Robin Williams biografia
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Robin Williams

La vita privata di Robin Williams

Robin Williams è stato un celebre attore, comico, doppiatore e produttore cinematografico statunitense. E’ giunto alla notorietà grazie alle sue interpretazioni: “Hook – Capitano Uncino“, “Mrs Doubtfire“, “L’attimo fuggente“, “Patch Adams”, “RisveglI” e molti altri.

Nato a Chicago, il 21 luglio 1951, l’attore proviene da una famiglia decisamente agiata: suo padre era direttore della Ford Motors, mentre la madre era una famosa modella.

Si diploma ad una scuola locale, poi si iscrive all’università, scegliendo la facoltà di scienze politiche. Tuttavia, si incomincia a delineare ben presto la sua passione per il teatro e la recitazione, pertanto lascia l’università e si iscrive alla scuola di recitazione drammatica, le celebre Juillard di New York.

Nonostante la sua apparente immagine estroversa e brillante, Robin Williams era in realtà una persona mite e fragile. Fu un adolescente solitario, con pochi amici; era dedito al collezionismo ed appassionato di ciclismo

Negli anni ’80 fece uso di cocaina e successivamente è stato più volte ricoverato per disintossicarsi dall’alcool. Ha sofferto ciclicamente di disturbi dell’umore.

Negli anni ’80 e ’90 emerge come attore di grande rilievo, distinguendosi non solo per la sua spiccata ironia e comicità, ma anche in ruoli più drammatici è in grado di dimostrare la sua versatità.

Nel 1998 vince l’Oscar come Miglior attore non protagonista, per il film “Will Hunting – Genio ribelle“, nel quale recita al fianco di un giovanissimo Matt Damon.

Le misure

Robin Williams aveva una media statura di 173 cm ed una corporatura robusta sui 77 kg.

Gli amori di Robin Williams

Robin Williams si è sposato per ben tre volte nella sua vita. La prima, nel 1978, con la ballerina Valerie Velardi, con la quale ha avuto un figlio, Zachary. Dieci anni dopo, nel 1988, divorziò da lei e sposò Marsha Garces, con la quale ebbe due figli, Zelda e Cody Allan. Nel 2011 l’attore si sposò per la terza ed ultima volta, con  Susan Schneider, una nota graphic designer.

La carriera cinematografica

Esordì dapprima in tv, nel ruolo di un alieno, nella serie “Mork e Mindy” (dal 1978 al 1982), scoperto da Garry Marshall. In onda anche in Italia, divenne noto il caratteristico saluto dell’alieno, “Nano-Nano” e acquisì celebrità internazionale, ma il vero successo lo attende al cinema.

Nel 1980, interpretò il ruolo di “Popeye – Braccio di ferro“, nell’omonimo film di Robert Altman. Nonostante non ottenne il successo sperato, fu comunque un buon trampolino di lancio.

Il suo primo film importante fu “Good Morning, Vietnam” nel 1987, che rese giustizia al suo talento di attore, aggiudicandosi il suo primo Golden Globe. In quest’occasione interpreta il ruolo di uno speaker radiofonico, che sfidando la censura, è dedito alla denuncia degli orrori della guerra in Vietnam.

L’attimo fuggente” (1989) fu il film che lo consacrò definitivamente nel mondo del cinema, nel ruolo dell’anticonformista Prof. Keating, insegnante di letteratura, che sfida l’ordine precostituito incoraggiando gli allievi di un college a pensare con la propria testa ed a non abbandonare mai i propri sogni. I risvolti finali sono decisamente drammatici ed emerge al contempo un clima di corruzione ed estorsione all’interno dell’istituto. Celebre la scena finale, nella quale gli allievi della sua classe, assolvendo all’insegnamento di Keating, si alzano in piedi sui banchi, opponendosi di fatto alla sua espulsione dalla scuola.

Altre note interpretazioni dell’attore, sono presenti nei film “Risvegli” (al fianco di Robert De Niro, entrambi magistrali nell’interpretazione), “La leggenda del re pescatore” e “Hook – Capitano Uncino”.

Nel 1993 interpreta  il ruolo del “mammo“, in “Mrs. Doubtfire”, nel quale il protagonista è un padre divorziato che pur di stare accanto ai propri figli si fa assumere come governante dall’ex moglie.

Nel 1995 è la volta del film di genere fantastico “Jumanji“, che conquistò molte generazioni di bambini ed adolescenti, affascinati dalle avventure che i protagonisti sono chiamati ad affrontare “per gioco”: l’immaginazione diviene realtà, trascinando la famiglia protagonista in un mondo fantasioso ed a volte pericoloso.

Nel 1998, con “Patch Adams“, ancora sulla scia dell’anticonformismo, riconferma seppure in parte il successo ottenuto con “L’attimo fuggente”. Altra interpretazione degna di nota è presente nel film “Jackob, il bugiardo” rivalutato e ritrasmesso varie volte in occasione della Shoah: qui Robin Williams interpreta il ruolo di un ebreo che finge di possedere una radio ed ignaro dei drammatici risvolti storici, evita che il suo popolo cada in disperazione, diffondendo notizie rincuoranti.

Gli ultimi anni della sua carriera e la morte improvvisa

Dal 2000 l’attore si è dedicato a ruoli più oscuri ed enigmatici, come nel caso di “Insomnia” e “One Hour” (2002), “The final cut” (2004) e “Una voce nella notte” (2006), rivelando un talento altro rispetto alla comicità alla quale aveva abituato il suo pubblico.

Gli ultimi anni della sua vita sono anche scanditi da diverse comparse televisive, l’ultima al David Letterman Show, dove è stato ospite gradito in svariate occasioni.

L’attore, prima di lasciarci era ancora pienamente immerso nel suo lavoro, per cui nulla aveva lasciato ad intendere l’avvento di una fine tanto tragica: tuttavia, nel 2013, Robin Williams aveva girato un film, uscito postumo, dal titolo “L’uomo più arrabbiato di Brooklyn“, nel quale interpreta il ruolo di un uomo che manifesta la sua intenzione di suicidarsi. Circostanza piuttosto curiosa e drammatica, che induce quasi a pensare ad una “morte annunciata”.

In “Boulevard” vi è l’ultima interpretazione di Robin Williams, nei panni di un uomo che ammetterà per la prima volta a se stesso e agli altri la propria omosessualità, a seguito di un incontro che cambierà per sempre la sua vita.

Robin Williams è deceduto all’età di 63 anni, l’11 agosto 2014. Le cause della morte sono riconducibili al suicidio, conseguente ad una grave depressione. Il suo corpo verrà ritrovato nella sua casa di Paradise Cay, in California. La moglie Susan Schneider ha rivelato, alcuni giorni dopo, che l’attore aveva ricevuto da poco la diagnosi di Malattia di Parkinson.

 

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