Alberto Tomba biografia
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Alberto Tomba

La vita privata di Alberto Tomba

Alberto Tomba nasce a Bologna il 19 Dicembre 1966, da papà Franco e mamma Maria Grazia.

Ha un fratello, Marco, e una sorella, Alessia.

Sportivo a tutto tondo, Alberto Tomba cresce praticando corsa, nuoto, bici e sci d’acqua.

Racconta di essere stato un ragazzo spericolato e amante del rischio. Si definisce, inoltre, una persona semplice, senza tragedie esistenziali né traumi sentimentali, che a un libro di Umberto Eco preferisce un disco di Michael Jackson. Emiliano doc, dal carattere irruento, passionale ed estroverso viene soprannominato Tomba la Bomba.

Nel 2000 è protagonista accanto a Michelle Hunzinker del film Alex l’ariete per la regia di Damiano Damiani, film culto e capolavoro di comicità involontaria.

Appassionato di poker, nel 2009 pubblica la sua autobiografia Prima e seconda manche (Sperling & Kupfer) scritta con Lucilla Granata.

Le misure di Alberto Tomba

Dotato di un fisico imponente e robusto Alberto Tomba è alto 182 cm e pesa 92 kg.

Rimane nella storia della televisione l’esilarante imitazione che fece di lui il comico Gioele Dix che lo descrisse come un tipo un pò rozzo, ma allegro e simpatico, sopra le righe, amante del cibo e sempre pronto a divertirsi.

Gli amori di Alberto Tomba

Schietto e guascone, Alberto Tomba è stato per un decennio fidanzato ideale d’Italia.

A Calgary si invaghisce della grande pattinatrice tedesca Katharine Witt, tenta di corteggiarla, ma ottiene un appuntamento e nulla più. Si consola con l’austriaca Elisabeth Kirchler.

Successivamente la cronaca rosa ipotizza una tenera amicizia con la rampolla Emanuela Barilla, spesso con lui a Cortina D’Ampezzo.

La relazione più nota di Alberto Tomba è quella con la modella e attrice Martina Colombari, Miss Italia nel 1991:

È stata una storia che ha fatto epoca, siamo cresciuti insieme ed è rimasta una bella amicizia.

In seguito ammette un piccolo flirt con la collega Deborah Compagnoni, senza fornire altri dettagli.

Nel 2013, in una intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, confida di non avere ancora trovato la donna giusta, e che la madre, che desidera un nipotino, dovrà attendere ancora parecchio tempo.

La carriera di Alberto Tomba

Alberto Tomba, unico cittadino in uno sport di montanari, fa le prime esperienze agonistiche sull’Appennino Emiliano.

La prima gara importante è la Coppa Europa ad Uppsala, in Svezia (1982).

Il quarto posto nello slalom ai Mondiali Juniores di Sugarloaf (1984) lo rivelano giovane promettente, e l’anno successivo Alberto Tomba esordisce in Coppa del Mondo a Madonna di Campiglio.

Seguono Kitzbuhel (AUS) ed Aare (SVE), dove Tomba arriva sesto partendo con il numero 62.

Gli anni d’oro

Tomba diventa uno dei campioni più amati e vincenti della storia dello sport italiano, conquistando un palmarès ricchissimo di trionfi.

Tomba vince una Coppa del Mondo generale (1995), quattro di slalom (1988, 1992, 1994, 1995) e quattro di gigante (1988, 1991, 1992, 1995).

Medaglia d’oro in slalom e gigante alle Olimpiadi invernali di Calgary (1988), medaglia d’oro in gigante e d’argento in speciale ad Albertville (1992), argento in speciale anche a quelle di Lillehammer (1994), medaglia d’oro in slalom e gigante ai Mondiali del 1996, bronzo in slalom nel 1987 e nel 1997.

I tempi d’oro suoi e dello sci italiano li ricorda così:

“Se oggi ci sono quattro giornalisti a bordo pista, quando correvo io ce n’erano quaranta. Erano i bei tempi quando in Italia portavo via le pagine dei giornali al calcio, quando la Rai interruppe addirittura il festival di Sanremo per seguire in diretta la mia gara alle Olimpiadi di Calgary. Cosa mai accaduta e che, forse, non accadrà mai più.”

Nel 1998 Alberto Tomba ufficializza il suo definitivo ritiro dallo sci. Dopo Ingemark Stenmark e Hermann Maier è il terzo sciatore alpino migliore di sempre in Coppa del Mondo.

Intervistato da Fabio Fazio nel 2018 durante la trasmissione Che tempo che fa Alberto Tomba ha dichiarato:

“Con lo sci ho chiuso molto presto, a 30-31 anni, ma avrei potuto tirare avanti almeno altri 6 o 7 anni buoni. Il problema è che non ci stavo con la testa, ero troppo stressato per continuare a quei livelli su quei ritmi. È andata bene così.”

Nel 2014 è opinionista per Sky alle Olimpiadi di Sochi.

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