Shaggy biografia
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Shaggy

La vita privata di Shaggy

Shaggy, il cui vero nome è Orville Richard Burrell, nasce a Kingston (Giamaica) il 22 ottobre 1968, ma cresce negli Stati Uniti, a Flatbush, Brooklyn. All’età di venti anni si arruola nei Marines e partecipa a diverse missioni, tra cui una in Kuwait.

Tornato a New York, incontra il manager Robert Livingston, che lo aiuta a lanciare la carriera artistica. Deve il suo nome d’arte agli amici, che da sempre associano la sua figura a quella del personaggio Norville “Shaggy” Rogers, del cartone animato Scooby Doo. Ha due figli, Sydney e Richard: quest’ultimo ha seguito la carriera paterna diventando un rapper con il nome d’arte Robb Bank$.

La campagna benefica

Il rapper ha fondato da tempo un’associazione che aiuta gli ospedali giamaicani. Da anni organizza concerti chiamati “Shaggy & friends” per raccogliere i fondi, coinvolgendo personaggi di spicco della discografia americana.

Nel 2018 è riuscito a rendere complice di questa iniziativa Sting, con cui ha cantato una canzone appena composta insieme, Don’t make me wait. Quella stessa canzone viene cantata qualche giorno dopo al Festival di Sanremo: Shaggy e Sting sono difatti due dei super ospiti invitati ad intervenire al Festival della musica italiana.

Gli amori di Shaggy

L’artista è sposato dal 2014 con Rebecca Parker. Ha due figli, Richard e Sydney, avuti da una precedente relazione.

La carriera di Shaggy

Shaggy è diventato famoso verso la metà degli anni novanta, prima componendo canzoni che finiscono in alcune colonne sonore di film e poi con la conclamata Boombastic, una delle canzoni più famose con cui è conosciuto anche in Italia, dove è stato il singolo più venduto del 1995. È conosciuto anche per la canzone Wasn’t me e per la cover Angel, entrambe uscite nel 2001.

Nel 2012 partecipa come ospite al Festival di Sanremo, dove canta in duetto con Chiara Civello la canzone Io che non vivo. Ripete l’esperienza nel 2018, questa volta in qualità di super ospite, accompagnato da Sting: i due portano sul palco il loro singolo Don’t make me wait. 

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