Lucio Dalla biografia
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Lucio Dalla

La vita privata di Lucio Dalla

Lucio Dalla, un cardine della musica d’autore italiana, ha lasciato un patrimonio artistico inestimabile. Nato a Bologna il 4 Marzo 1943, il cantautore è deceduto a Montreux, in Svizzera, il 1° Marzo 2012, dopo aver tenuto il suo ultimo concerto presso l’Auditorium Stravinski Concert Hall, la sera del 29 Febbraio.

Le sue ceneri riposano presso il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, non lontano da altri grandi italiani, quali Giosuè Carducci e Giorgio Morandi.

Nato da Giuseppe Dalla (1896-1950), e da Jole Melotti (1901-1976), Lucio rimase orfano di padre a soli sette anni e trascorse l’infanzia presso il Collegio Vescovile Pio X di Treviso.

Lasciò la scuola superiore a soli quindici anni senza raggiungere il diploma per trasferirsi a Roma, inseguendo il sogno della carriera musicale. Da autodidatta apprese a suonare la fisarmonica, il pianoforte, il sassofono e il clarinetto. Suo zio fu Ariodante Dalla (1919-1966), cantante divenuto famoso negli anni Cinquanta con lo pseudonimo Dario Dalla.

Nominato Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana nel 2003, Lucio Dalla il 9 Luglio 1999 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Disciplina delle arti, della musica e dello spettacolo dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Manchi tanto maestro…riposa in pace,ti vogliamo tanto bene❤️

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L’adolescenza trascorsa tra Emilia Romagna e Puglia

Il jazz diviene presto la più grande passione di Lucio. A Bologna gli si presentano occasioni formidabili per la sua formazione jazzistica. Suona con il mitico trombettista statunitense Chet Baker, allora residente in città, e con la Doctor Dixie Jazz Band, della quale facevano parte Pupi Avati, futuro regista e allora clarinettista del gruppo, Renzo Arbore e Paolo Conte.

Con Pupi Avati, che lo considerava il suo fratello minore, Lucio nel mese di Aprile del 2012 avrebbe dovuto presentare il concerto per il sessantesimo compleanno della Band. L’anno precedente il cantautore aveva composto la musica per il film dell’amico regista, Il cuore grande delle ragazze.

Le estati Lucio Dalla le riserva alle vacanze in Puglia, a Manfredonia, dove la madre si recava per motivi di lavoro. Una volta divenuto ricco e famoso, affascinato da quei magici luoghi, acquisterà Villa di Milo, affacciata sul mare dell’isola di San Domino, appartenente all’arcipelago delle Tremiti. Sarà lì che assorbirà l’anima musicale mediterranea.

Vi costruì uno studio di registrazione avanguardistico in cui nacquero Come è profondo il mare del 1977, il primo album del quale Dalla è autore anche dei testi e Luna Matana del 2001, che prende il nome dalla splendida Cala Matana su cui affaccia la villa residenziale, aperta a tutti, “paesani” e colleghi musicisti. L’evento estivo per eccellenza era costituito dal concerto Il Mare e le Stelle che Lucio organizzava per presentare i propri lavori e per cercare nuovi talenti musicali come Pierdavide Carone, con cui portò al suo ultimo Sanremo il brano Ninì (2012).

L’incontro fortuito che farà nascere un capolavoro

Altra città di fondamentale importanza per la vita e per la carriera di Lucio Dalla è stata Sorrento, vicina a Napoli, il cuore dell’Italia del sud. Una terra molto amata dal cantautore tanto che ne visitava le coste viaggiando a bordo del suo yacht. Un guasto al motore dell’imbarcazione, un giorno, costringe Dalla a far sosta a Sorrento e caso vuole che si trovi a pernottare proprio nello stesso albergo e nella stessa stanza in cui molti anni prima aveva soggiornato Enrico Caruso. Qualcuno gli racconta la storia d’amore per un’allieva che accompagnò l’ultimo periodo di vita del grande tenore italiano, ormai gravemente malato e prossimo alla fine.

La suggestione, o una sorta di miracolo, fanno si che Lucio, una volta ritiratosi in quella camera, profondamente scosso dall’incontro fortuito con la città campana che gli svela i segreti di un’anima grande e dolente, davanti alla foto del tenore, al pianoforte che gli era appartenuto e al “golfo di Surriento”, di getto componga il brano Caruso (1986), che diverrà uno dei più grandi successi discografici mondiali di tutti i tempi.

Caruso venderà milioni di copie, si aggiudicherà il disco di platino e la Targa Tenco. Vorranno interpretarla i maggiori talenti internazionali, da Luciano Pavarotti a Andrea Bocelli, da Céline Dion a Julio Iglesias. Tra le dieci canzoni italiane più conosciute e cantate nel mondo, Caruso è seconda solo a Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.

