Paul McCartney biografia
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Paul McCartney

La vita privata di Paul McCartney

Sir James Paul McCartney, Ultimate Legend della musica pop con il nome d’arte Paul McCartney, nasce il 18 Giugno 1942 a Liverpool da Mary Mohin e da Jim McCartney.

Sarà proprio il padre, trombettista/pianista della locale Jim Mac’s Jazz Band a indirizzarlo verso la musica. Gli regalerà una tromba che baratterà con una chitarra. Imparerà a suonare il piano e altri strumenti, tra cui mandolino e ukulele.

Il primo incontro determinate per il suo futuro avviene al Liverpool Institute quando, nel 1954, conosce il coetaneo George Harrison.

La morte di Mary Mohin avvenuta a causa di un tumore nel 1956, lo avvicina al diciassettenne John Lennon, anch’egli orfano di madre, giovane irrequieto quanto creativo. Appena quindicenne Paul viene ammesso nei Quarrymen, la band d’esordio di John, a cui impone la presenza di George, sempre considerato come un fratello minore da difendere.

Il primo amore di Paul fu l’attrice Jane Asher.  Durante la relazione giovanile iniziata nel 1963 e durata cinque anni, McCartney compose per lei And I Love HerYou Won’t See Me e I’m Looking Through You.

The Beatles

Il nucleo di quello che sarà il gruppo dirompente della beat generation è così composto. Ad Amburgo nel 1960, nascono i Beatles. Quando alla formazione Lennon, McCartney, Harrison nel 1962 si aggiunge il batterista Ringo Starr la storica band è al completo.

Lo skiffle o blues inglese è pronto all’invasione degli States.

La coppia Lennon-McCartney fa subito scintille. I due si attraggono come gli opposti tra loro. Iniziano i primi litigi e la “storia infinita” che, in effetti durerà solo pochi intensissimi anni. Del 1966 l’ultima esibizione live insieme. Nel 1970 lo scioglimento definitivo. A McCartney il compito di ufficializzare la fine dell’epico gruppo.

La carriera di Paul McCartney in realtà non si è mai arrestata. Ancora, nel 2018, l’artista scrive, compone, pubblica, si esibisce nei tour e viene osannato dal pubblico. Avrebbe desiderato “tornare alle origini” e ricostituire i Beatles.

Dietro tutto c’erano buoni sentimenti, e ne sono molto orgoglioso. Comunque… i Beatles sono stati qualcosa di grande.

PID: il macabro racconto su Paul McCartney

Seguendo il più autentico stile horror di stampo inglese, nel 1969, cominciarono a circolare voci strane su Paul McCartney che tendevano a sostenere una tesi complottista sulla sua presunta morte, vicenda identificata con l’acronimo PID, Paul IDead. Secondo il racconto metropolitano Paul sarebbe morto il 9 Novembre 1966 alle cinque del mattino a causa di un incidente stradale.

Dopo un litigio con gli altri membri della band, il bassista si sarebbe messo alla guida della sua  Aston Martin DB5 per schiantarsi poco dopo, avendone perso il controllo, e rimanere ucciso, con la testa staccata dal corpo.

Dato il successo che i Beatles riscuotevano, la morte sarebbe stata taciuta alla stampa e al pubblico, complici gli altri componenti del gruppo e il loro manager. Paul sarebbe stato sostituito da un sosia, opportunamente trasformato con chirurgia plastica per renderlo somigliante all’originale.

I sostenitori del PID adducono a conferma della tesi prove derivanti da numerosi messaggi in codice nascosti all’interno delle opere della band. Esaminate da ogni verso le copertine degli album, ascoltati i brani, anche al rovescio, si è tratto un compendio di supposizioni che però non trovano riscontro nei fatti oggettivi.

Una delle prove regine sarebbe contenuta nell’iconica copertina del decimo album della band, Abbey Road (1969), all’interno dell’immagini immortalata dallo scatto fotografico di Iain Macmillan. I quattro artisti che attraversano la strada in fila e gli abiti indossati ricorderebbero una processione funebre.

Nonostante l’ufficio stampa della band al tempo abbia smentito la notizia e nonostante le dichiarazioni dello stesso interessato, le dicerie continuarono a diffondersi, presumibilmente alimentate dai Beatles stessi per tenere concentrato su loro l’interesse mediatico.

Uno scoop giornalistico del 2010 ha tuttavia rivelato che è stata rinvenuta un Aston Martin DB5 Saloon, appartenuta a Paul McCartney nel 1966, per volere del nuovo proprietario in fase di restauro presso un’officina dell’hinterland milanese. Sull’auto sono stati rinvenuti segni di un passato incidente.

