Roberto Benigni biografia
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Roberto Benigni

La vita privata di Roberto Benigni

Roberto Benigni nasce a Castiglion Fiorentino, il 27 ottobre 1952, in una umile famiglia di contadini. Ha tre sorelle più grandi, rispettivamente Bruna, Albertina e Anna. Nel 1958 si trasferiscono a Prato. Roberto Benigni studia inizialmente in un seminario a Firenze, poi lo lascia dopo l’alluvione del 1966 e consegue il diploma di ragioniere.

Noto al grande pubblico per diretto ed interpretato il film “La vita è bella“, grazie al quale nel 1999 ha conquistato l’Oscar al Miglior Attore. In quanto monologhista teatrale, Roberto Benigni è anche conosciuto per la sua più recente rilettura della Divina Commedia, intitolata “Tutto Dante“, andata in onda su Raiuno. Tale spettacolo ha riscosso un tale successo che è stato replicato successivamente, dal 2006 al 2012, nel corso di una tournée mondiale.

Le misure

Roberto Benigni si presenta esile nell’aspetto fisico, benché caratterialmente sia un vulcano di allegria, sarebbe capace di muovere le montagne! Famoso per la sua gestualità spaziosa ed esuberante. La sua altezza è appena 1.65 m ed il peso è circa 60 kg.

Gli amori

Il 26 dicembre 1961, Roberto Benigni sposa la sua attuale moglie Nicoletta Braschi, anch’ella attrice. Si sono incontrati per la prima volta durante le riprese del film “Tu mi turbi” nel 1983, diretto da egli stesso. Da allora la moglie sarà spesso coprotagonista all’interno dei film di Benigni. Nel 1991 fondano insieme la casa cinematografica “Melampo”.

La carriera artistica

Debutta al teatro Metastasio di Prato, nel 1971, giovanissimo, con lo spettacolo “Il re nudo” (regia di Paolo Maghelli). Da qui in poi, inizia a stringere rapporti significativi nell’ambiente teatrale e seguono diverse collaborazioni. La svolta importante avverrà l’anno successivo con l’incontro di Giuseppe Bertolucci, che scriverà per lui il fortunato monologo “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”. Sebbene sia stato oggetto di censura, il personaggio approda in tv, nei programmi “Onda Libera” e “Vita da Cioni“, in onda su Raidue. Il personaggio di Cioni sembra cucito addosso all’attore, per questo ha successo in tutta Italia, tanto che ne verrà tratto un film: “Berlinguer ti voglio bene“, diretto da Bertolucci, nel 1977.

Nel mondo della televisione, Roberto Benigni si distingue immediatamente per la sua irruenza e per la sua comicità tagliente. Memorabile la sua comparsa al Festival di Sanremo ed il suo “bacio rubato” alla conduttrice di allora, Olimpia Carlisi. Nel 1980 è intervenuto al Festival di Sanremo, rivolgendosi al Papa Giovanni Paolo II con l’appellativo di “Wojtylaccio“, di fronte ad un esterrefatto Pippo Baudo. Tale commento gli è costato una condanna per vilipendio al Papa, ma fu poi assolto in appello.

Lo stesso periodo intraprende una collaborazione cinematografica con Renzo Arbore. In particolare lavoreranno insieme nei film “Il pap’occhio” e “FF.SS. – Cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene” ed in entrambi i casi, furono oggetto di censure.

Nel 1984, esce “Non ci resta che piangere”, nel quale Benigni recita al fianco del collega ed amico Massimo Troisi e con Giuseppe Bertolucci sceneggiatoreIl film è stato campione di incassi, aggiudicandosi un posto nella top ten.

Il successo si espande anche in America: interviene in una serie di cortometraggi, intitolata “Coffee and Cigarettes” e recita nel celebre film “Il figlio della pantera rosa”. Nel 1990 lavora accanto a Paolo Villaggio, in un film di Federico Fellini, “La voce della lune”. Nel 1991 esce “Johnny Stecchino“, un altro conosciutissimo film campione di incassi, insieme ad “Il piccolo diavolo“. Dopo il successo de “La vita è bella” si moltiplicano le sue collaborazioni con attori e registi di fama internazionale.

Nel 2002 esce nelle sale italiane il film “Pinocchio“, molto fedele alla storia di Collodi, ma che nonostante i numerosi incassi non riceve il giusto riconoscimento da parte della critica, né in Italia né all’estero; in special modo, nell’America, ancora estasiata forse da “La vita è bella”, si è rivelato un “flop”. Ci riprova con “La tigre e la neve” nel 2004, ma anche in questo caso la critica non si sbilancia, così abbandona il cinema fino al 2012, quando ricomparirà nel film di Woody Allen “To Rome with love”,

Benigni torna alla ribalta con “Tutto Dante” e infine rivede “I dieci domandamenti”, tornando così al suo amato teatro, dove ritrova il meritato successo.

Ultimi progetti

Roberto Benigni ha dichiarato di recente di aver in mente di lavorare ad un nuovo film e di voler ritornare al genere commedia. Ospite alla Festa del Cinema di Roma, nel 2016, afferma:

«Dopo tutte le esperienze fondamentali che ho fatto a teatro e in tv, ora ho il forte desiderio di fare qualcosa che sia veramente allegro, divertente e felice. Qualcosa pieno di gioia».

 

Written by Chiara Simeone

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