Pino Daniele biografia
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Pino Daniele

Le origini di Pino Daniele

Il blues-man napoletano nasce come Giuseppe Daniele il 19 marzo 1955, in prossimità del porto di Napoli. La sua è una famiglia umile: primo di cinque figli, Pino viene mandato da piccolo a casa delle zie Bianca e Lia, in Piazza Santa Maria La Nova.

Frequenta la scuola elementare insieme ad un bambino che, come Pino, diventerà un grande musicista e cantante, Enzo Gragnaniello. Si appassiona subito alla musica e coltiva questa passione, imparando a suonare la chitarra da autodidatta durante gli anni della Ragioneria.

Gli esordi di Pino Daniele

Nel 1974 fonda il gruppo Batracomiomachia insieme a Rino Zurzolo, Enzo Avitabile e altri musicisti. Pino Daniele inizia a farsi conoscere, pur avendo solo 19 anni. Tuttavia, è l’anno successivo che rappresenta una vera e propria svolta: nel 1975 entra a far parte della Napoli Centrale.

Il famoso complesso napoletano ha bisogno di un bassista e James Senese, grande sassofonista e futuro amico di Pino, lo prende sotto la sua ala protettrice. È l’inizio del successo di Pino Daniele. Dopo soli due anni viene pubblicato il suo primo album, Terra mia, le cui canzoni ‘Na tazzulella ‘e cafè, Terra mia e Napule è entrano a far parte della tradizione musicale napoletana. Si tratta di canzoni in cui Pino Daniele concentra quei valori di ribellione e opposizione ad un sistema politico marcio, assorbiti dal ‘68, con l’amore per la sua città.

Qualche anno dopo esce anche l’album Pino Daniele, un altro grande inno alla napoletanità, con i successi Je so’ pazz, Chi tene ‘o mare e Je sto vicino a te. Pino Daniele è inarrestabile, sta diventando famoso, anche Bob Marley lo vuole per l’apertura del suo concerto a Milano nel 1980. La sua musica è nuova, è popolare ma in modo originale. Pino Daniele mixa il sound del blues con i suoni, le parole e il calore napoletani. Nel 1980 esce anche il suo album Nero a metà, incluso nel 2012 nella lista, stilata dalla nota rivista Rolling Stone, dei 100 album italiani più belli di sempre.

L’amicizia con Massimo Troisi

Massimo Troisi è un grande poeta e vede in Pino sia un amico sincero, sia un veicolo per esprimere le sue parole musicalmente. L’attore, anche lui napoletano, scrive per Pino Daniele i singoli Quando e O ssaje comme fa ‘o core, entrambi colonna sonora del film Pensavo fosse amore… invece era un calesse. Anche i film Ricomincio da tre e Le vie del signore sono finite contengono le musiche di Pino.

La consacrazione del successo di Pino Daniele

Fino al 2012 pubblicherà diversi album, ognuno in collaborazione con diversi strumentisti importanti. Uno di questi è Un uomo in blues, lavoro contenente i brani Femmena e O scarrafone, frutto dell’incontro con Mick Goodrick.

Di Pino si dice che sia una persona generosa, infatti, pur avendo raggiunto una fama internazionale, non si tira indietro dinanzi a collaborazioni con musicisti meno noti. Così come la sua umiltà gli procura concerti con artisti che, nel loro genere, sono tra i più grandi del mondo, come Eric Clapton e Pat Metheny. Tra gli altri personaggi che Pino incontra sulla sua strada si ricordano anche Alphonso Johnson, Wayne Shorter, Lucio Dalla, Salif Keïta, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Pavarotti, Clementino, Steve Gadd, Giorgia, Francesco De Gregori, 99 posse e Billy Cobham.

Gli amori di Pino Daniele

Il primo matrimonio è con la cantante Dorina Giangrande, che da alla luce Alessandro e Cristina Daniele. Nel 1992 Pino si innamora della bellissima modella Fabiola Sciabbarrasi, conosciuta a casa di Massimo Troisi, e con cui va a vivere a Roma. Da questo secondo matrimonio nascono Sara, Sofia e Francesco. Ma è Amanda Bonini l’ultimo amore di Pino. Con lei apre un ristorante in Toscana, e sarà proprio Amanda a stargli accanto nel giorno della morte di Pino Daniele.

La morte di Pino Daniele

È il 4 gennaio 2015 quando Pino, nel suo casale di Orbetello, ha un infarto. Il musicista napoletano decide di recarsi in auto direttamente a Roma per raggiungere il suo medico di fiducia. Muore alla 22:45. Due sere dopo Piazza Plebiscito, gremita di gente, ricorda Pino cantando le sue canzoni. La sua morte sconvolge Napoli, che, nello stesso anno, gli dedica una strada.

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