Fabio Testi biografia
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Fabio Testi

La vita privata di Fabio Testi

Fabio Testi nasce a Peschiera del Garda (VR) il 2 Agosto 1941.

Da ragazzino entra a far parte della squadra atletica dell’Istituto Antòn Maria Lorgna di Verona dove si diploma da geometra. All’Università studia Architettura, con il progetto di andare poi a lavorare in Africa come direttore di cantieri.

Un’indole sportiva quella di Fabio Testi che pratica anche il judo, il nuoto e il paracadutismo.

Politicamente si dichiara liberale, lamentando l’ostracismo del mondo dello spettacolo che, a suo dire, esclude chi non dichiara simpatie di sinistra.

Amico di Silvio Berlusconi, a metà degli anni Duemila fa anche politica attiva. Si candida per Forza Italia in Veneto, risultando primo dei non eletti, e poi a sindaco di Verona con i Cattolici liberali cristiani.

Nel 2008 presta la voce a uno spot per il Popolo della Libertà per gli italiani all’estero.

Fabio Testi vive tra Roma e la residenza estiva sul Lago di Garda.

Le misure di Fabio Testi

Fabio Testi è uno dei belli del cinema europeo degli anni Sessanta e Settanta.

Alto 184 cm, atletico, dotato di chioma fluente e penetranti occhi scuri, conserva il suo fascino intatto anche nella terza età, una sorta di Sean Connery italiano.

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Gli amori di Fabio Testi

Negli anni Settanta, forte di una carriera internazionale, Fabio Testi furoreggia come latin lover.

Le sue conquiste più celebri: la svizzera Ursula Andress e la francese Charlotte Rampling.

Secondo voci poi smentite, sarebbe Testi il padre di Edwin, unico figlio di Edwige Fenech.

Il primo matrimonio, nel 1979, è con la stilista spagnola Maria Dolores Navarro, da cui ha tre figli: Fabio junior, Thomas e Trini.

La separazione (1994) è burrascosa e con strascichi giudiziari legati al versamento degli alimenti.

Nel 2008 ha una relazione con la collega Emanuela Tittocchia, che lo lascia in diretta tv dal reality show La Talpa 3.

Nel 2015 sposa la gallerista d’arte Antonella Liguori dopo sette anni di relazione e, due anni dopo, la coppia celebra anche il rito religioso.

«Quando sposi una donna che ha 30 anni meno di te devi restare sveglio e tenerti in forma. Alla mia età potrei lasciarmi andare ma temo la concorrenza».

La carriera di Fabio Testi

Fabio Testi, prestante e fotogenico, inizia la sua carriera come attore di spot pubblicitari, incoraggiato dal produttore milanese Aldo Rossi.

Galvanizzato dai lauti guadagni e poliglotta, Fabio Testi inizia così a lavorare in coproduzioni internazionali, debuttando con Sergio Leone dapprima come controfigura ne II buono, il brutto, il cattivo (1966) poi come attore in C’era una volta il West (1968).

La svolta giunge con il ruolo ne Il giardino dei Finzi Contini (1970) diretto da Vittorio De Sica, Oscar come miglior film straniero.

È poi diretto da Giuseppe Patroni Griffi in Addio fratello crudele (1971), da Pasquale Squitieri in Camorra (1972) e I Guappi (1974).

Dalla metà degli anni Settanta conquista ottima visibilità anche all’estero.

È coprotagonista di L’importante è amare (1975) del regista polacco Andrzej Żuławski, accanto a Romy Schneider e di Io e il Duce (1985) di Alberto Negrin, con Susan Sarandon e Anthony Hopkins.

Lavora poi con registi come Lucio Fulci, Claude Chabrol, Dino Risi.

In tv è Janez ne Il ritorno di Sandokan (1996) e nel cast de La dottoressa Giò (1995-1998).

Ultime apparizioni: concorrente a L’isola dei famosi (2003) e al Gran Hermano vip (2004), nelle miniserie tv Il falco e la colomba (2009) e Al di là del lago (2011), nelle produzioni Letters to Juliet (2010) e Road to Nowhere di Monte Hellman.

#franconero #fabiotesti #kabirbedi

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Fabio Testi e la polemica sulle donne dell’est

Nel Marzo 2017 va in onda Parliamone Sabato (RAI 1) condotto da Paola Perego. Tema del giorno: Perché scegliere le donne dell’Est, con tanto di lista delle motivazioni tra cui: “sono disposte a far comandare il loro uomo”.

Tra gli ospiti c’è Fabio Testi che racconta un aneddoto piccante su un suo amico e la di lui fidanzata moscovita.

La puntata si attira pesanti critiche di volgarità e sessismo non consone al servizio pubblico. Il programma, già di scarsi ascolti, viene chiuso.

Paola Perego si scusa per l’intervento di Testi, il quale mesi dopo lamenta:

«Ridicolo! Avevo concordato tutto con l’autrice. La conseguenza è che non sono mai più stato chiamato in tv. E non mi chiameranno più». 

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