Inoltre, per molti, la struggente canzone Caruso rappresenta una sorta di testamento spirituale di Lucio Dalla, un brano witness rivelatore di quel che si celava nel dietro le quinte del personaggio Dalla, dietro la sua giocosità o clownerie, che dir si voglia. É il degno epilogo di una carriera iniziata con 4 Marzo 1943 (1971), un altro travolgente e commovente evergreen.

"Vorrei essere il vestito che porterai il rossetto che userai"

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Gli amori di Lucio Dalla

Lucio Dalla non si è mai sposato né ha mai rilasciato dichiarazioni sulla sua vita sentimentale, ritenendo che essa non dovesse interessare al pubblico più delle sue canzoni.

Non appartengo a nessuna sfera sessuale”, aveva risposto a chi gli aveva chiesto conferma della sua presunta omosessualità.

Se fosse ancora vivo preferirebbe probabilmente che invece degli amori si parlasse delle sue collaborazioni artistiche, molte e significative. Infatti non esiste quasi cantante italiano con il quale non abbia lavorato o duettato.

Le maggiori collaborazioni artistiche di Lucio Dalla

Lucio Dalla nasce come musicista. Riguardo ai testi, ha sempre cercato la collaborazione di autori e artisti dai quali potesse apprendere le migliori tecniche testuali fino a che si è reso conto di possedere spiccate doti anche per la stesura di testi musicali e si è messo a lavorare in proprio.

Tra le prime collaborazioni artistiche si ricordano quelle con Paola Pallottino, con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi.

Ci fu poi il periodo di lavoro con il poeta bolognese Roberto Roversi, iniziato nel 1973, e caratterizzato da un severo ed esclusivo impegno politico.

Ma da Piazza Grande presentata al Festival di Sanremo del 1972 a Attenti al Lupo (1990), e per tutta la vita, accanto a Lucio c’è stato Ron, con la sua precisione, con la sua delicatezza e le sue intuizioni.

I grandi Tour: la musica leggera arriva negli stadi

Con Francesco De Gregori e Gianni Morandi, Lucio ha dato vita a tour epici.

Banana Republic del 1979 fece seguito al 45 giri scritto e cantato insieme a De Gregori, Ma come fanno i marinai (1978), che fu il capostipite di una serie di eventi musicali da stadio, rivoluzionari per la musica leggera italiana.

Nel 1988 esce l’album Dalla/Morandi, lanciato dal brano Vita a cui segue un tour con 110 repliche. La tappa conclusiva avverrà in estate al teatro greco di Siracusa, con regia di Gabriele Salvatores e diretta tv su Rai1.

La carriera di Lucio Dalla

La carriera di Lucio Dalla inizia nel 1962 quando entra a far del  complesso i Flippers, come voce solista, clarinetto e sax. Continua con Gli Idoli nel 1967.

1979, esce l’album Lucio Dalla con i singoli Stella di Mare, L’ultima luna, Cosa sarà, L’anno che verrà. Risultato? Vendite incalcolabili e quarantesima posizione nella classifica dei 100 album italiani più belli di ogni tempo, pubblicata nel 2012 dalla rivista Rolling Stone.

Berlino 1980: Lucio Dalla siede su una panchina davanti al muro che divide la parte Est della città da quella ovest e si accende una sigaretta. Accanto a lui si siede Phil Collins, fuma e osserva anche lui, in silenzio. Lucio vorrebbe presentarsi ma preferisce scrivere. Nasce il testo di Futura.

Nel 1981 il cantautore crea il gruppo musicale gli Stadio. Carlo Verdone dedica a Lucio il film Borotalco con Eleonora Giorgi e sceglie come accompagnamento musicale Grande Figlio di puttana, scritta da Dalla e cantata da Gaetano Curreri, il cantante degli Stadio. Risultato? David di Donatello e Nastro d’argento per la miglior colonna sonora originale.

Buonanotte caro Lucio…

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La Fondazione Lucio Dalla

Alla sua morte Lucio Dalla lascia un’eredità immensa, in immobili e milioni di euro. In mancanza di testamento vengono divisi tra i suoi cinque cugini di quarto grado. Nel 2013, gli eredi, fortemente sollecitati dai fan e dagli amici, decidono di mettere in vendita alcune proprietà per realizzare una Fondazione intitolata a Lucio e alla sua creatività senza fine.

La Fondazione Lucio Dalla viene costituita il 26 Febbraio 2014. Ha sede a Bologna nella casa natale dell’artista. Questo Dalla farà ancora parlare si sé!

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