Diego Abatantuono biografia
Fonte Instagram
in

Diego Abatantuono

La vita privata di Diego Abatantuono

Diego Abatantuono, è nato a Milano il 20 Maggio 1955, nel quartiere popolare di viale Retusa, ma è cresciuto vicino a Lorenteggio, nel quartiere popolare delle Case Minime dove abitavano i nonni paterni. Proprio qui ha imparato a conoscere la periferia milanese della povera gente, degli operai. Figlio unico, cerca la compagnia dei bambini del quartiere, stringe amicizia con il futuro attore Ugo Conti, con lui in molti film degli esordi.

Il padre di Diego si chiamava Matteo, era originario di Vieste, in Puglia, e faceva il calzolaio. La mamma Rosa, proveniente da Como era guardarobiera presso il celebre locale notturno gestito da alcuni zii di Diego, il Derby Club, praticamente la sua seconda casa.

Belli i Natali trascorsi al Giambellino, casette popolari a schiera, in cui a portare i regali ai bambini buoni passava Gesù Bambino, mica Babbo Natale. Durante il boom economico il babbo Matteo smise di risuolare le scarpe, ché tutti se le compravano nuove, e cominciò a fare il modellista.

Che dire delle vacanze primordiali in Puglia, tutti insieme in campeggio davanti al mare, in una Vieste incontaminata e radiosa?

BELLI DI PAPÁ 🎬 DAL 29 OTTOBRE AL CINEMA

A post shared by Diego Abatantuono (@diegoabatantuono) on

Il Derby Club – Una scuola d’arte migliore dell’università

Il treno della fortuna passa una sola volta, dice Diego Abatantuono, e devi essere pronto a saltarci su. Per lui il treno è passato al Derby Club e gli ha consentito di debuttare come comico a soli vent’anni.

Al Derby ebbe la fortuna di apprezzare le esibizioni dei cabarettisti e dei cantanti emergenti, che resero vivo e vitale il mondo dello spettacolo negli anni sessanta e settanta, come Mauro Di Francesco, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Giorgio Porcaro, Ernst Thole, Franco Califano, Giorgio Gaber, Tony Dallara.

Stare una serata con loro è stato come stare venti giorni all’università.

La mattina frequentava le lezioni all’Istituto Tecnico Industriale, la sera lavorava come tecnico delle luci dei Gatti di Vicolo Miracoli e da qui le prime serate.

Da ragazzo ero ignorante e molto timido, ma sapevo ascoltare.Trascorrevo una serata con Cochi, con Pozzetto, con Jannacci o Dario Fo e, una volta tornato nella mia stanzetta, passavo ore a guardare il soffitto e a ricordarmi tutti i dialoghi. Memorizzavo ogni cosa. Ero attento, curioso, felice di bere alla fonte di chi della vita sapeva più di me, grato a chi sapeva affabulare la platea.

Le misure di Diego Abatantuono

Diego: taglia extralarge, simpatia extracontagiosa

Aspetto imponente, Diego Abatantuono è alto circa 183 cm, ed è dotato di un peso ragguardevole perché ama mangiare. Piacere che condivideva con l’amico Paolo Villaggio, comico e mangiatore pantagruelico “che andava due giorni avanti agli altri”. Di lui racconta: “Quando vivevo ancora a Roma uscivamo spesso insieme. Aveva una specie di mappa culinaria della città. Conosceva bettole e trattorie di ogni natura perché a Paolo mangiare, soprattutto fuori orario, piaceva”.

Diego è socio del The Meatball Family, ristorante in stile newyorkese in via Vigevano, 20, a Milano, dove si riunisce con gli amici per gustare e rivisitare con fantasia la cucina nazionale, come faceva anche Ugo Tognazzi che “apriva munificente la casa di Torvajanica e riuniva gli amici chiedendo i voti a fine pasto”.

Mangiare e bere in modo conviviale fa parte della cultura di Diego Abatantuono, del suo modo di essere e di vivere fin da quando era giovane e tirava giorno con gli amici del Gruppo Repellente (1977), fondato da Enzo Jannacci e Beppe Viola.

Durante le riprese del film Nel Continente Nero (1992) di Marco Risi, il vorace Diego venne soprannominato “l’incontinente nero”.

La voglia di stare insieme a tavola

Nel libro Ladri di cotolette (2013) scritto con Giorgio Terruzzi, Abatantuono parla di cucina, condendo il testo con gustosi aneddoti.

Il titolo, che allude sornione al noto film di Vittorio De Sica Ladri di biciclette, vuole essere un’esaltazione della buona tavola e insieme della cinematografia più sana e genuina che ha dato origine alla commedia all’italiana.

Un piatto meraviglioso mangiato in solitudine, secondo Diego, non vale il gusto di una cotoletta condivisa con gli altri. Così il cibo conduce la memoria a rievocare le osterie meneghine dove bambino si recava a cena con il nonno Pasquale e con il papà, o il pane e cicoria mangiato in compagnia di Gérard Depardieu.

