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Riccardo Cocciante

  • Nome d'arte: Riccardo Cocciante
  • Data di nascita: 20 febbraio 1946 (mercoledì)
  • Età: 72 anni
  • Segno zodiacale: Pesci
  • Professione: Cantante
  • Titolo di studio: Diploma di Scuola Superiore
  • Luogo di nascita: Saigon-Vietnam
  • Altezza: 158 cm
  • Peso: 55 kg

La vita privata di Riccardo Cocciante

Nato a Saigon in Vietnam il 20 Febbraio 1946, da padre italiano e madre francese, Riccardo Cocciante si trasferisce a Roma all’età di undici anni.

Nella capitale si compie la sua formazione artistica, studia presso il Liceo Chateaubriand e come autodidatta impara a cantare e a suonare il pianoforte. Seguendo i programmi televisivi si appropria della lingua italiana.

Le misure di Riccardo Cocciante

Riccardo Cocciante è alto 158 cm e pesa circa 55 kg.

La bassa statura gli ha sempre causato gravi problemi di relazione. Timido e schivo, ha imparato con difficoltà a controllare le paure e il disagio che suscita la popolarità. Non si nasconde più dietro al pianoforte, trova rifugio nel suo mondo, la musica, e si trasforma in un gigante.

Dai primi concerti mi sento irriconoscibile. le prime volte avevo veramente il terrore del pubblico, delle sue critiche, dei suoi verdetti. Rimanevo praticamente semi-nascosto dal pianoforte e cantavo tutte le canzoni una dopo l’altra, quasi con la voglia di finire in fretta

Tatuaggi e significati

Ignoriamo se Riccardo Cocciante abbia tatuaggi. Certo è che il suo brano-lirica Sulla Tua Pelle esprime significati emozionanti come un tattoo. In duetto con Mietta, Riccardo canta:

lo viaggio sul tuo viso,

sopra la tua pelle

tatuaggi misteriosi

fatti dalle stelle

Gli amori di Riccardo Cocciante

Riccardo Cocciante sostiene che l’amore di cui parla nelle sue canzoni sia metaforico e non autobiografico. Infatti nel mondo reale sembra essersi innamorato una sola volta, di Catherine Boutet, la donna che ha sposato nel 1983, sua ex-manager.

La coppia nel 1990 ha avuto David, un figlio tanto desiderato che vive e lavora negli Stati Uniti d’America come grafico musicale.

Il sodalizio artistico di Riccardo e Cathy non si è mai interrotto: è lei la sua critica più obbiettiva, è lei che lo salva dall’autocompiacimento, il difetto tipico di ogni uomo importante. I coniugi Cocciante risiedono a Dublino, Irlanda.

La carriera di Riccardo Cocciante

Grazie all’innato e puro talento musicale Riccardo Cocciante non tarda ad entrare a far parte delle migliori scuderie discografiche nazionali. Nel 1968 stipula il suo primo contratto con la RCA Talent ed esordisce cantando brani in inglese con il nome d’arte Riccardo Conte. Don’t put me down, uno dei primi brani da lui incisi entra nella colonna sonora di Roma bene, film di Carlo Lizzani.

Il cantautore esprimerà appieno il proprio valore, però, quando sceglierà di comporre e di esibirsi in italiano, avvalendosi della collaborazione di autori quali Marco Luberti, Amerigo Paolo Casella e Mogol.

Chioma folta e ricciuta, creatività vulcanica fanno sì che venga accolto da pubblico e critica come un novello Lucio Battisti, un Lucio, dapprima chiuso e arrabbiato, poi, gradualmente, sempre più sereno e appagato.

Nel 1972 esce il concept album Mu a cui segue l’anno successivo Poesia. Il 1974 appartiene all’album Anima e al singolo Bella senz’anima, in cui la voce profonda e roca dell’artista urla la propria delusione d’amore con un’interpretazione intensa e sofferta sino allo spasimo. Da questo momento in poi nessuno potrà dimenticarsi di Riccardo Cocciante.

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Fioriscono infatti gli evergreen Quando finisce un amore, Il mio modo di vivere, L’odore del pane, Era già tutto previsto, Margherita, A mano a mano, Io canto, Cervo a primavera, Celeste nostalgia, Un nuovo amico, In bicicletta, Sincerità, brani senza tempo che verranno apprezzati, cantati o ripresi come cover da tanti colleghi tra i quali  Rino Gaetano, Andrea Bocelli, Laura Pausini.

Nel 1991 Riccardo Cocciante vince il Festival di Sanremo con Se stiamo insieme.

Con Noemi, Piero Pelù e Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante è coach nell’edizione 2013 di The Voice of Italy in onda su Rai2. Vince la cantante da lui sostenuta, Elhaida Dani, divenuta interprete di Esmeralda in Notre Dame de Paris, spettacolo replicato nel 2016.

Per Elhaida Riccardo ha scritto Love Calls Your Name, Quando l’amore chiama il tuo nome.

Un duetto inaspettato

Il mare dei papaveri (1985) è l’album di Riccardo Cocciante che contiene il brano Questione di feeling, legato al celebre duetto con Mina, ritiratasi da anni dal palcoscenico. Fu l’occasione per la grande interprete di uscire dal suo splendido isolamento e dare il via a fortunate collaborazioni con i colleghi.

Il primo a esserne stupito sono stato io. Era da tempo che corteggiavo l’idea di fare una canzone a due voci, con un’interlocutrice femminile. Ho trovato un brano che mi sembrava adatto, l’ho proposto a Mina e lei ha accettato subito, senza riserve

Riccardo Cocciante compositore di opere popolari

Successo planetario per lo spettacolo musicale Notre Dame de Paris, rielaborazione dell’omonimo capolavoro di Victor Hugo, riscritto dal Luc Plamondon su musiche di Riccardo Cocciante che ha debuttato a Parigi nel 1998. Esportato in tutto il mondo è arrivato in Italia nel 2002, creando la fortuna artistica dei suoi interpreti: Giò Di Tonno, nel ruolo di Quasimodo e Lola Ponce in quello di Esmeralda.

Nello stesso anno in Francia Riccardo Cocciante mette in musica il Piccolo Principe, tratto dal celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry.

Nel 2005 torna sul mercato discografico con Songs, album cantato in quattro diverse lingue.

A proposito della rielaborazione di Giulietta e Romeo di William Shakespeare che ha debuttato all’Arena di Verona nel 2007, l’artista ha dichiarato:

Non rinnego nulla del mio passato, sono orgoglioso di quello che ho fatto: ma sono molto contento di chiudere un ciclo per aprirne un altroÈ brutto adagiarsi sui successi del passato. Io ho sempre cercato di tenere vivo il fuoco dell’arte, dentro di me, e questa scelta è volta proprio a trovare nuovi stimoli e nuove idee. Debutterà a Verona e rimarrà in italiano, proprio perché una storia tutta italiana. E, come ‘Notre Dame de Paris’, sarà una ‘nuova opera popolare’

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