Antonio Socci biografia
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Antonio Socci

La vita privata di Antonio Socci

Antonio Socci è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano, nato a Siena il 18 Gennaio 1959.

Figlio e nipote di minatori, Antonio Socci elabora e sviluppa il proprio modus pensandi all’interno della famiglia. In Mio padre minatore e Napolitano, articolo pubblicato il 4 Settembre 2010 sul quotidiano Libero, Antonio parla del padre Silvano (1925-2007) costretto a lavorare sin dall’età di nove anni nelle miniere di carbone di Castellina in Chianti e morto a causa della silicosi.

Il giovane Socci frequenta il Liceo classico e milita in ambienti della sinistra. Nel 1977 s’iscrive a Comunione e Liberazione, movimento studentesco creato da Don Luigi Giussani. Lo abbandonerà nel 2004, perché in esso non trova più le radici originarie e i valori fondanti.

Antonio Socci si laurea nel 1983, presso l’Università di Siena in Lettere Moderne, con una tesi in Filologia romanza sulla Divina Commedia. Ha la fortuna di seguire i corsi di critica letteraria tenuti dal Prof. Franco Fortini.

Inizia a lavorare nel 1984 a Roma come giornalista al settimanale cattolico Il Sabato. Nello stesso anno sposa Alessandra Gianni, docente di iconografia medievale nell’ateneo di Siena. Dal matrimonio nascono Caterina (1985), Maria (1986), e Michelangelo (1997).

Torna a Siena, dopo aver vinto un concorso pubblico, come Dirigente dell’Ufficio Cultura della Provincia. Vi resterà per tre anni.

Caterina Socci e l’aritmia fatale

Il 12 Settembre 2009 un evento assai triste colpì la famiglia Socci. La figlia primogenita Caterina che il 24 dello stesso mese avrebbe dovuto sostenere la tesi di laurea in Architettura, venne colpita da un arresto cardiaco. Il cuore si fermò per circa un’ora e mezza e la giovane venne data per morta dai soccorritori.
Miracolosamente il cuore di Caterina riprese a battere e dopo il coma Caterina si risvegliò. A causa dell’aritmia la ragazza ha riportato gravi danni psico-fisici e necessita di riabilitazione e cure continue

Il padre che la segue amorevolmente ha scritto La casa dei giovani eroi – Storia di Caterina e altri guerrieri (2017), un libro dedicato a tutti coloro che, come sua figlia, sono tornati dall’aldilà e sono “resuscitati” dalla morte.
Antonio Socci si è dedicato alla ricerca di quelli che la scienza definisce casi di Nde (near-death experience), esperienze vicine alla morte. Ha riunito le molte testimonianze raccolte nel libro Avventurieri dell’Eterno, edito nel 2015.

A Caterina e alla sua voglia di vivere ha dedicato anche una bellissima lettera su Facebook:

Io e tua madre siamo sempre commossi quando – a chi ti chiede se sei felice – tu rispondi decisa (col tuo linguaggio): «Sì!». E sappiamo perché rispondi così. Perché sei amatissima. Perché Gesù è qui. Con noi. E non ci abbandona mai. È la nostra forza e il nostro conforto. È Lui che ci sostiene in questa lotta. Ed è con Lui che saremo poi nell’eternità, insieme a tanti altri amici. Per la grande Festa.

La carriera di Antonio Socci

Antonio Socci ha diretto il mensile internazionale 30 giorni. Dopo la chiusura del Sabato, nel 1993, è passato a collaborare come editorialista al Giornale, al Foglio di Giuliano Ferrara, a Libero e a Panorama.
Nel 2002 viene chiamato alla Rai a ricoprire il ruolo di vicedirettore di Rai 2. Dal 2002 al 2004 ha condotto il programma Excalibur di cui era autore.

Per conto della Rai dal 2004 Antonio Socci dirige la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.

Antonio Socci e la polemica con la Chiesa cattolica

Il giornalista Antonio Socci è impegnato da anni in scritti polemici nei confronti della Chiesa Cattolica, caduta in una grave crisi ideologica.

L’inchiesta giornalistica Tredici anni della nostra storia

Nel 1987 Antonio Socci viene denunciato dai cattolici appartenenti all’associazione La rosa bianca al Tribunale ecclesiastico della Diocesi di Milano a causa di alcune affermazioni su Giuseppe Lazzati, apparse in un’inchiesta dedicata alla crisi del mondo cattolico, che egli ha condotto per Il Sabato, dal titolo Tredici anni della nostra storia. Un intervento del cardinale Carlo Maria Martini scagiona il giornalista da ogni accusa.

La critica alle gerarchie ecclesiastiche si inasprisce dopo l’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, avvenuta il 13 Marzo 2013. Dapprima contento per questa elezione, successivamente, Antonio Socci tornerà sui propri passi, sentendosi deluso per l’operato del Papa, il cui Magistero sembra deviare da quello di Pietro.

Socci analizza come la Chiesa del terzo millennio stia attraversando un periodo di grande buio, ancor più grave di quello patito all’epoca della persecuzione romana. Infatti, contro i cristiani è in atto un grave attacco da parte dell’Islam, purtroppo sottovalutato, come affermano molte profezie.

Con il libro del 2014 Non è Francesco, Socci ha esposto le sue personali opinioni sull’elezione e sul pontificato di Papa Francesco.
Nel 2016 esce il libro La profezia finale in cui il giornalista esprime i propri timori per il futuro della cristianità. Invia una copia del testo a Papa Francesco che gli risponderà personalmente con una lettere di ringraziamento: “In realtà, anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore”.

One Comment

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  1. felice di essere italiano, quando italiani sono persone come queste che ci aiutano a vivere e a decidere per chi e per cosa vivere.

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