Lucio Battisti biografia
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Lucio Battisti

  • Nome d'arte: Lucio Battisti
  • Data di nascita: 5 marzo 1943 (venerdì)
  • Data di morte: 9 settembre 1998
  • Età: 55 anni
  • Segno zodiacale: Pesci
  • Professione: Cantante
  • Titolo di studio: Diploma perito elettrotecnico
  • Luogo di nascita: Boggio Bustone (RI)
  • Luogo di morte: Milano
  • Altezza: 170 cm

La vita privata di Lucio Battisti

L’indimenticabile cantante e cantautore Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 Marzo 1943 Milano, 9 Settembre 1998) è figlio di Alfiero, impiegato al dazio, e Dea, casalinga.

Ha una sorella minore, Albarita (1946-2003). Il fratellino Lucio è nato nel 1940 ed è morto a soli due anni.

Cresciuto nella provincia rietina, Lucio Battisti si trasferisce nel 1950 a Roma con la famiglia, nel quartiere Prenestino. Nel 1962 si diploma perito elettrotecnico per accontentare il padre che minaccia, se trascura gli studi, di non firmare la richiesta per l’esenzione alla leva.

Nei primi anni Ottanta pratica il surf con l’amico Adriano Pappalardo.

Coltiva la passione per il disegno, la pittura e il cinema, grande ammiratore di Totò e del duo Franco & Ciccio.

Lucio Battisti è sempre stato un personaggio taciturno e riservato, specie sulla vita sentimentale. Rilascia la sua ultima intervista nel 1978:

“Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro”.

Lucio Battisti è morto a 55 anni. Le cause della morte non sono mai state ufficializzate perché la famiglia non ha voluto diffondere bollettini medici. Ai suoi funerali, svoltisi in forma strettamente privata a Molteno, nell’attuale Brianza, sono state ammesse soltanto venti persone, tra cui Mogol.

Gli amori di Lucio Battisti

L’unica relazione nota di Lucio Battisti è quella con Grazia Letizia Veronesi, sua fidanzata dal 1969 e moglie dal 1976, da cui ha il figlio Luca (1973).

Le misure di Lucio Battisti

Si racconta che Lucio Battisti abbia avuto problemi di peso da bambino. Alto circa 170 cm, lo ricordiamo per la capigliatura selvaggia e anticonformista per l’epoca e per quel foulard sempre legato al collo, come aveva imparato dallo zio Arturo.

La carriera di Lucio Battisti

Dopo aver superato gli esami di terza media, Lucio Battisti chiede ai suoi genitori in regalo una chitarra e impara a suonarla da autodidatta.

Comincia facendo gavetta con il complesso di area napoletana I Mattatori, poi con I Satiri di Roma e infine entra ne I Campioni trasferendosi a Milano, in quartiere Giambellino. Nel 1965 attira l’attenzione di Chrtistine Leroux, talent scout per la casa discografica Ricordi, che gli presenta Giulio Rapetti, in arte Mogol, con cui scriverà i suoi più grandi successi.

Il sodalizio che rivoluzionerà la musica italiana

Inizialmente Mogol non è entusiasta dei brani che gli vengono proposti da Lucio ma accetta ugualmente di collaborare con quel ragazzo riccioluto dotato di grande umiltà e intraprendenza.

Alla Ricordi nessuno crede nelle doti vocali di Battisti ma Mogol convince Lucio a diventare interprete, oltre che autore, delle canzoni che scrive. Dopo un esordio discografico come solista con vendite modeste, il successo arriva nel 1967 come autore in coppia proprio con Mogol del brano 29 settembre, interpretato dall’Equipe 84,che si classifica al primo posto della hit parade.

Nello stesso anno, Mogol e Battisti scrivono Nel cuore nell’anima sempre per l’Equipe 84 e nel 1968 Balla Linda con cui Lucio partecipa al Cantagiro classificandosi in quarta posizione.

Curioso quanto accaduto in quegli anni durante un viaggio a Londra di Mogol e Battisti: il primo incontra Bob Dylan, il secondo riceve un’offerta strabiliante dai produttori dei Beatles intenzionati a lanciarlo negli USA. E Battisti che fa? Declina l’offerta.

