Renzo Arbore biografia
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Renzo Arbore

La vita privata di Renzo Arbore

Lorenzo Giovanni Arbore, in arte Renzo Arbore, nasce a Foggia il 24 Giugno 1937, da un dentista e da una casalinga. Il padre è un amante di musica lirica, la madre canta canzoni napoletane e la sorella è un soprano.

Sfollato a Chieti, assiste all’arrivo degli alleati e vive gli anni caldi del primo dopoguerra, innamorandosi del popolo americano e del jazz. A quattordici anni comincia a far musica nella sua città natale, frequenta il Tre Bis e suona con una dixieland band locale.

Poi fonda il Jazz College e la Taverna del Gufo, dove fa Cabaret con Roberto Benigni, Massimo Troisi, Carlo Verdone, Enrico Montesano e Pippo Franco.

Renzo Arbore a Napoli

Arbore si trasferisce a Napoli, si laurea in Giurisprudenza e entra a far parte del circolo napoletano del jazz. Si esibisce per la United States Organization, un’organizzazione di assistenza ai militari americani, suona il contrabbasso a tre corde e il clarinetto cantando canzoni americane. Verrà invitato a Bagnoli, sede dell’allora comando militare delle forze alleate, per ascoltare Ella Fitzgerald, Louis Armstrong e David Brubeck. Un’esperienza che non dimenticherà.

Renzo Arbore, filoamericano convinto, fu uno dei primi a indossare i jeans.

Pare che proprio ispirandosi a lui Renato Carosone abbia scritto Tu vuò fa’ l’americano (1956).

Gli amori di Renzo Arbore

Renzo Arbore non si è mai sposato. Negli anni sessanta ebbe un legame con la cantante e presentatrice torinese Vanna Brosio. La relazione, si dice, ispirò a Mogol e Lucio Battisti la canzone Innocenti evasioni.

In seguito Renzo si legò a Gabriella Ferri, interprete del repertorio folk romano e alla conduttrice televisiva Mara Venier. Il rapporto con Mara s’incrinò nel 1997 quando la coppia perse il figlio che stava aspettando.

Nel 2007 Renzo Arbore riprese il legame con l’attrice Mariangela Melato iniziato molti anni prima e talmente intenso da venir considerato dall’artista alla stregua di un matrimonio. Arbore ha accompagnato Mariangela negli ultimi anni della vita sino alla morte, avvenuta l’11 Gennaio 2013, rammaricandosi di non averla sposata.

La carriera di Renzo Arbore

Renzo Arbore è stato l’eclettico e fantasioso protagonista degli spettacoli d’intrattenimento di maggior qualità messi in onda dalla Rai dagli anni sessanta agli anni novanta. I programmi da lui diretti e condotti hanno contribuito alla crescita dell’azienda a cui l’artista è rimasto sempre legato pur se la concorrenza, che ambiva ad avere la sua collaborazione, gli prometteva ponti d’oro.

“La nostra, quella di Falqui, di Trapani, di Raffaella e Corrado era la televisione più bella del mondo. Personalmente penso che l’ascolto sia importante, ma lo è di più il gradimento, la stima per il programma”.

Renzo Arbore: autore geniale e alternativo

Nel corso della sua lunga carriera Renzo, ha avuto il merito di aver creato numerosi programmi radiofonici e televisivi originali e innovativi, tanto da aver cambiato gli schemi comunicativi dell’epoca.

Tra le trasmissioni radiofoniche più celebri di Renzo Arbore, quella di maggior successo resta Alto gradimento. La condusse e la ideò con Gianni Boncompagni riuscendo a portare in scena l’improvvisazione pura, proprio come avviene nella musica jazz. Fecero parole in jazz, di cui restano le cassette registrate ma nessun testo scritto. Tanti gli sgangherati, grotteschi, assurdi personaggi presenti nella trasmissione e i tormentoni creati dall’estro di Mario Marenco e di Giorgio Bracardi. Un programma, quindi, a dir poco geniale, a cui fecero seguito le trasmissioni televisive L’altra domenica (1976-1979) e Quelli della notte (1985).

Nel 1988 inventò e condusse Indietro tutta, un varietà sui generis destinato a rimanere nella storia della televisione italiana. L’obiettivo del programma era quello di ironizzare e stigmattizare il modo di fare televisione negli anni ottanta, frivolo e commerciale.

In qualità di regista Arbore ha diretto Il pap’occhio (1980) interpretato da coloro che parteciparono a L’altra domenica.

Nel 2017 la Rai dedica due serate speciali a Indietro tutta, con il titolo Indietro tutta 30 e l’ode. Concepite come lexio magistralis sul tema dell’intrattenimento televisivo sono tenute davanti ad un’aula di ateneo piena di studenti dagli stessi Renzo Arbore e Nino Frassica, suo partner nella versione originale. I due vengono omaggiati come “insigni professori” dello spettacolo per la fantasia, le grandi doti di improvvisazione e la satira mordace. Sono stati rievocati i momenti salienti della storica trasmissione, quando per la prima volta il telefono venne aperto al pubblico per le telefonate in diretta.

Renzo Arbore e la musica

D.O.C.: Musica e altro a denominazione d’origine controllata (1987-1988), programma andato in onda su Rai 2, ha consentito ad Arbore, di raccogliere uno dei maggiori archivi di musica jazz esistenti in Italia. Il conduttore chiedeva agli ospiti, voci cult d’eccellenza, tra cui Miles Davis, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori, Joe Cocker, James Brown, Dizzy Gillespie, di incidere, oltre alle performance previste per essere mandate in onda durante la settimana, quaranta minuti in più che sono rimasti nell’archivio della Rai, inutilizzati. Un’autentica miniera d’oro!

Renzo Arbore, nel 2018, continua a dirigere in tounèes l’Orchestra italiana, un eccellente gruppo di musicisti da lui fondato nel 1991, al fine di rilanciare nel mondo la musica italiana, piacevolmente contaminata da jazz, swing e blues.

Riconoscimenti alla carriera

Nel Dicembre 2013 Renzo Arbore viene nominato cittadino onorario di Palermo per aver realizzato il documentario Da Palermo a New Orleans… E fu subito jazz. Nel film vengono narrate le vicende della Original Dixieland jazz Band di Nick La Rocca, una band speciale composta da amici di origine siciliana che nel 1917 a New York incisero il primo disco jazz al mondo.

One Comment

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  1. E il più grande dei pugliesi la Rai deve molto a Renzo. Tanti auguri di buon compleanno io l’onomastico

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