Francesco De Gregori biografia
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Francesco De Gregori

La vita privata di Francesco De Gregori

Francesco De Gregori nasce a Roma il 4 Aprile 1951, da Giorgio, bibliotecario e da Rita Grechi, insegnante di Lettere. Si diploma al Liceo Classico Virgilio. Destinato a diventare uno degli artisti contemporanei più significativi, inizia la sua carriera di cantautore e musicista seguendo le orme del fratello maggiore Luigi, che si esibisce con il nome d’arte Ludwig.

Quando nel 1960, apre il Folkstudio grazie a Harold Bradley, pittore e musicista afroamericano, che trasforma il suo studio a Trastevere, una cantina in Via Garibaldi 59, in un part-time club aperto la sera a tutti i musicisti che intendono praticare ed ascoltare generi di musica diversi, dalle canzoni folk alla musica brasiliana e celtica, dal jazz al blues, Francesco de Gregori ne fa il suo primo palcoscenico. Il luogo d’aggregazione preferito si rivelerà una palestra ideale per la formazione artistica.

È qui che Francesco conosce Giorgio Lo Cascio e Antonello Venditti con i quali collabora per fare le prime serate, messa ormai in secondo piano l’idea di diventare filosofo. Bibliofilo convinto, non abbandonerà tuttavia gli studi tanto da superare tutti gli esami universitari previsti senza però giungere alla tesi di laurea.

Con Lo Cascio costituisce il duo Francesco e Giorgio, in stile Simon and Garfunkel.

Quello che non so, lo so cantare è la biografia di Francesco de Gregori, scritta da Enrico Deregibus , edita da Giunti nel 2003.

Le misure di Francesco de Gregori

Francesco De Gregori è uno degli artisti più alti, in tutti i sensi. I suoi 192 cm. fanno in modo che non passi inosservato. 88 kg di peso lo rendono praticamente l’uomo perfetto, nonostante detesti le iconizzazioni.

Gli amori di Francesco De Gregori

Francesco De Gregori è sposato dal 1978 con la compagna di liceo Alessandra Gobbi. Hanno due figli gemelli Marco e Federico.

L’incontro con Fabrizio De André

Il giovane Francesco De Gregori ha ben chiaro il genere di musica che meglio lo rappresenta. Il suo “idolo” è Fabrizio De André e, doverosamente, mettiamo tra virgolette la parola idolo ben conoscendo l’ avversione che De Gregori nutre per ogni forma di etichettatura, di luogo comune e di stereotipo.

Al giornalista che chiedeva chi gli avesse messo in testa di fare lo strano mestiere del musicista rispose:

Per primo, Fabrizio De André, scoperto sui banchi del liceo. Cercavo di imitarlo in tutto. Anche esteticamente. Aveva questi capelli che gli scendevano di lato, mi piaceva da morire. Una volta andai dal barbiere con una sua foto per avere un taglio uguale, e lui: non posso, non hai i capelli lisci. Ci rimasi malissimo.

Fu una goliardata a far incontrare i due compositori, proprio al Folkstudio di Roma. Francesco aveva realizzato una parodia di La guerra di Piero chiamandola la cacca di Piero. De André volle ascoltarla, si divertì e divenne suo amico. Nel 1974 invitò De Gregori nella sua villa in Gallura per collaborare all’album Volume 8. Delle incisioni comprese nel disco a De Gregori appartiene il brano Le storie di ieri. Insieme i due cantautori hanno scritto vari pezzi tra cui Oceano, dedicata a Cristiano De André.

Dalla collaborazione uscì la traduzione italiana di Desolation Row di Bob Dylan. Con il titolo Via della Povertà venne incisa dal cantautore ligure nell’album Canzoni.

Nel 2001, due anni dopo la morte del collega, De Gregori pubblica l’album Amore nel Pomeriggio e racconta di quella singolare collaborazione avvenuta tanto tempo prima in Sardegna.

Fabrizio non lo incontrava quasi mai perché si alzava tardi e lavorava durante la notte. Così ebbe il tempo di scrivere Buonanotte fiorellino e di lavorare a Rimmel (1975), suo secondo album, quello del grande successo che oltre all’omonimo brano contiene Pablo, Quattro cani, Pezzi di vetro.

Francesco De Gregori e Bob Dylan

Di Bob Dylan, cantautore e compositore statunitense insignito nel 2016 del Premio Nobel per la Letteratura, Francesco de Gregori è un grande estimatore. Stima ricambiata dato che Dylan vede in De Gregori il massimo esponente della canzone d’autore italiana.

De Gregori ha partecipato al film dell’artista statunitense Masked and anonymous, in cui canta la cover Non dirle che non è così.

Nel 2015 è uscito De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto che contiene undici brani di Dylan tradotti in italiano. L’artista romano li fa propri, interpretandoli in modo personale. Nel 2016 l’album ha reso possibile Amore e furto Tour. Nell’occasione dell’ultima tappa del tour a Taormina, Francesco de Gregori ha registrato il disco dal vivo Sotto il vulcano, pubblicato nel 2017.

