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Vinicio Capossela

La vita privata di Vinicio Capossela

Vinicio Capossela è nato ad Hannover il 14 dicembre 1965 e si definisce cantautore, poeta, scrittore e enterteiner. È del segno zodiacale del Sagittario. 

I genitori erano originari dell’Irpinia: il padre Vito di Calitri e la madre di Andretta. Il suo nome, Vinicio, è un tributo al celebre fisarmonicista Vinicio, autore di molti dischi per la Durium negli anni Sessanta, di cui il padre era fan. Dalla Germania, torna in Italia e si stabilisce con la famiglia in Emilia Romagna, a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, dove, secondo il web, avrebbe ancora la residenza. Il padre faceva l’operaio.

Una delle caratteristiche che lo distingue dagli altri artisti è la straordinaria attenzione per la rappresentazione dell’opera sottoforma di spettacolo. La sua carriera inizia ufficialmente con il disco All’una e trentacinque circa, sotto l’egida di Renzo Fantini, dopo essere stato notato da Francesco Guccini e aver frequentato il Club Tenco.

In un’intervista a Vanity Fair ha dichiarato che gli piace il vino. Il nonno aveva una vigna perciò lo portava a casa “come se fosse latte”. Tuttavia, in chiave metaforica, ha anche affermato che bisogna saperlo dosare.

 

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Le misure di Vinicio Capossela

Non si conoscono le misure esatte di Vinicio Capossela. Si potrebbe però fare una stima. Il cantautore potrebbe essere alto 170 cm per un peso ideale di 78 kg.

Tatuaggi e significati

Vinicio Capossela non sembra avere tatuaggi visibili sul suo corpo, e, se li ha, sono nascosti dagli indumenti che porta.

Gli amori di Vinicio Capossela

Vinicio Capossela ha sempre mantenuto massimo riserbo sulle sue storie d’amore. In ogni caso, il gossip, vuole che il cantautore almeno una volte nella sua vita si fosse sposato. Il tutto dovrebbe essere avvenuto dopo i suoi primi album, nel periodo tra il disco Camera a Sud, pubblicato nel 1994, e Il ballo di San Vito, del 1996. Il fatto è stato poi confermato dallo stesso Capossela in alcune interviste per La Repubblica e l’Espresso. Il poeta e cantautore si sarebbe sposato con una modella americana ma la loro unione avrebbe avuto breve durata, circa un paio d’ anni.

Capossela ha raccontato di essere stato il responsabile della fine del matrimonio. In quel periodo, infatti, stava affrontando un momento di rottura nella sua vita e, tra l’altro, di aver subìto l’influenza di Jeff Buckley e del libro Sulla strada di Kerouac, aprendosi ad una visione differente della propria vita.

In un’intervista a Vanity Fair ha dichiarato cos’è per lui l’amore: “La più grande fonte di malintesi tra persone. Un centro del tifone, quieto e tutto intorno il putiferio”.

La carriera di Vinicio Capossela

Dopo il debutto con Renzo Fantini con il disco All’una e trentacinque circa, pubblica i primi dischi pre-biografici: Modì (1992) e Camera a sud (1994). Questi gli consegnano il successo in Italia e all’estero. Importante è anche Il ballo di San Vito (1996)
Nel 1998 arriva il suo primo album dal vivo, intitolato Liveinvolvo e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar. In questo periodo Capossela si dedica anche al teatro. Lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come Pop e rebelot (1993) e Milanin Milanon (1994). Con lo stesso Paolo Rossi debutta in tv nel programma Scatafascio (1997-1998) per il quale firma il brano omonimo.
Dall’album Canzoni a Manovella (2000) in poi Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline a Dante a Omero. Invece la sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera unica in forma di spettacolo.
Piccola curiosità: La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus, ovvero San Nicola, e la favola del Natale ha visto inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio, Canto di Natale (2001), I cerini di Santo Nicola (2008) e Il gigante e il mago (2009).

 

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Dal 2000 al successo contemporaneo

La sua prima raccolta di successi contiene la cover del brano di Adriano Celentano, Si è spento il sole mentre proseguono lavori che danno grandi soddisfazioni con Ovunque Proteggi (2006), Da Solo (2008) e Marinai Profeti e Balene (2011). Accanto ai progetti discografici Vinicio Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato Fuggite, amanti, amor.
Nel 2004 inizia la sua attività di scrittore. Capossela pubblica il suo primo romanzo Non si muore tutte le mattine, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ombre e le Radiocapitolazioni trasmesse da Radio 3.  Nel 2009 esce in libreria il suo secondo volume intitolato In clandestinità con l’amico e poeta Vincenzo Costantino, detto anche “Cinaski”. Il libro viene presentato in tutta Italia sotto forma di spettacolo: al posto del palcoscenico c’è un ring, un giudice, un pianoforte e i due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni.
Nel 2012 esce il disco dedicato alla Grecia e al rebetiko, Rebetiko Gimnastas (2012) e poi il film Indebito (2013) e successivamente il libro Tefteri: il libro dei conti in sospeso (2013).

Nell’estate del 2013 è autore del nuovo spettacolo a Villa Adriana, Il Carnevale degli animali e altre bestie d’amore, replicato anche l’estate successiva al Ravenna Festival. Nello stesso anno debutta come produttore per il disco Primo Ballo della Banda della Posta, album di musiche per matrimoni. Sul tema incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), festival da lui ideato e progettato di cui è tutt’ora direttore artistico.

Nel 2015 pubblica il suo terzo libro, Il paese dei Coppoloni, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al premio Strega. Viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Dal suo terzo volume viene tratto un documentario prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino, intitolato Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni, presentato al cinema nel gennaio 2016 e la cui colonna sonora è tratta dal  suo nuovo album, Canzoni della Cupa. Fanno seguito un tour estivo di presentazione e due tour teatrali con spettacoli costruiti sui temi dell’Ombra e dell’Inverno.

Nel 2017 gli viene assegnato il prestigioso Premio Tenco. Ad aprile 2019 viene pubblicato il singolo del suo nuovo disco, Il povero Cristo, che anticipa l’uscita di Ballate per uomini e bestie. Nel 2019 gli viene assegnata la Targa Tenco 2019 nella categoria “Miglior Disco in assoluto” che gli verrà consegnata nell’ambito della Rassegna della Canzone d’Autore (Premio Tenco 2019) in programma al Teatro Ariston di Sanremo dal 17 al 19 ottobre. Il disco vince anche il premio di Miglior Album 2019 ai Rockol Awards.

Il 14 febbraio 2020, nell’anno del trentesimo anniversario della sua carriera, esce in CD ed EP Bestiario d’amore presentato lo stesso giorno presso la Union Chapel di Londra con annesso tour dal 22 dello stesso mese.

A febbraio 2022 sale sul palco dell’Ariston per accompagnare nella serata delle cover Giovanni Truppi con la canzone Nella mia ora di libertà di Fabrizio De André.

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Antonio Medugno

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Edoardo Donnamaria