L’aplomb britannico di mister McCartney

L’humor britannico alimentò il racconto innescatosi forse in seguito ad un vero incidente capitato a Paul che si ferì alla bocca cadendo dalla moto.

L’interessato, affatto scosso dalla notizia, la giustificò con il fatto di essere stato molto lontano dalle scene in quel periodo per evitare l’isteria collettiva dei fan che lo assediavano ovunque si recasse.

Con perfetto aplomb britannico commentò:

Le voci sulla mia morte sono oltremodo esagerate. Comunque, se fossi morto, sarei stato sicuramente l’ultimo a saperlo.

Paul Is Live del 1993 è il titolo del suo album dal vivo teso a smentire la macabra leggenda.

Le misure di Paul Mc Cartney

In relazione al citato PID, la trasmissione televisiva Mistero, andata in onda su Italia 1, canale Mediaset, ha trasmesso i dati di alcune analisi antropometriche e biometriche effettuate da illustri scienziati, rivelando che le foto e le registrazioni audio relative al vero Paul McCartney e al presunto sosia, effettivamente non presentano elementi comuni.

Il Mistero quindi s’infittisce e il fattore altezza entra nella diatriba come elemento determinante. Quanto è alto Paul McCartney? Risulta che “il sosia” di Paul raggiunga i 180 cm, mentre il “vero Paul” era molto più basso.

Secondo Ernst Schultze, autore del romanzo Carry That Weight: The Story of the Beatles, il rimpiazzo di Paul, che si chiami William Campbell oppure William “Billy” Sheppard, ha mostrato di avere altrettanto talento dell’originale, se non maggiore.

Risulta infatti alquanto difficile imitare con successo un polistrumentista mancino dotato del talento musicale di un Paul McCartney, detentore di diversi Guinness dei primati con 60 dischi d’oro e 100 milioni di singoli venduti.

Tatuaggi e significati

Paul McCartney non ha tatuaggi.

Gli amori di Paul McCartney

Terzo matrimonio per Sir Paul McCartney che il 9 Ottobre 2011, in una cerimonia privata presso il Marylebone Register Office di Londra, ha sposato l’ereditiera statunitense Nancy Shevell. Il fratello minore Michael McCartney è stato il testimone di Paul. Luna di miele: Caraibi.

Il baronetto era reduce dal pesante e costoso divorzio (2008) con l’ex modella Heather Mills, sposata nel 2002 da cui ha avuto la figlia Beatrice (2003).

Alla neosposa Nancy ha donato la ballata dal titolo My Valentine contenuta nell’album Kisses on the Bottom.

Il primo matrimonio

In prime nozze (1969) Paul McCartney aveva sposato la nota fotografa di celebrità e musicista statunitense Linda Louise Eastman, divorziata e con una figlia, Heather Louise, poi adottata da Paul.

Alla “sua bambina”, così Paul usava chiamare la prima moglie, dedicò i brani The Lovely Linda e Maybe I’m Amazed contenuti nell’album McCartney del 1970, il suo primo come solista dopo lo scioglimento ufficiale dei Beatles.

La coppia ebbe tre figli: Mary Anna McCartney (1969), Stella Nina (1971), stilista, e James Louis McCartney (1977), cantautore/musicista.

Linda, Paul e the Wings

Linda e Paul stabilirono anche un sodalizio artistico che li vide membri della band Wings (1971-1980). Raggiunsero il successo con Live and Let Die, brano principale della colonna sonora del film James Bond Agente 007 – Vivi e lascia morire del 1973.

Temendo di essere il prossimo, dopo la morte di Lennon, McCartney per un certo periodo non volle tenere concerti e sciolse i Wings.

Linda McCartney si spense il 17 Aprile 1998 uccisa da un tumore maligno. La famiglia viveva in Arizona-USA, nel ranch di proprietà.

Attivista per i diritti umani Linda ha praticato e pubblicizzato con molti scritti la dieta vegetariana. Ha fondato con Paul la Linda McCartney Foods. Da allora nella famiglia McCartney sono tutti vegetariani o vegani.

La perdita dell’amatissima Linda costrinse Paul ad abbandonare ancora una volta l’attività musicale. Nel 2006, ormai indirizzato verso la composizione di musica colta e raffinata, dedicò alla defunta l’opera classica Ecce Cor Meum, per la cui realizzazione ha impiegato dieci anni.

