Chef Rubio biografia
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Chef Rubio

La vita privata di Chef Rubio

Chef Rubio, all’anagrafe Gabriele Rubini, è nato il 29 giugno del 1983 a Frascati. È conosciuto per il programma Unti e Bisunti, che ha condotto e animato.

Figlio di due avvocati e fratello maggiore di Giulio, che ha quattro anni meno di lui, da piccolo sognava di fare l’oceanografo per via della sua passione per gli squali.

A 10 anni comincia a giocare a rugby su consiglio del medico per via di una scoliosi. La passione per questo sport lo porta a diventare un professionista, infatti a 19 anni inizia a giocare in serie A. A 21 anni si trasferisce in Nuova Zelanda per giocare in una squadra della capitale.

Oltre oceano lavora per un ristorante italiano e scopre la sua passione per la cucina. Al suo ritorno decide di iscriversi alla scuola di cucina di Gualtiero Marchesi, l’ALMA, dove si diploma nel 2010 diventando uno chef professionista.

Si è iscritto all’università per studiare giurisprudenza e seguire le orme dei genitori ma non si è mai presentato a un esame.

Si definisce come una persona eclettica, sognatrice e taciturna, ama viaggiare e ha una passione per la fotografia.

Rubio è un single convinto, non ha mai avuto una relazione duratura e ha sempre dichiarato che il matrimonio non fa per lui.

Le misure di Chef Rubio

Chef Rubio è altro circa 190 cm e pesa circa 100 kg.

I tatuaggi di Chef Rubio

Chef Rubio ha una vera passione per i tatuaggi, infatti ne ha molti che coprono gran parte del suo corpo. Lui li definisce come ricordi dei suoi viaggi e delle relative esperienze culinarie, ma preferisce tenere per sé i significati da alcuni.

Il primo tatuaggio l’ha fatto in Nuova Zelanda e rappresenta un simbolo tipico della cultura maori, una sorta di amuleto protettivo. Entrambe le braccia sono coperte da tatuaggi appartenenti a questo stile, a cui lo chef si è appassionato grazie al rugby e alla sua permanenza in Nuova Zelanda.

Sul collo ha un fiore che rappresenta la pazzia e sulle nocche ha la scritta Fish & Chip in stampatello, come simbolo della cucina essenziale e del cibo genuino che lui ama.

Alcuni altri tatuaggi sono una rondine sulla mano sinistra e altri sulla gamba destra di cui però non si conosce il significato.

La carriera di Chef Rubio

Il lancio in tv avviene nel 2013 con il programma Unti e Bisunti sul canale DMAX, attraverso il quale ha voluto raccontare la tradizione dello street food italiano e non solo. Questo progetto viene costruito ad arte sull’immagine avventurosa del presentatore e va avanti per tre stagioni. Sempre legati ad esso vengono pubblicati due libri di ricette e viene prodotto un film. Il film, dal titolo Unto e Bisunto – La vera storia di Chef Rubio, racconta ironicamente la vita del personaggio e va in onda il 20 dicembre del 2016.

Nel 2014 conduce sempre in collaborazione con DMAX il programma I re della griglia e partecipa a Il cacciatore di tifosi in occasione del Torneo Sei Nazioni di rugby. Nello stesso anno diventa il protagonista di un fumetto intitolato Chef Rubio: Foodfighter prodotto da Starcomics.

Nel 2016 insieme a Costantino della Gherardesca partecipa a una puntata speciale del programma Il ricco e il povero, in onda in simultanea su DMAX e su NOVE. Questa partecipazione straordinaria diventa un nuovo programma dallo stesso titolo in cui Rubio viaggia in tutta Europa in compagnia di personaggi famosi tra i quali Arisa, Massimiliano Rosolino e Carmen Russo.

Nel 2017 smette i panni di cuoco per diventare il protagonista del programma È uno sporco lavoro, nel quale attraversa l’Italia alla scoperta dei lavori più faticosi e difficili.

Dal 10 maggio del 2018 Chef Rubio conduce un nuovo programma su DMAX legato alla cucina tradizionale italiana dal titolo Camionisti in Trattoria, un viaggio in tir per scoprire le migliori trattorie dove mangiare bene e spendere pochissimo.

L’impegno nel sociale di Chef Rubio

Chef Rubio è da sempre impegnato nel sociale. Tra il 2016 e il 2017 collabora con l’Istituto Statale Sordi di Roma per creare una serie di video ricette inclusive in LIS. Nel 2016 è lo chef ufficiale della squadra italiana alle Paralimpiadi di Rio.

Nel 2017 lancia la campagna del Pasto Sospeso insieme a Erri De Luca e all’associazione Baobab Experience. Questa campagna ha lo scopo di fornire sostentamento ai migranti e a coloro che vivono in condizioni di povertà nella zona di Roma. Inoltre è ambasciatore di Amnesty International.

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