Diego Abatantuono e il calcio

Diego Abatantuono è un grande tifoso del Milan e più volte ha portato sullo schermo la parodia dell’ultrà, eccessivo,convinto e fedele ma non violento.

Quando ero piccolo, mio nonno ha perso il portafoglio in casa, io l’ho raccolto e all’interno ho visto due foto, una di Padre Pio e l’altra di Rivera, allora ho chiesto al nonno chi fossero quei signori e lui mi ha risposto: “un uomo che fa miracoli” e l’altro? “un popolare frate pugliese”

Quanto ci manca Ruud #eccezzziunale

A post shared by Diego Abatantuono (@diegoabatantuono) on

Gli amori di Diego Abatantuono

Diego Abatantuono ha sposato nel 1984 la scenografa Rita Rabassini da cui ha avuto Marta, nata nel 1985. La coppia si è separata nel 1987 e Rita è diventata la compagna del regista Gabriele Salvatores, con cui l’attore ha lavorato recitando nei film Marrakech Express (1989) e Mediterraneo (1991), premio Oscar per il miglior film straniero.

Grazie a Puerto Escondido (1992), Abatantuono ha conquistato il suo primo Nastro D’Argento.

Diego é rimasto in buoni rapporti con Rita e gestisce una grande famiglia da quando la compagna Giulia Begnotti gli ha dato Matteo (1995) e Marco (1997).

La figlia Marta si è sposata nel 2014 e l’ha reso nonno di una bimba nel 2016.

Oggi la mia bambina compie 30 anni tanti auguriii❤️🎉🎉🎉🎉🎉

A post shared by Diego Abatantuono (@diegoabatantuono) on

A Diego Abatantuono la famiglia piace molto

A Diego Abatantuono piace fare il papà e il nonno. Ha interpretato molti film sostenendo la parte di genitore, un mestiere difficile che non si può apprendere ma soltanto vivere. Sono: Belli di papà del 2015 diretto da Guido Chiesa, Baby Sitter del 2016 di Giovanni Bognetti con Paolo Ruffini, Puoi baciare lo sposo del 2018 di Alessandro Genovesi con Monica Guerritore.

Imperniato sul tema familiare e di scottante attualità anche Un nemico che ti vuole bene (2018) diretto da Denis Rabaglia, con un cameo recitato da Sandra Milo, ormai specializzata nei ruoli della mamma cattivissima. Diego interpreta il ruolo di un professore d’indole pacifica che salva la vita a un killer. Questi vuole sdebitarsi e…

La carriera di Diego Abatantuono

Diego Abatantuono: dalla A di Attila alla A di Abatantuono

Si potrebbe dividere la carriera di Diego Abatantuono in due grandi momenti, l’uno dedicato ai film cosiddetti di cassetta, legati al personaggio del “terrunciello”, il poveraccio proveniente dal sud che aspira a raggiungere la leadership di un gruppo di pari per scalare la piramide sociale. Abatantuono per l’occasione inventa un gergo nuovo, un mix di milanese e di pugliese entrato ormai nel linguaggio comune.

La parola d'ordine tanto pe cambià è sempre la stessa….

A post shared by Diego Abatantuono (@diegoabatantuono) on

Il secondo momento, invece, appare caratterizzato da un crescendo di consapevolezza e di autorevolezza, d’impegno e serietà che hanno condotto l’attore milanese a diventare uno dei mattatori del cinema contemporaneo.

Fu Pupi Avati l’artefice della metamorfosi di Diego Abatantuono

Vede il destino? Venivo da un periodo complicato. Mi ero gestito molto male. Il successo giovanissimo, una quindicina di film dall’80 all’82. Da Tango della gelosia con la Monica Vitti ad Attila flagello di Dio, passando per Eccezzziunale… veramente. Incassavano miliardi a palate. Ma capii che non potevo continuare all’infinito con lo stesso personaggio. Mi fermai, aspettai. E mentre aspettavo, preoccupato, mi ripetevo: dovrebbe chiamarmi un “tipo” alla Avati. Chiamò.

Con Pupi Avati Abatantuono ha recitato ne Il testimone dello sposo (1997), Regalo di Natale (1986), La rivincita di Natale (2004), La cena per farli conoscere (2007), Gli amici del bar Margherita (2009). Diego riceve il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Franco Mattioli in Regalo di Natale.

In televisione Diego Abatantuono è stato il protagonista della serie diretta da Enrico Oldoini intitolata Il Giudice Mastrangelo, girata in Puglia e  andata in onda su Canale 5 dal 2005 al 2007, con Amanda Sandrelli e Alessia Marcuzzi.

Diego Abatantuono e la Pubblicità

Nel 2012 -2013, l’attore ha riproposto il gergo da collection che l’ha reso famoso agli inizi nello spot per la Fiat che esordisce con “So Dieco, ti spieco”. È sua la voce dell’orso Bruno che pubblicizza Vodafone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Caterina Murino biografia

Caterina Murino

Raf biografia

Raf