Lennon-McCartney

Il 9 Ottobre, giorno del terzo matrimonio di Paul, era anche il giorno del compleanno di John Lennon. In molti si sono recati al Parco Lennon per celebrare il musicista sotto la sua statua di bronzo, disertando le nozze di Paul.

È nota, infatti, la contesa tra i due geni musicale e le rispettive famiglie in merito all’attribuzione di alcuni must, firmati, in vita, da entrambi gli autori, senza considerare chi dei due avesse dato l’apporto maggiore.

Yesterday, ad esempio, siglata Lennon-McCartney, è stata composta da McCartney. Secondo i piani origianari dei due artisti avrebbe dovuto tornare al legittimo proprietario attraverso una semplice inversione di cognomi, McCartney-Lennon.

L’evento non si è ancora verificato, forse non avverrà mai. E la sfida in atto per capire se melodia e parole dei brani dei Beatles appartengano più a Paul che a John continua.

Quella con John era un’amicizia vera

Del resto l’amicizia vera vive nel tempo e sopravvive ai rancori e alle debolezze umane. Paul McCartney non ha mai mancato di rendere omaggio al beatle prematuramente scomparso, ucciso il 9 Dicembre 1980.

L’abbiamo sentito intonare commosso Here Today (1982), scritta per il nemico/amico e a lui dedicata.

La carriera di Paul McCartney: Many Years from Now

Di ogni componente dei Beatles conosciamo le vicissitudini quasi fossero nostri fratelli, tanto fortemente si sono impressi nell’immaginario collettivo.

Consapevoli di quanto rappresentino per gli altri umani, sono questi stessi personaggi straordinari, annoverabili tra gli alieni del Pianeta, a rendere noti biografie, aneddoti relativi, pezzi di vita privata.

Paul McCartney: Many Years from Now è la biografia ufficiale del musicista Paul McCartney, pubblicata nel 1997 da Barry Miles lo scrittore che, in cinque anni di interviste, ha raccolto i ricordi della vita dell’artista.

Il futuristico verso Many Years from Now è tratto dalla canzone When I’m Sixty-Four (album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967).

Il ritorno alla musica

Paul McCartney tornò alla musica nel 1982 e nel 1983 con gli album Tug of WarPipes of Peace. Riprese la collaborazione con Ringo Starr. Raggiunse nuovamente l’acme del successo con Ebony and Ivory cantata con Stevie Wonder. Con Michael Jackson interpretò The Girl Is MineSay Say Say.

La colonna sonora del film Give My Regards to Broad Street (1984), di cui fu sceneggiatore e interprete, entrò nella top 10 di Gran Bretagna e Stati Uniti. The Paul McCartney World Tour partì nel 1989.

Negli anni Novanta McCartney, con George Harrison e Ringo Starr, realizzò Anthology dei Beatles, una raccolta di documentari e tre album doppi con registrazioni inedite di studio e live.

Torna a far cantare Lennon con i Beatles utilizzando registrazioni di prova effettuate negli anni Settanta, a cui aggiunse musica e parole. I due nuovi brani ottenuti, Free as a Bird e Real Love, vennero pubblicati in Anthology 1 (1995) e in Anthology 2 (1996).

Alcuni riconoscimenti conferiti a Paul McCartney

La nomina a Ultimate Legend è stata conferita a McCartney a Liverpool nel corso della quindicesima Mtv Europe, alla presenza di fan storici tra cui i leader di band giunte al top della musica leggera.

La Biblioteca del Congresso di Washington, nel 2010, ha conferito all’artista, tramite il Presidente degli Stati Uniti, il Gershwin Award, prestigioso premio per la prima volta assegnato ad un non americano.

Nel 2017 a Paul viene conferita la nomina a Membro dell’Ordine dei Compagni d’Onore di Elisabetta II “per i servizi alla musica”.

Eventi straordinari con la partecipazione di Sir Paul McCartney

Il baronetto di Liverpool ha presenziato al concerto tenuto a Buckingham Palace in occasione del Giubileo di diamante di Elisabetta II. Era il 2012. Lo stesso anno ha concluso con Hey Jude la cerimonia di apertura dei Giochi della XXX Olimpiade.

Al concerto tenutosi per ricordare le vittime dell’uragano Sandy a New York, si è presentato al pubblico, a sorpresa, come front-man dei Nirvana nel ruolo che fu di Kurt Cobain.

In Italia abbiamo avuto ospite Sir Paul McCartney in occasione del suo tour 2013, denominato Out There! Tour, che ha visto fra le varie tappe internazionali l’Arena di Verona.

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