Claudio Cecchetto biografia
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Claudio Cecchetto

La vita privata di Claudio Cecchetto

Claudio Cecchetto nasce a Ceggia, in provincia di Venezia, il 19 Aprile 1952. Il sogno da ragazzo di diventare batterista viene velocemente infranto quando il suo gruppo musicale lo sostituisce per un altro più bravo.

A scuola non spicca per impegno e risultati ma si distingue per il linguaggio fluente e corretto. Dopo il diploma si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Milano che abbandona presto per  lavorare come disc jockey. Ha una sorella che fa la psicologa.

Ok ragazzi!!!!

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Le misure di Claudio Cecchetto

Magrissimo, capelli lunghi e viso scavato Claudio Cecchetto è alto circa 193 cm.

Gli amori di Claudio Cecchetto

Dopo varie e fugaci avventure, nel 1992 Claudio sposa, a Riccione, Maria Paola Danna, di sedici anni più giovane.

Hanno due figli, Jody e Leonardo, anch’essi con velleità artistiche. Jody è un’attrice e Leonardo un cantante rap. Leonardo, con lo pseudonimo di OEL, è l’autore del brano demenzial-trap Le Focaccine dell’Esselunga (2017) che ha spopolato sul web facendo più di 1,5 milioni di visualizzazioni su YouTube. Ci sarà lo zampino di papà?

La carriera di Claudio Cecchetto

Uno, nessuno, centomila, verrebbe da dire pensando alla variegata carriera di Claudio Cecchetto.

Disc Jockey, produttore e talent scout si muove, come un segugio dal fiuto eccezionale, nel panorama musicale italiano degli anni Ottanta e Novanta alla ricerca di talenti e personaggi televisivi.

Non ho mai fatto provini sulla voce, è il contatto con la persona a svelarne il talento.

Sabrina Salerno, Gerry Scotti, Linus, Fabio Volo, Albertino, Leonardo Pieraccioni, Daniele Bossari sono solo alcune delle tante prede scovate e portate al successo da Claudio Cecchetto.

Jovanotti, gli 883 e Fiorello

Con la scoperta di Jovanotti, Max Pezzali e Fiorello la carriera di Claudio decolla. Tre punte di diamante che gli permettono di raggiungere vette altissime di popolarità e fama. Con Fiorello colIabora all’originalissima trasmissione televisiva Karaoke. È un successo enorme. Le piazze di tutte le città italiane si riempiono di folla per assistere allo spettacolo, in visibilio per il giovane animatore siciliano dal lungo codino nero.

Nel 1988, con le etichette discografiche FRI (Free Record Indipendent) e Ibiza Records, fondate con l’amico di sempre Sandy Marton, Claudio produce l’album di esordio di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, Jovanotti For President.

L’ho prodotto sino al cd della svolta,“Lorenzo 1992”, poi di comune accordo, abbiamo pensato che dovesse passare a una multinazionale.

Il cerchio magico si chiude nel 1992 con gli 883.

Rifiutati dalle case discografiche, li ho lanciati io. Max Pezzali è un talento assoluto che non sfiorirà. Scrive manuali di sopravvivenza amorosa e sociale. Ma agli inizi era Repetto, il socio, a spingerlo a osare di più. Gli diceva: “Esagera”.

#Repost from @collettivosoleluna — Aquafan days

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La Radio

Dopo aver lavorato a Radio Milano International e a Studio 105, nel 1982, Cecchetto fonda la mitica e sempreverde Radio Deejay, che, nel 2018, è ancora una delle emittenti radiofoniche più seguite.

La televisione 

Cecchetto entra in televisione grazie a Mike Bongiorno che gli affida, tra il 1978 e il 1979, la conduzione del programma musicale Chewingum, su Telemilano 58.

La sferzata decisiva arriva con la conduzione del Festival di Sanremo, dal 1980 al 1982. La sigla dell’edizione del 1981 è la canzone Gioca Jouer ed è firmata Claudio Cecchetto. Un immortale tormentone, ballato e cantato, su tutte le spiagge e le discoteche d’Italia da milioni di persone.

Dal 1983 al 1987, Vittorio Salvetti vuole Cecchetto nel programma musicale Festivalbar, seguitissimo dai più giovani e che segna l’inizio e la fine dell’estate.

Nel 1983 Claudio crea la versione televisiva di Radio Deejay, Deejay Television, contenitore di videoclip musicali, vincendo due Telegatti.

Nel 2014 pubblica la sua autobiografia In diretta. Il Gioca Jouer della mia vita accompagnandola con queste parole:

Volevo intitolarla: “Che culo, quello che ho avuto e quello che mi sono fatto”.

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