Nel 1969 Lucio sale, per la prima e ultima volta, sul palco del Festival di Sanremo con il brano Un’avventura acquisendo tanti consensi dal pubblico quante critiche dai giornalisti di settore e pubblica il suo primo album omonimo.

Nella trasmissione televisiva Speciale per Voi di Renzo Arbore, Lucio lancia l’indimenticabile Acqua Azzura, Acqua Chiara che lo consacra nell’olimpo della musica. Arriva terzo al Cantagiro, vince il Festivalbar, parte per il suo primo tour.

Tu chiamale se vuoi… Emozioni

Nel Dicembre del 1970 esce il terzo album di Lucio Battisti, intitolato “Emozioni”, che raccoglie tutti i suoi più grandi successi: Acqua azzurra acqua chiara, Mi ritorni in mente, 7 e 40, Fiori rosa, fiori di pesco, Il tempo di morire, Dieci ragazze, Non è Francesca, Anna, Io vivrò (senza te) e per l’appunto Emozioni.

Nell’estate del 1970 va in tour con i Formula 3 e si esibisce nei locali più noti dell’epoca tra cui L’Altro Mondo di Rimini e La Bussola di Viareggio.

Sarà la sua ultima tournée, nonostante inviti e offerte più che allettanti. Come riporta Tiberio Fusco su Libero, l’avvocato Agnelli offrì un miliardo a Battisti per un concerto al Teatro Regio di Torino. Lui rifiutò e gli Agnelli dissero:

Riusciamo a parlare con Breznev in trenta secondi e non riusciamo a parlare con Battisti.”

Gli anni Settanta sono un’altra stagione di successi. Gli album di Lucio si piazzano al primo posto delle classifiche italiane facendosi beffa di artisti del calibro dei Pink Floyd ed Elton John. Solo per ricordare alcune canzoni: Il mio canto libero, Amarsi un pò, Si, viaggiare, E penso a te, Ancora tu, Una donna per amico, Prendila così, I giardini di Marzo.

Anima Latina (1974) è l’album più ambizioso sia dal punto di vista della musica che dei testi, con sonorità progressive e ispirazioni sudamericane.

La fine della collaborazione con Mogol

Una giornata uggiosa e Con il nastro rosa sono le ultime hit firmate con Mogol perché, negli anni Ottanta, il sodalizio si interrompe. Lucio Battisti commenta così:

«È l’esperienza di due persone che stanno diventando completamente diverse e dopo tanti anni di lavoro insieme prendono ognuna la propria strada».

La separazione si consuma senza proclami.

Collabora quindi dapprima con la moglie, che firma i testi di E già (1982), con lo pseudonimo di Velezia, poi con Pasquale Panella, che scriverà per lui fino alla metà degli anni Novanta.

Sono gli anni delle sperimentazioni sonore e compositive più ardite, che anticiperanno le tendenze musicai degli anni a venire: Don Giovanni (1986) L’apparenza (1988), La sposa occidentale (1990), Cosa succederà alla ragazza (1992), Hegel (1994).

Nella sua carriera, Lucio Battisti ha venduto 25 milioni di dischi e segnato la storia della musica italiana.

3 Comments

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  1. Unico, persona vera senza ipocrisia basta rileggere i suoi brani per capire la vera poesia associata alla musica dettata da chi a un anima superiore
    dire grande e poco UNIVERSALE come l’ amore
    ringrazio il signore per essere cresciuto con la sua musica dove sarà sempre suonata alla infinito

  2. Lucio non è musicista, non è cantante, è ‘poeta’ in musica ovvero i suoi testi possiedono una “metrica” in musica, una musicalità costituita da voce, suoni, rumori, effusioni dell’anima, vere e proprie grida alla vita, e tutto ciò fa della produzione discografica di Lucio una “poetica d’arte”, unica, raffinata, sublime, che dovrebbe essere studiata come “testo poetico” nelle scuole di ogni ordine e grado

  3. Sono nato a dicembre del 1951, nel 1971 quindi avevo 20 anni,sono cresciuto al suono della sua musica.Alla notizia della sua morte sono scoppiato a piangere.

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