Willie Peyote biografia
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Guglielmo Bruno Willie Peyote

La vita privata di Willie Peyote

Guglielmo Bruno, è il vero nome di Willie Peyote, nato a Torino il 28 agosto 1985 sotto il segno della Vergine. Il nome d’arte viene fuori dall’unione del personaggio di Wile E. Coyote dei Looney Tunes con la pianta del peyote. Ma Willie è anche il diminutivo di Guglielmo e accanto a quello ha deciso di abbinarci un evidente riferimento alla droga allucinogena proveniente dall’America settentrionale.

Willie vive attorniato dalla musica sin dalla sua infanzia. Il padre, infatti, era un musicista e lui spesso lo seguiva nelle sue tournée. Si avvicina inevitabilmente allo studio delle cinque note e in particolare a quelle del basso, strumento con cui entrerà a far parte del gruppo S.O.S. Clique di genere punk-rock. Nonostante la passione, però, Guglielmo decide di dedicarsi allo studio, quindi si laurea in Scienze Politiche con una tesi sulla rivolta di Los Angeles del 1992.

 

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Successivamente e fino al 2014 lavorerà presso un call center, ma senza mai abbandonare la scrittura e la musica. Vive in una famiglia religiosa nonostante lui si definisca ateo. I genitori sono testimoni di Geova e anche all’interno dei suoi testi si ritrovano vari riferimento alle esperienze vissute con la fede. Dopo essersi licenziato e aver vinto un concorso canoro, decide di dedicarsi unicamente alla realizzazione dei suoi testi e alla carriera da musicista rap.

Gli amori

Non si hanno molte notizie riguardo la vita privata del cantante, non vi è nessun riferimento a fidanzate o post sui social che facciano riferimento ad un amore.

Le passioni di Willie

La musica rientra tra i suoi primi amori, motivo per cui ha scelto di far diventare la sua passione anche il suo mestiere. Ma è anche un grande tifoso del Torino e amante della sua città d’origine dove, tra l’altro, ha scelto di vivere nonostante gli impegni lavorativi lo portino a spostarsi continuamente. Per questo motivo molto spesso nei suoi testi si sentono dei riferimenti alla sua squadra del cuore.

Adora i cani, e in particolare il suo chihuahua, e nutre una grande passione per i libri di Charles Bukowski. Sul piano sentimentale, il cantautore sabaudo non si è mai espresso in modo approfondito. Sui suoi social network non si incontrano molte foto private, anzi, li utilizza principalmente per pubblicizzare le sue uscite discografiche.

Le misure

Willie Peyote è un ragazzo molto alto, infatti misura circa 1.90 metri, ha una statura robusta e solida e pesa circa 85 chili. Dalle foto pubblicate sui suoi profili social non si evidenzia alcun tatuaggio visibile sul suo corpo. Inoltre, è molto probabile che Guglielmo pratichi qualche sport vista la corporatura.

Lo scontro con la destra italiana

In occasione della presentazione del suo singolo Io non sono razzista ma… all’interno della trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa, il 23 aprile 2017, Willie Peyote ha provocato l’indignazione del giornalista Maurizio Belpietro e di alcuni esponenti della destra italiana. In particolare, il direttore de La Verità sul quotidiano scrisse di Peyote biasimandolo di aver accusato la Nazione di essere xenofoba e razzista.

In altre interviste ha espresso il suo dissenso nei confronti della politica espressa in particolare dal leader della Lega, Matteo Salvini, ma anche contro il portiere della Juventus, Gianluigi Buffon nel periodo in cui il calciatore aveva pensato all’opportunità di entrare in politica. Allo stesso modo, dal punto di vista musicale, stavolta, ha espresso un parere contrario nei confronti de gruppo musicale Dark Polo Gang, accusandoli di aver fatto successo senza avere talento.

La carriera di Willie Peyote

Il mondo della musica è sempre stato al centro della sua vita, ma dopo alcune collaborazione con alcune band punk, nel 2011 decide di pubblicare il suo primo album da solita, dal titolo Manuale del giovane nichilista al cui interno possiamo ritrovare varie tematiche capitanate dalla denuncia sociale e dall’autoironia. Due anni dopo, nel 2013, lancia Non è il mio genere, il genere umano, ennesima critica verso la società che lo circonda.

Ma il vero salto di qualità arriva con il successo del terzo disco: Educazione sabauda. Uscito nel 2015, all’interno si ritrovano vari riferimenti espliciti ad alcuni autori della scena rapper, ma anche della canzone d’autore. Inoltre, dal titolo si evidenzia anche un omaggio alla sua città di origine. A due anni dal clamore avvenuto con il singolo Io non sono razzista ma…, il rapper torna con il quarto disco in studio, Sindrome di Tôret, che mette insieme le sue due anime musicali: quella rock e quella hip-hop.

Infine, il quinto album, Iodegradabile, viene pubblicato nel 2019 e anticipato dal brano La tua futura ex moglie. Il disco ottiene un discreto e per il 2020 era in programma un tour con un folto numero di tappe. Ma, causa pandemia, il tutto è stato rimandato al 2021, anno in cui partecipa al 71° Festival di Sanremo con la canzone di denuncia sociale Mai dire mai (La locura). Inoltre, durante la quarta serata della kermesse dedicata alla canzone d’autore, Willie Peyote ha presentato una versione inedita di Giudizi Universali insieme a Samuele Bersani, autore del brano.

 

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