrezzature all’avanguardia coltivando il vitigno autoctono Nero di Troia. Del resto ha stretto amicizia con il conterraneo Al Bano che ha la sua stessa passione.

Progetta inoltre di rivalutare un gioiello nascosto della sua regione, l’antico teatro di Herdonia, attualmente abbandonato. Desidera visitare il Vietnam e se potesse tornare indietro andrebbe a vivere a Catania e nelle zone limitrofe dell’Etna.

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