Enrico Montesano biografia
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Enrico Montesano

La vita privata di Enrico Montesano

Nipote d’arte, l’attore Enrico Montesano, nato a Roma il 7 Giugno 1945, è un “mostro sacro” dello spettacolo italiano. Versatile e dotato di una simpatia dirompente ha calcato palcoscenici teatrali, set cinematografici e televisivi con naturalezza e spontaneità fin da bambino, divenendo uno dei maggiori interpreti della commedia all’italiana.

Il nonno, dal quale ha ereditato il nome, fu direttore d’orchestra, la nonna Bianca Castagnetta, attrice. Teatranti sin dal secolo scorso, i Montesano contano bisavoli impresari di operette e un trisavolo attore comico. Impossibile per Enrico non proseguire la tradizione di famiglia.

La comicità contemporanea deve molto all’arte di far ridere di Enrico Montesano, formatosi alla scuola di Alberto Sordi, Nino Manfredi, Walter Chiari, mattatori degli anni Sessanta.

Una comicità tradizionale e sempre attuale

Innumerevoli i personaggi inventati da Enrico Montesano che hanno fatto divertire milioni di italiani, stemperando con una sana risata l’atmosfera pesante di certi anni difficili.

L’attore li ripropone negli spettacoli teatrali di cui è diventato oltre che protagonista, regista e autore, riscuotendo immutato consenso da parte del pubblico.

Porta a Porta, il programma televisivo condotto da Bruno Vespa gli ha dedicato uno special dal titolo: Roma si specchia nelle maschere di Enrico. Nell’occasione abbiamo rivisto con piacere Gigi er bullo, Er Pomata, La romantica donna inglese, Dudù il gagà, l’attacchino Ignazio, Torquato il pensionato, Zia Sally, Felice Allegria.

La comicità di Montesano è di stampo classico, discreta, poco invadente, pacata e tuttavia mordace quando tocca temi sociali d’attualità.

Ha studiato il grande maestro Totò, Montesano, in tempi non sospetti, quando il comico partenopeo non andava di moda, attraverso la ripetuta visione delle pellicole.

Le misure di Enrico Montesano

Il comico romano è alto 173 cm e pesa 65 kg.

Sul palco non mi risparmio: se mi devo accovacciare mi accovaccio, mi metto in ginocchio, insomma, ancora mi rialzo! Il mio peso forma c’è, qualche volta più peso che forma… Ma che ci frega della forma, è meglio la sostanza.

Altre curiosità

Enrico Montesano suole dire:

Io sono un cittadino libero, due cose non posso cambiare: la mamma e la squadra del cuore. Per il resto, dubito ergo sum.

La squadra del cuore è la Lazio, che è nata prima della Roma, quindi, essendo più anziana, è più autorevole. Di solito affabile e cordiale durante il lavoro, Montesano diventa intrattabile quando i laziali perdono. Diventa una jena, dicono i colleghi che hanno sperimentato la strana metamorfosi.

L’attore, inoltre, è giunto a Bruxelles come parlamentare europeo per dar voce ai tanti cittadini che lo avevano votato. Ha scoperto invece di non essere tagliato per la carriera politica ed è tornato felicemente a fare l’attore, colui che agisce, secondo il significato etimologico della parola.

A Cortina d’Ampezzo ha scalato con Walter Bonatti il Becco di Mezzodì, anche se “è pieno di acciacchi a causa delle giunture che si consumano”.

Non chiamatelo maestro

Nonostante abbia lavorato con l’élite dello spettacolo, vinto quattro Davide di Donatello, uno dei quali alla carriera, uno speciale per la sua performance in Rugantino, uno in aggiunta al Nastro d’Argento nel 1991 quando dirige e interpreta il film A me mi piace, la Rosa d’Oro di Montreaux nel 1977 per il varietà televisivo trasmesso su Rai2 Quantunque io, la Maschera dell’Istituto del Dramma Italiano nel 1980, e nel 2011 il Premio Le Muse per il teatro, Enrico Montesano non vuole essere chiamato maestro.

Maestro? Se qualcuno mi chiama così mi viene da ridere. Significa che non hai più niente da fare e puoi solo insegnare, che non hai più da imparare. E invece io ho tantissimi progetti. La verità è che mi sento sempre un allievo e apprendo da tutti quelli che incontro. Semmai maestri sono stati Garinei e Giovannini, sempre pronti a regalare agli attori i giusti consigli per riempire la scena.

