Orietta Berti biografia
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Orietta Berti

La vita privata di Orietta Berti

Orietta Berti nasce Orietta Galimberti a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, il 1° Giugno 1943, figlia di Vittoria Anna Vitali e Mafaldo Galimberti.

Come riporta la giornalista di costume Laura Laurenzi, Orietta deve il suo nome alla protagonista di un romanzo di Liala che sua madre stava leggendo in gravidanza. È il talent scout Giorgio Calabrese a suggerirle di accorciare il cognome da Galimberti a Berti.

Emiliana ruspante, nata e cresciuta nell’immediato dopoguerra, Orietta Berti possiede oltre duemila paia di scarpe e colleziona bambole, acquasantiere e parrucche fluorescenti.

Gli amori di Orietta Berti: tutti con la lettera “O”

A differenza di altre dive della sua generazione, Orietta Berti ha costruito una vita sentimentale e familiare molto solida: dal 1967 è infatti felicemente sposata con Osvaldo Paterlini, suo manager e padre dei suoi due figli. Un uomo che descrive come “di poche parole ma ben assestate”.

La cantante è nota anche per questa singolare circostanza: non solo il marito, ma tutte le persone a lei più care hanno il nome che comincia per la lettera “O”. Dalla madre Vittoria detta Olga al nonno Oreste, dallo zio Oliviero alla suocera Odilla, Orietta Berti ha fatto della lettera “O” il suo portafortuna: i suoi figli si chiamano Otis (1975), in onore del cantante Otis Redding, e Omar (1980), in onore dell’attore Omar Sharif che Orietta conosce al tavolo di bridge al Lido di Venezia. Neanche il cane di famiglia, il mastino Oscar, sfugge alla regola della “O”. Desiderosa di una nipotina, Orietta Berti sa già come vorrebbe chiamarla: Ortensia.

La carriera di Orietta Berti

Orietta Berti è una delle più popolari interpreti degli anni Sessanta: garbo, intonazione misurata e repertorio romantico ne fanno l'”usignolo di Cavriago“, perfetta nemesi di coetanee più inquiete e sensuali come Mina “la tigre di Cremona”, Milva “la pantera di Goro”, Ornella Vanoni “la cantante della mala”.

Incoraggiata dal padre, appassionato di opera, Orietta Berti studia musica e canto lirico fin da giovanissima. Nel 1961 partecipa a Voci nuove disco d’Oro, concorso canoro che vede tra i partecipanti anche Iva Zanicchi e Gianni Morandi.

Nel 1964 firma un contratto con la Polydor e nel 1965 vince Un disco per l’estate con Tu sei quello. Altri grandi successi Io tu e le rose (1967), Fin che la barca vaTipitipitì (1970).

Negli anni della contestazione Orietta osa con testi che trattano, seppur velatamente, di emigrazione (La vedova bianca), femminismo (Per scommessa) e prostituzione (Via dei Ciclamini, ripresa molti anni dopo da Valerio Scanu in una puntata di Tale e Quale Show). Successivamente si dedica al repertorio folk spaziando dalla musica tradizionale italiana a quella gitana. Tra i Settanta e gli Ottanta incide diverse canzoni per bambini.

Nel 2008 incide Swing. Un omaggio alla mia maniera con l’orchestra del maestro Sandro Comini.

Orietta Berti ha pubblicato ventuno album distribuiti in Europa, Stati Uniti, Centro e Sudamerica. Ha venduto oltre quindici milioni di copie e tenuto concerti in tutto il mondo. Vanta ben undici partecipazioni al Festival di Sanremo, da Io ti darò di più (1966) a Rumba di Tango in coppia con Giorgio Faletti (1992).

Orietta Berti: tra musica e tv

Negli anni Ottanta collabora con gli autori Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio e si infittiscono le partecipazioni televisive: Premiatissima (1984), C’era una volta il festival e Una rotonda sul mare (1989). Presenza rassicurante e briosa, conquista un posto a Domenica In (1995), Anima Mia (1997), Quelli che il calcio, cui partecipa come ospite fissa dagli stadi (1997-2001), La notte vola (2001), Buona Domenica (2001-2002), Ballando con le stelle (2006).

Nel 2017 Orietta partecipa come opinionista al programma Che fuori tempo che fa, in onda su Rai 3 condotto da Fabio Fazio. Insieme a lei anche altri personaggi dello spettacolo come Gigi Marzullo, Fabio Volo, Nino Frassica e Luciana Littizzetto.

Riceve il Premio speciale Mia Martini alla carriera nel 2010 per i 45 anni di attività.

Orietta Berti e l’amaro addio di Luigi Tenco

Al nome di Orietta Berti è legata anche una delle pagine più tristi della musica leggera italiana: è il 1967 e sulla riviera ligure è in corso il Festival di Sanremo. Luigi Tenco, tormentato cantautore della scuola genovese, viene trovato morto nella sua camera di albergo, suicida, secondo la conclusione più accreditata. Accanto a lui c’è un biglietto con su scritto: “In un mondo dove va in finale Io tu e le rose non c’è posto per me”.

Anni dopo, Orietta Berti commenterà l’accaduto con profonda amarezza:

“Quel biglietto mi ha rovinato la vita ed io non credo che sia stato Tenco a scriverlo, ma qualcun altro per cattiveria nei miei confronti. È impossibile sia stato lui: eravamo in buoni rapporti, avevamo mangiato vicini quel pomeriggio, ha sentito le mie prove, mi apprezzava”.

One Comment

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  1. Orietta mi è sempre piaciuta , primo per la sua semplicità, poi per la sua voce da usignolo che pochi hanno

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