Sergio Leone biografia

Sergio Leone

Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito.

A pronunciare questo appassionato aforisma è stato Sergio Leone, e lui un mito lo è diventato a tutti gli effetti. Il suo nome si lega ad alcuni dei film italiani più rappresentativi, così la sua vita fu in sostanza creatrice e realizzatrice di sogni in celluloide, autentici masterpiece.

Vita privata

Il maestro nasce a Roma il 3 gennaio 1929 e la Capitale fu la sua culla esistenziale e capezzale finale, ove spirò il 30 aprile 1989 per attacco cardiaco: aveva 60 anni. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Pratica di Mare vicino a Pomezia. Figlio d’arte, il padre Vincenzo (pseudonimo Roberto Roberti) era un regista del cinema muto, originario di Torella dei Lombardi (Avellino), la madre Edwige Valcarenghi (Bice Waleran) un’attrice romana di origini milanesi e austriache. Ha avuto un unico grande amore, sua moglie Carla Leone, con la quale convolò a nozze nel 1960 avendo poi tre figli, FrancescaRaffaella e Andrea. Il resto è storia.

Quella volta che…

Nel 1969 Sergio Leone fu invitato insieme allo sceneggiatore Luciano Vincenzoni a un party organizzato nella villa di Beverly Hills dell’attrice statunitense Sharon Tate proprio la sera del 9 agosto in cui gli accoliti dello psicopatico Charles Manson compirono il sanguinoso massacro uccidendo la moglie incinta di Roman Polanski e coloro che si trovavano alla festa. Leone declinò l’invito all’ultimo momento in quanto non sapeva parlare inglese.

Carriera

Dopo aver fatto una breve comparsata nel capolavoro neorealista di Vittorio De Sica “Ladri di biciclette” (è uno dei preti riparatisi dalla pioggia insieme al protagonista), inizia ad assecondare la propria passione per il cinema partecipando come assistente alla regia per diverse produzioni italiane e direttore di seconda unità per grandi colossal pluripremiati quali “Quo Vadis?” (Mervyn LeRoy, 1951) e “Ben-Hur” (William Wyler, 1959) su tutti. Il grande talento esonda finalmente nel 1961 con la prima regia autonoma del peplum “Il colosso di Rodi“, un low budget reso comunque altamente spettacolare. La sua fama dilaga con il pionierismo del genere spaghetti-western, in particolare con la scrittura (Leone era inoltre un brillante sceneggiatore) e la regia dei capisaldi “Per un pugno di dollari” (1964), “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966), la famosa “trilogia del dollaro” che lanciò nel firmamento delle celebrità l’allora giovane caratterista Clint Eastwood, che a Leone deve la sua straordinaria carriera (lo ricorda a ogni premio ottenuto).

Nel 1968 è la volta del grande capolavoro “C’era una volta il West” con Charles BronsonHenry Fonda (l’attore preferito da Leone quando era bambino) e Claudia Cardinale, seguito nel 1971 dal cult “Giù la testa“. Leone non dirige più film per diversi anni riservandosi di dedicare anima e corpo a un gangster movie destinato a riscrivere il genere, “C’era una volta in America“, pellicola che dirige nel 1984 (in Italia fu un successo, negli Stati Uniti un flop poiché la produzione la propose nella versione povera di 140 minuti invece degli originali 220, sicché fu anche snobbato dagli Academy Awards in quanto non pienamente compreso) avvalendosi di un cast prestigioso formato tra gli altri da Robert De NiroJames Woods e Joe Pesci.

Sergio Leone venne colto da attacco cardiaco mentre era al lavoro per la stesura del progetto riguardante un colossal sull’Assedio di Leningrado nel corso della Seconda Guerra Mondiale, un progetto che non trovò mai realizzazione dopo la morte del grande cineasta.

Premi

Sergio Leone vinse un David di Donatello come miglior regista nel 1972 per “Giù la testa” e il Nastro d’Argento nel 1985 per “C’era una volta in America“. Non vinse mai un Oscar, né un Leone d’Oro e nemmeno un Orso d’Oro, ma a premiarlo è stato il tempo e le platee di tutto il mondo che oggi lo adorano. La sua opera è materia di studio per molti studenti universitari e delle varie scuole di cinema.

Curiosità

Entertainment Weekly considera Leone il 41° più grande regista di tutti i tempi;

Clint Eastwood ha dedicato al maestro il suo western “Gli spietati” (nei titoli di coda compare la scritta finale “A Sergio” omaggiando anche Don Siegel);

Il memorabile sodalizio con il compositore Ennio Morricone era molto particolare: a lui Leone chiedeva di scrivere la colonna sonora prima dell’inizio delle riprese;

Il film maker italiano fu spesso d’ispirazione a Stanley Kubrick, che si avvalse di alcuni suoi suggerimenti per dirigere “Arancia Meccanica” e “Barry Lyndon“;

Quentin Tarantino è un grande estimatore dell’opera di Leone.

One Comment

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  1. Leggo che Sergio Leone è posizionato al 41esimo posto nella classifica dei più grandi registi .
    Il cinema è emozione e nessuno come lui è riuscito a procurarmela.E’ la bellezza che ti commuove
    ed i suoi film sono capolavori di bellezza. Per me, sei il n°1 . Ciao Sergio .
    Uno dei tuoi tantissimi fans.

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