Il suo mentore è stato Enzo Garinei, continua a ripetere.

Gli amori di Enrico Montesano

Enrico Montesano ha avuto una lunga relazione con la nota stilista Marina Spadafora, dalla quale è nato Mattia.

L’attore ha sposato Tamara Moltrasio, madre di Tommaso, Oliver e Lavinia. Ottenuto il divorzio dalla prima moglie, nel 1992 è convolato a nozze con Teresa Trisorio dalla quale ha avuto i figli Michele Enrico e Marco Valerio, che lavorano con lui in teatro.

Siamo arrivati a festeggiare il ventiseiesimo anno di matrimonio! Evviva siamo sempre belli e tosti!

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La carriera di Enrico Montesano

Enrico Montesano esordì nel 1966 al teatro Goldoni come imitatore in Humor nero e come cabarettista al Puff di Trastevere, noto come il teatrino di Lando Fiorini.

Un eclettismo formidabile gli ha consentito di essere protagonista a tutto tondo dello spettacolo italiano.

Televisione

In televisione lo ricordiamo ospite fisso in Che domenica amici, trasmissione del 1968 di Castellano e Pipolo condotta da Raffaele Pisu. Nel 1970 conduce Senza rete ed è in gara a Un disco per l’estate

A Teatro 10 e Canzonissima partecipa nel 1971. In coppia con Gabriella Ferri porta il cabaret in televisione con Dove sta Zazà (1973) e Mazzabubù (1975).

Con Anna Oxa nel 1988 conduce in prima serata su Rai 1 la nona edizione del varietà Fantastico abbinato alla Lotteria Italia, che registra quell’anno il record d’incassi, non ancora battuto, con ben 38 milioni di biglietti venduti.

Poi Trash – Niente è come sembra (2004) e il film-tv Il mondo è meraviglioso (2015). Montesano ha fatto parte della giuria di Tale e Quale Show 2016/2017 con Loretta Goggi, Claudio Amendola Christian De Sica.

Cinema

Come attore cinematografico Enrico Montesano ha esordito in Io non protesto, io amo, un musicarello di Ferdinando Baldi. Molti e importanti i film girati con Sergio Corbucci, il migliore è senza dubbio Il Conte Tacchia, nel 1982 con Vittorio Gassman Paolo Panelli.

Degni di menzione sono poi Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa (1968), I quattro del pater noster (1968) con Oreste Lionello, Febbre da cavallo (1976) con Gigi Proietti, Il ladrone (1980) con Edwige Fenech, Più bello di così si muore (1982) con Monica Guerritore, Sing Sing (1983) con Adriano Celentano, I due Carbinieri (1984) con Carlo Verdone, Grandi magazzini (1986) con Laura Antonelli, Noi uomini duri (1982) con Renato Pozzetto, Mi faccia causa (1984) con Stefania Sandrelli, I picari (1987) con Giancarlo Giannini, Il volpone, con Paolo Villaggio.

Teatro

Per Enrico Montesano casa è il teatro. Sul palcoscenico, davanti al suo pubblico, l’artista dà il meglio di sé, si diverte e fa divertire.

Il pezzo forte del suo repertorio resta Rugantino che interpreta nel 1978 diretto da Garinei e Giovannini, con  Alida ChelliAldo Fabrizi e Bice Valori.

Grande interpretazione anche nella commedia musicale …e meno male che c’e’ Maria (2000) con Barbara D’Urso, rielaborazione del film americano ”Mrs Doubtfire”(1983) interpretato da Robin Williams.

Dall’omonimo film di Mario Monicelli, Il Marchese del Grillo, memorabile trasposizione teatrale in scena al Teatro Sistina di Roma, campione d’incassi nella stagione 2015/2016.

Per finire, ancora in bellezza, sempre al Sistina, Enrico Montesano è tornato nel 2018 con Il Conte Tacchia, rappresentazione teatrale del film che lo ha reso celebre.

Epilogo: viva la libertà

Enrico Montesano ama leggere e scrivere. Debuttò nel 2003 con un libro scanzonato, ma non troppo Siamo nati per soffrire e ci siamo riusciti. Nel 2015 esce la sua autobiografia Confesso -Vita semiseria di un comico malinconico.

Non appena mi diplomai geometra, era il 1965, acquistai il giornale dei concorsi pubblici e mi fiondai su quello che ritenevo il più abbordabile: l’offerta di 38 posti di lavoro al catasto. A presentarsi furono in 2.500. Consegnai in bianco e riconquistai la libertà.

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