Cino Tortorella biografia
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Cino Tortorella

La vita privata di Cino Tortorella

Felice Tortorella, meglio noto come Cino Tortorella, nasce a Ventimiglia (Imperia) il 27 Giugno 1927. Orfano di padre, viene cresciuto dalla madre Lucia. Diplomatosi al Liceo Classico di Sanremo, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza.

Dopo la leva nel corpo degli Alpini lascia gli studi e si dedica al teatro. Nel 2007 e nel 2009 è colpito da ischemia.Cino Tortorella muore a Milano il 23 Marzo 2017.  Ai suoi funerali erano presenti il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano e Cristina D’Avena, scoperta e lanciata da Cino nell’edizione dello Zecchino D’Oro del 1991.

Le misure di Cino Tortorella

Alto (170 cm circa), portamento elegante e dotato del physique du role dell’attore teatrale, Cino Tortorella è impresso nell’immaginario collettivo nei panni del personaggio che lo ha reso famoso, il Mago Zurlì, mantello azzurro, lustrini e la calzamaglia attillata che ne mette in risalto la sua figura slanciata:

Le donne si ricordano ancora delle mie gambe. Dritte e magre. Meglio di quelle delle gemelle Kessler.

Gli amori di Cino Tortorella

Cino Tortorella si è sposato due volte.

Il primo matrimonio è con la nota pianista Jacqueline Perrotin, da cui ha il figlio Davide (1961), autore televisivo.

Dal secondo matrimonio con Maria Cristina Misciano, figlia del celebre tenore Alvinio, nascono Guido (1977), Lucia e Chiara (1982), quest’ultima, conduttrice radiofonica e televisiva.

Maria Cristina dirà che sposare Cino Tortorella era il sogno che aveva da bambina:

Da grande voglio sposare il Mago Zurlì.

La carriera di Cino Tortorella

Nel 1956 Cino entra nella prestigiosa Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, fondata da Giorgio Strehler. Qui mette in scena lo spettacolo per ragazzi Zurlì, mago Lipperlì, che ispira il suo primo programma televisivo: Zurlì, mago del giovedì (1957).

A partire da questo personaggio, Cino Tortorella ha fatto la storia della televisione italiana come Mago Zurlì nello storico programma Zecchino d’oroFestival Internazionale della Canzone del Bambino, da lui ideato e condotto, per ben cinquant’anni, dal 1959 al 2008. Al suo fianco l’immancabile spalla, il topo più dolce ed educato del mondo, Topo Gigio.

Il successo del programma, inserito in palinstesto per volontà dell’allora funzionario RAI, Umberto Eco, gli darà enorme popolarità e affetto da parte di molte generazioni:

Ogni giorno incontro gente che quando mi vede è contenta perché le ricordo l’infanzia. Mi rammarico del fatto che avrei potuto dare di più: forse tempo fa non capivo che ero una figura importante per i bambini.

Dagli anni Sessanta è anche autore televisivo: Chissà chi lo sa? (1961) con Febo Conti, Nuovi incontri (1962), Scacco al re (1972), Il dirodorlando (1975) con Ettore Andenna, Bravo bravissimo (1991) con Mike Bongiorno.

Tra i suoi primati: il primo programma a tema enogastromico della tv italiana Cuochi Fatui (1959).

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