Giampiero Mughini biografia
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Giampiero Mughini

La vita privata di Giampiero Mughini

Giampiero Mughini, opinionista e giornalista italiano, nasce a Catania il 16 Aprile 1941 da madre siciliana e da padre toscano, Gino, fascista di grande influenza.

È attento allo stile e veste spesso con abiti di tendenza disegnati dai giapponesi Yamamoto, Kavakubo e Miyake.

Collezionista di libri e oggetti d’arte in stile liberty, fotografie d’epoca, illustrazioni, nella sua casa romana, che gli amici hanno ribattezzato “Muggenheim” ha una biblioteca che conta 15 mila volumi, tra cui rarissime prime edizioni dei Canti Orfici di Dino Campana e Ossi di seppia di Eugenio Montale.

È iscritto a Nessuno Tocchi Caino, associazione impegnata contro la pena di morte legata al Partito Radicale.

Gli amori di Giampiero Mughini

Giampiero Mughini si dichiara grande estimatore del sesso femminile e, al contempo, rivela che l’unico grande amore è quello con la moglie Michela Pandolfi, cui è legato da oltre 25 anni.

La coppia non ha avuto figli per scelta di Giampiero il quale non si è mai sentito pronto per fare il padre. Ci ha pensato soltanto in gioventù:

Se la mia ragazza dei vent’anni, anziché dirmi addio, mi avesse chiesto di fare un figlio, avrei accettato. Però a quest’ora mi ritroverei con una moglie separata e un figlio di 35 anni da mantenere

La coppia ha un cane di nome Bibi.

Un amore chiamato Juventus

Il cuore di Giampiero Mughini palpita per la Juventus, di cui è tifoso sfegatato. Alla squadra bianco nera ha dedicato libri e lettere d’amore:

L’ unica donna che non mi abbia tradito, la scelta che senza paragoni possibili mi ha dato più felicità nella vita.

Le misure di Giampiero Mughini

Giampiero Mughini è alto 175 cm e pesa 72 kg.

La malattia di Giampiero Mughini

Nel 2006 gli viene diagnosticato un tumore alla prostata. Anni dopo parlerà di quell’esperienza così:

L’aspetto più delicato di tutta la faccenda riguarda la menomazione reale e simbolica della virilità. Le moderne tecniche chirurgiche permettono di risparmiare i nervi che consentono l’erezione e di mantenere la capacità sessuale, ma non è così semplice, non sempre va tutto liscio. A me non è andato tutto liscio. 

La carriera di Giampiero Mughini

Nel 1963 Giampiero Mughini fonda Giovane critica, importante rivista di dibattito culturale con forte orientamento di sinistra.

Dopo aver conseguito la laurea in lettere e lingue moderne presso l’Università degli Studi di Catania, si trasferisce in Francia per lavorare come lettore italiano in un liceo di Parigi.

Nel 1970 torna in Italia, a Roma, dove inizia a lavorare come giornalista per Il Manifesto, Paese Sera L’Europeo diretto da Lamberto Sechi da cui, per sua stessa ammissione, ha imparato tutto quello che sa del mestiere.

La prima esperienza di rilievo in tv la fa come ospite a Ieri, Goggi e domani (1987) e negli anni Novanta furoreggia con i suoi interventi al Maurizio Costanzo Show e a L’appello del martedì, in cui affianca Maurizio Mosca.

Ospite fisso a Controcampo (1998-2010) conquista il pubblico con la sua ironia pungente e vivace, spesso grazie alle schermaglie calcistiche con Giuseppe Prisco, vicepresidente dell’Inter.

Memorabile la sua espressionte ricorrente “Aborro! che diventa un tormentone.

Non abbandona mai le redazioni dei giornali: scrive infatti per L’EuropeoPanorama, Il Foglio e infine Libero da cui viene licenziato nel 2014.

Negli anni dirada le apparizioni in TV ma rimane presente come ospite a Tiki-Taka. Il calcio è il nostro gioco (2013), a Estate in diretta (2016) e alla Vita in diretta.

Giampiero Mughini al cinema

L’opinionista è apparso in diversi cammeo cinematografici: Ecce Bombo e Sogni D’Oro di Nanni Moretti, Il mio West di Giovanni Veronesi, L’allenatore nel pallone 2 con Lino Banfi.

L’impegno politico

Giampiero Mughini è stato un attivo militante politico di sinistra per diversi anni. Durante la sua esperienza parigina, partecipa alle manifestazioni studentesche del ’68 poi, in Italia, diventa direttore responsabile del giornale di Lotta Continua. Negli anni Ottanta la svolta: abbandona il movimento spiegando le sue posizioni critiche nero su bianco, con saggi e libri in cui affronta temi caldi di attualità politica e terrorismo.

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