Nicola Savino biografia
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Nicola Savino

La vita privata di Nicola Savino

Nicola Savino nasce a Lucca il 14 Novembre 1967 da madre cosentina e padre foggiano. Ha due sorelle maggiori.

I genitori si conoscono all’Università di Napoli dove l’una studia Farmacia e l’altro Ingegneria. Da lì il matrimonio e l’inizio di frequenti viaggi e trasferimenti dovuti al lavoro del padre, ingegnere presso l’ENI – Ente Nazionale Idrocarburi.

Dopo la nascita in Toscana, Nicola e la famiglia si trasferiscono in una frazione di San Donato Milanese, nota come Metanopoli, la città del metano. L’area venne costruita nel 1952 per volontà di Enrico Mattei che la considerava la città ideale per ospitare la sede dell’ENI e le famiglie dei suoi lavoratori.

Riguardo alla sua giovinezza, Nicola Savino racconta:

Ho avuto la sfortuna di un padre che lavorava tantissimo, ma che quando tornava tornava carico di radio, acquistate anche dal Medio Oriente. Ascoltando la radio cercavo di trovare la sua voce. Da lì è nata la grande passione per la radio.

La sua vocazione è talmente forte che da adolescente passa le notti con la radio accesa. Ciò determina la sua bocciatura al terzo anno del Liceo Scientifico. Inizia così a lavorare gratuitamente per piccole emittenti locali, senza però abbandonare gli studi.

Si iscrive all’Università, facoltà di Economia e Commercio, che lascia dopo aver preso un 20 ad un esame per dedicarsi completamente alla professione di disc jockey, regista e speaker radiofonico.

 

Nicola Savino e l’amore

Dal 2009, Nicola Savino è sposato con Manuela Suma, costumista televisiva nonché stylist di Benedetta Parodi. I due si sono conosciuti a Radio Deejay, durante la realizzazione di alcuni scatti fotografici per il calendario dell’emittente radiofonica. Il fidanzamento è durato dieci anni.

La coppia ha una bambina che si chiama Matilda, a cui il padre è legatissimo.

Nicola Savino ha alle spalle un precedente matrimonio, celebrato quando aveva soli 24 anni:

“Mi sono sposato molto giovane, non so perché, forse perché volevo crearmi subito una mia famiglia visto che i miei genitori si separarono quando ho cominciato a fare radio nel 1984. Loro non hanno fatto secondo me una buona famiglia e ho deciso di farla io. Avevo solo 24 anni col primo matrimonio e non andò bene. Bisogna ponderarle le scelte. il vero amore folgorante a quella età accade di rado e mi dispiace. Questo secondo matrimonio è inaspettato e carico di gioia, anche se stiamo insieme da 17 anni e siamo sposati di sette. Io sono favorevole, un matrimonio sancisce un unione, è bello, non posso che parlarne bene, io sto bene”.

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Nicola Savino e il suo “segno particolare”

In fotografia e in video è molto difficile scorgere il “segno particolare” che contraddistingue Nicola Savino: l’amputazione del mignolo destro.

Nicola Savino racconta a Verissimo l’incidente occorsogli a soli sette mesi di vita: durante un ricovero in ospedale, un’infermiera intenta a cambiare una flebo, recise per sbaglio il dito del bambino. Invano i medici tentarono di riattaccare il mignolo alla mano.

Per superare l’imbarazzo, il presentatore ha portato per molti anni un arto finto pur di non mostrare alle telecamere il suo difetto fisico.

Voglia di ricominciare

In diverse interviste, Nicola Savino ha confessato le difficoltà sofferte dopo la morte dei genitori.

Come dichiarato dal conduttore, la notizia della morte della mamma gli viene comunicata dalla sorella mentre lui si trova alla festa di compleanno del calciatore Javier Zanetti.

“Sono andato a letto bambino e mi sono svegliato uomo”

Il lutto è talmente doloroso che, per trovare conforto e consolazione. Nicola ricorre all’analisi e riscopre la fede.

La carriera di Nicola Savino

Radio

Nicola Savino ottiene il primo ingaggio a Radio Sandonato nel 1984 e, dopo cinque anni di gavetta nelle radio locali. approda nel 1989 a Radio Deejay. Qui cura la regia di W Radio Deejay, condotto da Marco Baldini e Fiorello, e di Baldini ama Laurenti con Amadeus, Luca Laurenti e di nuovo Marco Baldini.

Dopo una breve parentesi professionale come autore per Radio Capital, nel 1996 torna a Radio Deejay dove stavolta va in onda in qualità di “uomo della strada” con Linus in Deejay chiama Italia. Gli scambi tra i due, dapprima estemporanei, diventano un appuntamento fisso e sono talmente apprezzati dal pubblico che viene assegnato a Nicola il ruolo di co-conduttore.

Partecipa quindi come autore e speaker a Ciao Belli, insieme a Dj Angelo e Roberto Ferrari. Nel programma, Nicola sfoggia le sue doti eclettiche di imitatore di personaggi famosi come Giampiero Galeazzi, Renato Zero, Ligabue, ecc. Altra sua grande passione sono gli anni Ottanta, a cui Nicola Savino dedica il programma radiofonico Rio, in onda su Radio Deejay dal 2016.

Televisione e Cinema

Negli anni, il curriculum di Savino si arricchisce con il ruolo di autore per programmi televisivi come Festivalbar, Le Iene, i TelegattiZelig Circus e Zelig Off.

Nonostante il suo voler restare “dietro le quinte”, dal 2003 lo vediamo davanti alle telecamere in compagnia di Dj Angelo, nel programma Quelli che il Calcio, condotto da Simona Ventura.

Passa quindi alla conduzione vera e propria di Sformat su Rai2 (2004), Soirèe (2007) e Scorie (2007-2009). Il 2010 è un anno particolarmente felice per la carriera televisiva di Nicola Savino a cui viene affidato il ruolo di presentatore per due programmi importanti come Matricole & Meteore Colorado Caffè.

Dai canali Mediaset passa, l’anno seguente, a “Mamma Rai” dove conduce L’Isola dei Famosi con Vladimir Luxuria e, nel biennio 2013-2014, Quelli che il Calcio… per arrivare poi nel 2016 alla trasmissione Boss in incognito.

Nel 2017 rientra ufficialmente in Mediaset per sedersi accanto a Nadia Toffa alla conduzione de Le Iene. A Gennaio 2018, affiancato da Katia Follesa, conduce la prima edizione di 90 Special su Italia 1; il programma racconta mode, tendenze, stili e fatti di cronaca che hanno caratterizzato gli anni Novanta.

Nicola Savino si è anche cimentato come attore per il grande schermo in Agente Matrimoniale, prodotto da Eleonora Giorgi, e in Mi fido di te, con la regia di Massimo Venier.

One Comment

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  1. Simpatico,intelligente,autoironico e modesto non poteva non essere diversamente avendo sangue semifinalista !!!

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