Quali altri musicisti ricorda con piacere?

Uno di quelli che più ho amato è Leonard Cohen. Una volta l’ho incontrato proprio a Roma, per caso, mentre camminavo: era insieme a una mia amica che me l’ha presentato, a Santa Maria in Trastevere. Aveva una chitarra in mano e io pure: ‘Ah, anche tu suoni?’, mi chiede e ci scambiammo un po’ di pareri tecnici. La seconda volta fu nei camerini dopo un suo concerto al Teatro Olimpico a Roma e lì feci un po’ il fan, andai in camerino dove stava mangiando da un cartone un pezzo di pizza al taglio, coccolato dalle due coriste, e mi misi a parlare un po’.

Francesco De Gregori ricorda con piacere Lucio Battisti

Avevo appena pubblicato Alice e mi fece dei complimenti: ‘Ahò, è forte quel pezzo!’. Poi mi disse una cosa che mi parve davvero strana: ‘Tu canti benissimo’. In quel periodo mi sentivo tutto meno che un cantante! E poi: ‘Sei bravo perché tu riesci a far capire bene il testo, quello che dici’. A me! Uno a cui tutti dicevano che non si capiva niente di quello che scrivevo! Tornai a casa volando”.

La carriera di Francesco De Gregori

Francesco De Gregori esordisce come solista nel 1973 con la canzone Alice, risultata ultima alla manifestazione Un disco per l’Estate, ma che rende visibile il suo autore che può lanciare il suo primo album Alice non lo sa.

Nel 1978 lancia l’album De Gregori che contiene il singolo Generale, uno dei suoi pezzi più noti.

Per la qualità dei testi viene definito cantautore e poeta. Si è aggiudicato sei Targhe Tenco e nel 2015 il Premio Le parole della musica. Sostiene che la canzone d’autore sia diversa dalla poesia che vive autonomamente senza bisogno di musica. Considerato, tuttavia, che il concetto di letteratura ha ampliato i propri confini è accettabile considerare la canzone come letteratura.

La collaborazione con Lucio Dalla

Il 1978 è un anno speciale nella carriera di De Gregori che dopo aver annunciato, solo un anno prima, il ritiro dalle scene, torna alla ribalta in collaborazione con Lucio Dalla. Assieme i due artisti firmano il 45 giri Ma come fanno i marinai. Ne deriva un tour sensazionale Banana Republic documentato da un film e con 500.000 dischi venduti. Il 1979 è l’anno del tutto esaurito negli stadi e nei palasport. Con la musica dal vivo si aprono nuove frontiere per la musica italiana e per i grandi concerti futuri di Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Ligabue.

Il titolo Il Principe con cui è conosciuto nell’ambito della musica De Gregori lo deve a Lucio Dalla.

A De Gregori piace live

Dopo gli album in studio quali Bufalo Bill (1976), Viva l’Italia (1979), Titanic (1982), La donna cannone (1983), De Gregori inizia a pubblicare album live come Il bandito e il campione del 1993 e La valigia dell’attore del 1997.

De Gregori ha una visione pirandelliana della vita e della musica, belle e interessanti perché cambiano e si modificano perennemente, così come fanno le persone, ciascuna con un proprio modo di guardare il mondo e l’altro. Il concetto viene espresso nel brano Guarda che non sono io contenuto nell’album Sulla strada del 2012, corredato da un libro dal titolo omonimo.

Per questo motivo l’artista preferisce l’album live a quello da studio:

Io a un artista sul palcoscenico quello che chiedo è la sincerità, cioè che in quel momento lui mi restituisca quello che sta succedendo nella sua testa. La sua testa non può essere quella di quarant’anni prima. L’evoluzione di una canzone è peggiore? Pazienza, mi becco la peggiore.

Sulla Strada Live Alcatraz pubblicato su Youtube è un regalo speciale di Francesco per ringraziare tutti del successo che l’album Sulla Strada ha riscosso nelle classifiche degli online stores italiani, un traguardo che senza il suo fedele seguito sarebbe stato impossibile.

La mission di Francesco De Gregori

Non ho mai cercato la perfezione nella musica, che per me è un’altra cosa.

Cerco di non fare cose brutte.. è questa la forma di rispetto che devo al pubblico, non il fatto di dargli quello che vorrebbe io facessi. Per esempio, se mi va di fare una cosa con Fausto Leali, come il duetto di Sempre per sempre, non ci penso due volte. La spinta deve essere di totale innocenza e indipendenza.

Sul sito personale Francesco de Gregori ha già presentato la propria adesione a Pino È, il più grande tributo live della musica italiana a Pino Daniele, evento previsto per il 7 Giugno 2018 allo stadio San Paolo di Napoli.

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